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- Come pulire gli occhiali: ricetta di spray fatto in casa e consigli di manutenzione
Se ti sei mai chiesto/a come pulire gli occhiali in modo efficace senza rovinarli... Sei nel posto giusto! Occhiali sporchi riducono la nitidezza della vista e possono danneggiare i trattamenti delle lenti (che rendono i nostri occhiali tanto costosi e preziosi). Se porti gli occhiali ti sarà sicuramente capitato di ricevere in omaggio delle boccette spray con del liquido per la pulizia delle lenti (o forse ne acquisti periodicamente). In questo articolo ti spiegherò come creare un detergente per le lenti fatto in casa efficace e sicuro e ti darò qualche consiglio pratico per la cura quotidiana delle lenti (da occhialuta perenne quale sono!). Perché è importante e come pulire gli occhiali (nel modo giusto) Polvere, sebo della pelle, residui di trucco e smog possono accumularsi sulle lenti, riducendo la nitidezza e causando fastidio agli occhi. Pulire gli occhiali nel modo giusto: Ci fa vedere bene (migliora la visibilità e il comfort visivo). Protegge le lenti dai graffi e mantiene intatti i trattamenti antiriflesso o antigraffio Riduce i rischi di irritazioni agli occhi (mantiene gli occhiali igienizzati, riducendo il contatto con batteri e sporco). Per quanto io stessa sia davvero pigra (porto gli occhiali tutto il giorno tutti i giorni eppure dimentico sempre la pezzetta per pulirli da qualche parte), mi rendo conto di quanto sia importante prenderci cura correttamente di questo accessorio preziosissimo per la nostra vita (per la mia sopravvivenza quotidiana di sicuro). Visto che ormai faccio autoproduzione cosmetica da anni... Perché non realizzare in casa quel liquidino salva lenti che tutti noi occhialuti ci meritiamo? Vediamo insieme cosa ci serve per realizzarlo! Ingredienti del detergente fai-da-te (e a cosa servono) Per realizzare il nostro detergente lenti fatto in casa ci serviranno solamente 3 ingredienti: acqua distillata, alcol isopropilico e sapone neutro. Scopriamo le caratteristiche di questi ingredienti indispensabili. 1. Acqua distillata L’acqua del rubinetto può contenere minerali che lasciano aloni o macchie sulle lenti. L’acqua distillata, invece, è pura e aiuta a portare via lo sporco senza lasciare residui. 2. Alcol isopropilico L’alcol agisce da disinfettante e aiuta a rimuovere grasso e impronte digitali. Usato in concentrazione moderata (70%) non rovina le lenti né i trattamenti antiriflesso. Lo trovi nei negozi di bricolage oppure nei negozi specializzati per auto. Domanda che ti sarà sicuramente saltata in mente appena hai sentito la parola alcol : posso usare l'alcol rosa al posto dell'alcol isopropilico? Sì, puoi usare l’alcol rosa nella ricetta, ma ci sono alcune cose da sapere. L’alcol rosa è fondamentalmente alcool denaturato a cui vengono aggiunti coloranti e a volte profumi, per distinguerlo da quello destinato all’uso alimentare . La percentuale di alcool può variare, ma di solito si aggira intorno al 90–95% . 🔃 Cosa cambia nell’uso sugli occhiali Forza dell’alcool – L’alcol rosa è più concentrato (quindi più “forte”) rispetto all’alcol isopropilico al 70%. Usato puro può: Rovinare i trattamenti antiriflesso o antigraffio Seccare la montatura in plastica o gomme sul naso 🔹 Soluzione: diluiscilo con acqua distillata fino a ottenere una concentrazione intorno al 70%, così è sicuro per le lenti. Colorante – In teoria il colorante rosa non dovrebbe macchiare le lenti, ma se le lenti hanno trattamenti particolari, meglio fare un test su un angolo o diluire bene (sinceramente? Io non mi arrischierei a provare). Profumo o additivi – Evita versioni profumate o con additivi aggressivi: potrebbero lasciare aloni o danneggiare rivestimenti delicati. ✅ Come usarlo correttamente in ricetta Se vuoi sostituire l’alcol isopropilico con alcol rosa: Usa 1 parte di alcol rosa + 1 parte di acqua distillata (per arrivare circa al 70%) Aggiungi 1 goccia di sapone neutro Procedi come al solito con flacone spray e microfibra Così ottieni un detergente sicuro, efficace e un po’ più profumato! 🌸 3. Sapone neutro Una sola goccia di sapone neutro serve a sgrassare delicatamente le lenti senza danneggiare i rivestimenti. Ok ma... Cosa significa esattamente “sapone neutro”? Si chiama neutro perché ha un pH vicino a 7 , quindi non è né acido né basico . È delicato sulle superfici, sulla pelle e, nel nostro caso, sulle lenti. Non contiene coloranti, profumi forti, sgrassatori aggressivi o additivi che potrebbero danneggiare rivestimenti come antiriflesso, antigraffio o blu-light. Sugli occhiali ci è super utile per: Rimuove grasso, polvere e sebo senza intaccare i trattamenti delle lenti. Non lascia residui che potrebbero creare aloni o macchie. È più sicuro anche per montature delicate (plastica, acetato o metallo verniciato). Qualche esempio di sapone neutro che puoi trovare in commercio: Sapone di Marsiglia liquido non profumato Sapone liquido neutro per piatti senza coloranti né profumi Sapone liquido per bambini (senza parabeni o fragranze) 💡 Regola utile: se l’etichetta dice “delicato” o “neutro” e indica pH vicino a 7, va benissimo per pulire le lenti. Ricetta base per detergente delicato per occhiali Occorrente per 30g: 14g di acqua distillata 14g di alcol isopropilico 70% 0,5g di sapone neutro Procedimento: Versa acqua e alcol in un flacone spray pulito. Aggiungi il sapone e mescola delicatamente (cerca di fare meno schiuma possibile). Spruzza il detergente sulle lenti e asciuga con un panno in microfibra pulito. ⚠️Per lenti particolarmente delicate o con trattamenti antiriflesso, riduci del 50% il sapone o eliminato del tutto. Consigli utili per la manutenzione quotidiana degli occhiali Pulizia regolare (e frequente): lava gli occhiali sotto acqua tiepida e sapone neutro almeno una volta al giorno se li usi molto. Panni giusti: usa solo panni in microfibra, mai fazzoletti di carta o tessuti ruvidi. I fili della microfibra sono molto più sottili di un capello umano , questo permette di intrappolare polvere, sporco e sebo senza spingere le particelle contro la lente. Tessuti come fazzoletti di carta, cotone ruvido o asciugamani lasciano micro-graffi invisibili che col tempo rovinano i trattamenti delle lenti. Inoltre, la microfibra non lascia pelucchi, filamenti o aloni sulle lenti. Usata asciutta, o anche se leggermente umida, la microfibra asciuga bene senza creare striature. Conservazione sicura: riponi sempre gli occhiali in un astuccio rigido per evitare al massimo la probabilità di graffiarli. Evita esposizioni estreme: non lasciare gli occhiali in auto sotto il sole o vicino a fonti di calore intense. Controlli periodici: Se noti graffi profondi o allentamenti nelle montature, recati dall’ottico per una manutenzione professionale. Per farla breve... Un detergente casalingo a base di acqua distillata, alcol e sapone neutro è semplice, economico ed efficace per pulire le lenti senza danneggiarle. Abbinato a una manutenzione quotidiana attenta, può prolungare la vita dei tuoi occhiali e mantenere la vista sempre nitida. Con pochi accorgimenti, i tuoi occhiali rimarranno puliti, sicuri e pronti a offrirti sempre la migliore visione possibile !
- Regali di bellezza fatti in casa: 5 ricette di cosmesi DIY da offrire a Natale
Che sia per Natale, per un compleanno o per puro divertimento, creare in casa i propri prodotti di cosmesi da regalare può essere davvero divertente! Onestamente, ammetto che sto pensando decisamente al Natale scrivendo questo articolo 😆 ed immaginando che tu stia iniziando a pensare a che cosa regalare ai tuoi cari, ho deciso di proporti tra queste righe 5 ricette di cosmesi DIY (alcune davvero facili da realizzare, altre un po' più complesse) da offrire questo Natale ad amici e parenti. Partiamo? 1. Balsamo labbra colorato all'Alcanna Tra le ricette di cosmesi DIY non possono mancare i balsami e burri labbra. Questa ricetta molto semplice ed efficace è arricchita da un po' di colore: grazie all'alcanna questo balsamo dona alle labbra un delicato colorito rosso/rosato. Da provare per nutrire ed abbellire le nostre labbra quest'inverno! Ricetta balsamo labbra colorato all'Alcanna 2. Burro corpo nutriente* Ecco una super semplice e personalizzabile ricetta del burro corpo nutriente. Trattandosi di un prodotto solido, è sufficiente strofinarlo sulla pelle dopo il bagno o la doccia (o anche direttamente sotto la doccia!). La barretta si scioglie leggermente al contatto, rendendo l'applicazione facile e veloce. Pelle bella e nutrita all'orizzonte! Ricetta burro corpo nutriente per tutti i tipi di pelle 3. Bomba da bagno nutriente al burro di cacao* Il freddo e gli sbalzi di temperatura mettono a dura prova la tua pelle? Questa ricetta di bomba da bagno renderà l'acqua della vasca nutriente e addolcente grazie all'avena, alla camomilla e al burro di cacao che contiene. Un vero toccasana per la pelle! Ricetta bombe da bagno nutrienti con burro di cacao 4. Esfoliante festivo per il corpo* Tutti conosciamo la pelle secca in inverno! Per massimizzare l'equilibrio della pelle, è importante esfoliarla per liberarla dalla pelle morta. Niente di meglio che farlo con un sale esfoliante fatto in casa, e festoso! Una ricetta semplice e facile da realizzare, ottima come regalo per questo Natale. Ricetta sale esfoliante festivo per il corpo 5. Crema corpo "del Gladiatore" super nutriente La ricetta di questa crema fredda (oltre ad avere una storia decisamente avvincente!) è davvero fantastica, profondamente nutriente . Ideale per tutti i tipi di pelle, è un ottimo esempio di crema di base. È perfetta se sei alla prime armi con l'autoproduzione cosmetica e cerchi un'alternativa ad un'emulsione. Ricetta crema corpo super nutriente (senza emulsionante) *Fonte originale ricette: 5 produits faits main à offrir en cadeau | Les Mauvaises Herbes Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca
- Ricetta: pulizie di casa al naturale con la polvere alle tre “sode”
Da anni autoproduco in casa quanti più detersivi possibile per tre ragioni: ridurre il mio impatto ambientale (in particolare riducendo gli imballaggi), creare qualcosa di utile con le mie mani e, in fin dei conti, risparmiare. Oggi condivido questa ricetta semplicissima e versatile che motiverà anche te a passare alle pulizie di casa al naturale ! Ricetta: pulizie di casa al naturale con la polvere alle tre “sode” Ingredienti 30 ml di bicarbonato di sodio 60 ml di cristalli di soda (carbonato di sodio) 15 ml di percarbonato di sodio 1 vasetto in vetro a bocca larga da 250 ml (meglio se ermetico). Viene chiamata “ polvere alle tre sode ” perché è composta da: bicarbonato di sodio (NaHCO₃) Sgrassa e neutralizza gli odori (perfetto per frigoriferi, scarichi, scarpe, tappeti). Pulisce senza graffiare , quindi puoi usarlo su superfici delicate (inox, vetroceramica, lavandini, stoviglie). Smacchia leggermente e aiuta a sciogliere lo sporco grasso . In combinazione con acidi (come l’aceto o il limone), sviluppa una reazione effervescente utile per disincrostare e sbloccare gli scarichi. cristalli di sodio (carbonato di sodio, Na₂CO₃) Molto più alcalino del bicarbonato, quindi più potente . Sgrassa in profondità (ottimo per forno, pentole, stoviglie unte, piani cottura). Disincrosta e rimuove lo sporco ostinato . Ammorbidisce l’acqua (potenzia l’efficacia del detersivo in lavatrice). Ottimo per togliere macchie di grasso e sudore dai tessuti. ⚠️indossa sempre guanti e non usarlo su alluminio, superfici verniciate o delicate. percarbonato di sodio (2Na₂CO₃·3H₂O₂) È una combinazione di carbonato di sodio e perossido d’idrogeno (acqua ossigenata solida).Quando si scioglie in acqua calda (sopra gli 80°C), libera ossigeno attivo producendo un'azione sbiancante, smacchiante e disinfettante naturale. Perfetto per sbiancare i tessuti , rimuovere macchie organiche (vino, sangue, caffè). Igienizza superfici, sanitari e WC. Neutralizza gli odori e previene la muffa . Un trio imbattibile : sgrassa, smacchia, disinfetta e sbianca. Procedimento Indossando una mascherina, riduci il percarbonato di sodio in polvere fine con un mortaio (è opzionale, in alternativa mantieni il percarbonato nella sua forma originale. I granuli più grossi del percarbonato necessiteranno semplicemente di più tempo per sciogliersi). Versa nel barattolo il bicarbonato , i cristalli di soda e il percarbonato . Mescola bene. Conserva il composto in un contenitore ermetico , ben etichettato e sempre asciutto . ⚠️ Attenzione! Il mix di polveri si conserva a tempo indefinito , ma solo allo STATO SECCO .Non conservare mai la miscela con acqua :quando entra in contatto con l’acqua, il percarbonato libera ossigeno , e…ossigeno + contenitore chiuso = pressione = rischio di esplosione! 💥 👉 Aggiungi l’acqua solo al momento dell’uso . Come si usa la polvere alle tre “sode” per le tue pulizie di casa al naturale Cosa puoi pulire con questa mix di polveri? Praticamente tutto 😎 la porta del forno incrostata le griglie del forno le teglie bruciate (non in alluminio) il fondo delle pentole annerite la piastra in vetroceramica il WC , il lavello , la vasca , il lavabo , le piastrelle 🔹 Superfici (vetroceramica, forno ecc.) Mescola ¼ di tazza del composto con 1–2 cucchiai di acqua calda saponata fino a ottenere una pasta omogenea.Applica sulla superficie da pulire, lascia agire qualche minuto (fino a 20 per lo sporco più ostinato), poi strofina con una spugna.Risciacqua e… brilla! ✨ 🔹 Griglie e teglie Metti le griglie o le teglie nel fondo della vasca, coprile con acqua molto calda , aggiungi ¼–½ tazza di miscela e lascia agire per un'ora (finchè l'acqua non si intiepidisce). Strofina con una spugna. Ripeti se necessario. 🔹 Pentole bruciate Versa acqua molto calda sul fondo, aggiungi ½ cucchiaio di polvere e lascia agire tutta la notte . Il giorno dopo, una passata di spugna ed è come nuova. 🔹 WC Aggiungi 1 cucchiaio della polvere nell’acqua del WC e versa 500ml di acqua bollente . Lascia agire per 1 ora , poi strofina con la spazzola.Tira l’acqua e ammira il risultato! Cosa ne dici, è stato facile no? Se questa ricetta ti è piaciuta ed il mondo dell'autoproduzione ti incuriosisce, dai un'occhiata ai miei corsi (in presenza e online) di igiene della casa e cosmesi naturale , magari trovi qualcosa che ti piace! Spero che proverai a realizzare anche tu questa semplice ricetta di detersivo naturale! Se hai bisogno di qualsiasi chiarimento, io sono qui. A presto! Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti e qui invece troverai i videocorsi registrati che potrai seguire tranquillamente da casa e con i tuoi tempi!
- Tutorial: come aromatizzare l'aceto in casa (per risciacquo acido e altre ricette di cosmesi naturale)
L'aceto non è solo un alimento base culinario, ma è stato anche usato per migliaia di anni come ingrediente chiave nelle preparazioni erboristiche . Gli aceti infusi alle erbe possono essere utilizzati per aggiungere una spinta nutriente alla tua cucina, per creare bevande deliziose e nutrienti a base di erbe e come aggiunta a molti prodotti per la pelle e i capelli come tonici per il viso, linimenti rinfrescanti e risciacqui acidi per capelli alle erbe. Prima di immergerci nelle istruzioni per aromatizzare l'aceto in casa e alcune fantastiche ricette per aiutarti a usarlo, diamo un'occhiata a come viene prodotto l'aceto stesso e ad alcune delle proprietà che offre come solvente per l'estrazione di erbe. Articolo tradotto e adattato dall'originale: Herbal Academy Aceto di mele, di vino, di alcol... Ma come si fa l'aceto? L'aceto è tradizionalmente prodotto dalla fermentazione in due fasi di un carboidrato liquido in alcol e poi in acido. Un liquido zuccherino, tipicamente un succo di frutta come mela, uva o prugna, o un purè di riso, orzo o altri cereali, viene prima fermentato dal lievito in alcol, quindi i batteri Acetobacter colonizzano l'alcol e lo fermentano nell'acido acetico diluito comunemente noto come aceto . Gli acetobacter sono onnipresenti nella maggior parte degli ambienti e possono essere trasportati attraverso l'aria o sulle zampe dei moscerini della frutta. Con la giusta temperatura e l'ambiente giusti, questi batteri colonizzeranno facilmente quasi tutti i tipi di alcol esposti. Gli aceti distillati, ad esempio il comune aceto bianco distillato che viene spesso utilizzato nella pulizia e nel decapaggio, sono prodotti mediante rapida fermentazione e distillazione del grano e possono anche avere ingredienti aggiunti come solfiti, coloranti e sale. Molti altri aceti, sia distillati che crudi, hanno aggiunto sapore o colore, che è solo uno dei motivi per cui molti erboristi preferiscono usare l'aceto di mele crudo nelle loro preparazioni. Possono essere necessarie da 4 settimane a 6 mesi per fermentare naturalmente l'alcol in aceto , a seconda della temperatura e del ceppo batterico. Il ceppo batterico, insieme al mezzo di fermento, determinerà anche se si forma una "madre" dell'aceto. La madre, una massa torbida gelatinosa o simile a una stuoia che si forma nell'aceto non pastorizzato, è in realtà un biofilm formato da batteri dell'acido acetico, cellulosa e polisaccaridi; poiché contiene Acetobacter vivente, può essere utilizzato per inoculare futuri lotti di aceto. Sebbene l'aceto madre sia innocuo da ingerire, e alcuni addirittura ne esaltano i benefici, include cellulosa e polisaccaridi che possono iniziare a decomporsi, quindi possono cambiare il sapore dell'aceto nel tempo (Kamozawa & Talbot, 2008). Estratti di aceto nella cura della pelle e dei capelli L'aceto è acido acetico diluito , quindi tutto l'aceto è un po' acido con un pH che varia da 2,5 a 4,0 . La nostra pelle ha naturalmente un pH di circa 5,5 e mantenere questo ambiente leggermente acido è importante per la sua salute. L'aceto di sidro di mele è spesso incluso nelle ricette per la cura della pelle , in gran parte perché tende ad avere un pH relativamente più alto che è più vicino al normale intervallo di pH della pelle; agisce anche come astringente, antimicotico e antibatterico (Berry, 2018). È probabile che tu veda l'aceto di sidro di mele incluso nelle ricette per la cura della pelle per qualsiasi cosa, dai tonici e lavaggi per il viso agli spray deodoranti , ed è spesso incluso nelle ricette per la cura dei capelli per aiutare a lenire l'irritazione del cuoio capelluto , domare i grovigli e aumentare la lucentezza . L'aceto di sidro di mele semplice ha molti meriti da solo, ma possiamo potenziarne l'effetto creando degli infusi di aceto alle erbe che utilizzano l'aceto come un modo per fornire ulteriori proprietà nutrienti e lenitive. Come aromatizzare l'aceto in casa Gli aceti alle erbe possono essere preparati utilizzando un metodo popolare molto semplice, che non richiede misurazioni o un rapporto peso/volume calcolato. Puoi usare erbe fresche o secche per creare un aceto di erbe, anche se le erbe secche sono spesso preferite perché non introducono acqua extra nell'estratto, il che significa che è probabile che un aceto di erbe a base di materiale vegetale essiccato rimanga stabile più a lungo . L' aceto di sidro di mele crudo è spesso usato nelle preparazioni a base di erbe, sia per la pelle che per il consumo. Sebbene sia possibile utilizzare altri tipi di aceto, questi potrebbero non avere i vantaggi specifici sopra menzionati. Ed è abbastanza facile ottenere aceto di sidro di mele biologico non pastorizzato che non contiene ingredienti, coloranti o conservanti aggiunti e costosi! Ecco cosa ti servirà per preparare un aceto alle erbe : Barattolo di vetro pulito e asciutto; Coperchio in carta cerata naturale e metallo o coperchio in plastica; Sacchetto di cotone, garza o setaccio a maglie fini; La tua erba e aceto preferiti (si consiglia l'aceto di mele non pastorizzato). Istruzioni per realizzare l'infuso di erbe in aceto Trita o schiaccia le erbe aromatiche . Se stai usando erbe fresche, usali il più fresche possibile e tritale appena prima dell'uso. Se si utilizzano erbe essiccate, schiacciarle a mano o in un mortaio e pestello appena prima dell'uso. Riempi liberamente un barattolo pulito e asciutto con l'erba preparata. Versa l'aceto di mele sulle erbe , assicurandoti che l'aceto copra l'erba di almeno 2,5cm. Metti un pezzo quadrato di carta cerata naturale sopra il barattolo, quindi sigilla il barattolo con un coperchio (questo protegge l'estratto da qualsiasi rivestimento chimico che potrebbe essere sul coperchio). Chiudi bene e agitare per assicurarti che sia tutto ben miscelato. Etichetta il barattolo , conservalo in un luogo fresco e buio e scuotendolo ogni 1-3 giorni. Aggiungi un po' più di aceto se necessario per mantenere le erbe coperte dopo che inizialmente hanno assorbito parte dell'aceto. Lascia macerare per 4-6 settimane . Filtra il composto attraverso la garza e con le mani pulite e asciutte, raccogli il panno e strizzalo forte, spremendo quanto più liquido possibile dalle erbe. Trasferisci il liquido in un barattolo o in una bottiglia di vetro pulita usando un imbuto. Etichetta con la data e gli ingredienti e conserva in un luogo fresco e buio. È meglio conservare tutto l'aceto, infuso di erbe o meno, al riparo dalla luce diretta , in una bottiglia ben sigillata . L'esposizione all'aria, al calore e alla luce causerà un'ossidazione che influisce sul sapore e può ridurre la durata di conservazione. Idee di infusi all'aceto da realizzare in casa per prendersi cura della pelle e dei capelli Tonico viso semplice all’aceto di mele Un tonico naturale che riequilibra il pH della pelle e dona freschezza immediata. L’aceto di mele purifica e tonifica, mentre l’idrolato di lavanda o di rosa lenisce e rinfresca la pelle, lasciandola morbida e luminosa. Ingredienti 60 ml di aceto di mele biologico non filtrato 120 ml di idrolato di lavanda o di rosa Procedimento Versa l’aceto e l’idrolato in un flacone spray di vetro scuro. Agita bene e conserva in un luogo fresco e buio per un massimo di 6 mesi. Dopo la detersione, vaporizza sul viso o applica con un dischetto riutilizzabile. 💧 Risultato: una pelle più equilibrata, fresca e tonica — perfetta anche dopo una giornata al sole o al computer. Spray antiforfora alle erbe e aceto di mele Un trattamento lenitivo e purificante che calma prurito e irritazioni del cuoio capelluto. L’aceto di mele riequilibra il pH, mentre le erbe officinali svolgono un’azione antimicrobica e rinforzante. Ingredienti 720 ml di aceto di mele ½ tazza di semi di lino/foglie di ortica ¼ tazza di camomilla/malva/calendula ¼ tazza di salvia/rosmarino/timo ¼ tazza di origano Procedimento Metti le erbe in un barattolo di vetro e coprile con l’aceto di mele (almeno 2–3 cm sopra le erbe). Chiudi il barattolo con un foglio di carta cerata e il coperchio. Lascia macerare in un luogo buio per 4–6 settimane, agitando ogni pochi giorni. Filtra e conserva in bottiglia di vetro. Uso Mescola parti uguali di aceto alle erbe e acqua in uno spray.Dopo lo shampoo, spruzza sul cuoio capelluto, lascia agire 15 minuti e risciacqua.💆♀️ Utilizza 2–3 volte a settimana per un cuoio capelluto più sano e capelli più lucenti. Risciacquo districante alle erbe e aceto di mele Questo risciacquo naturale riequilibra il pH del cuoio capelluto, elimina i residui di calcare e districa i capelli senza appesantirli. Le erbe aggiungono morbidezza, luce e nutrimento. Ingredienti 1 litro di aceto di mele ½ tazza di radice di altea ½ tazza di fiori di calendula ½ tazza di foglie di ortica ½ tazza di violetta (foglie e fiori) Procedimento Metti le erbe in un barattolo capiente e coprile con l’aceto di mele. Chiudi con carta cerata e coperchio, poi lascia macerare 2–4 settimane in un luogo buio. Filtra e conserva in bottiglia di vetro scuro. Uso Mescola ¼ di tazza di aceto alle erbe con ¾ di tazza d’acqua .Distribuisci sui capelli dopo lo shampoo, massaggia e lascia agire qualche minuto.Risciacqua con acqua tiepida. Ultimi consigli Sostituisci a piacimento le erbe e spezie da infondere in aceto. Parti da quello che hai già in casa e che utilizzi anche in cucina! Per conservare più a lungo il tuo preparato (soprattutto se utilizzi anche acqua o idrolati) aggiungi un 0,5% di antibatterico, come ad esempio il Cosgard. Spero che proverai a realizzare anche tu questa strategia semplice e naturale per prenderti ancora più cura della tua pelle e dei tuoi capelli! Se hai qualsiasi dubbio o domanda, non esitare a chiedere! Io sono qui. A presto 🫧 Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti e qui invece troverai i videocorsi registrati che potrai seguire tranquillamente da casa e con i tuoi tempi!
- Shampoo, balsamo o... cowash?
In questo ultimo periodo ho scoperto il cowash , prodotto utilizzato tendenzialmente da persone con capelli ricci e/o crespi ma che pu ò rivelarsi un ottimo prodotto anche per altre tipologie di capelli . In questo articolo faccio quindi un po' di chiarezza sui prodotti per la cura dei capelli che usiamo quotidianamente di modo da scegliere consapevolmente shampoo, balsamo o... cowash ! Shampoo per capelli: caratteristiche e utilizzo Lo shampoo è un prodotto detergente specifico per la pulizia del cuoio capelluto e dei capelli . Il suo obiettivo è quello di rimuovere sebo, sporco, cellule morte, residui di prodotti e inquinamento dai capelli. A seconda del prodotto che scegli, cerca di farlo senza danneggiare (troppo) la barriera protettiva naturale del cuoio capelluto. In commercio puoi trovare lo shampoo in forma liquida (60-80% di acqua), solida o in polvere . Uno shampoo, a prescindere dal suo formato, contiene sempre dei tensioattivi ovvero gli agenti lavanti che fanno più o meno schiuma. Questi sono i più usati negli shampoo naturali o ecobio: Coco Glucoside Decyl Glucoside Lauryl Glucoside Disodium Cocoyl Glutamate Sodium Cocoyl Glutamate Sodium Lauroyl Glutamate Sodium Lauroyl Sarcosinate Sodium Methyl Cocoyl Taurate Capryl/Capramidopropyl Betaine Cocamidopropyl Betaine (tollerato nei bio, ma leggermente più irritante dei precedenti). A seconda del tipo di tensioattivi utilizzato lo shampoo può essere più o meno delicato. Oltre a trovarlo in commercio, puoi anche decidere di autoprodurre in casa il tuo shampoo! Qui trovi i miei corsi (in presenza e online) mentre qui sotto puoi spulciare (e, se vuoi, acquistare) la Guida PDF all'autoproduzione dello shampoo solido 👇 Il pH di uno shampoo è sempre acido, tra 4,5 e 5,5 (compatibile con il cuoio capelluto). Di solito utilizziamo lo shampoo quando il cuoio capelluto è sporco, grasso o presenta prurito/forfora , dopo aver fatto sport o aver sudato abbondantemente, quando si devono rimuovere prodotti di styling (gel, lacca, oli). Lo shampoo dovrebbe quindi essere utilizzato al bisogno , ma senza eccedere (una media di 2 lavaggi a settimana è una media di utilizzo che va bene per una grossa porzione di popolazione). Se hai i capelli secchi, sottili, danneggiati, l'ideale sarebbe alternare lo shampoo settimanale con co-wash o shampoo delicatissimi. Balsamo per capelli: caratteristiche e utilizzo Il balsamo per capelli è un prodotto emolliente che, a differenza dello shampoo, non lava ma ammorbidisce, districa e nutre i capelli dopo il lavaggio. Come nel caso dello shampoo, possiamo utilizzare un balsamo liquido (a base d'acqua e/o idrolati) oppure solido . Tra le sue caratteristiche, non contiene tensioattivi detergenti ma condizionanti (che aiutano a districare) insieme ad altri ingredienti che permettono di creare un film protettivo sulle lunghezze (come oli vegetali, pantenolo, aloe e/o proteine). Tra i tensioattivi condizionanti più utilizzati nei balsami naturali o ecobio troviamo: BTMS-50 (Behentrimonium Methosulfate + Cetyl Alcohol) BTMS-25 Cetrimonium Chloride (meno usato nel bio). Di solito il balsamo si utilizza dopo lo shampoo (classico o delicato), sui capelli particolarmente secchi, sfibrati, ricci o trattati o, in generale, su un capello che viene lavato o stressato di frequente. Meglio evitarlo se si ha capelli molto grassi alla radice (da non applicare quindi sul cuoio capelluto). Cowash: caratteristiche e utilizzo Il cowash è un balsamo lavante , cioè un prodotto che deterge molto delicatamente sfruttando una bassa percentuale di tensioattivi detergenti combinata a ingredienti emollienti . Co-washing è l'abbreviazione di “conditioner washing” ed è proprio quello che sembra: lavare i capelli solo con il balsamo! I balsami detergenti (o co-wash) possono presentare lievi differenze di formulazione rispetto ai normali balsami, a seconda del tipo di capello a cui sono destinati e del livello di pulizia desiderato, ma molti balsami da risciacquo funzionano bene anche per il co-washing. Alcuni balsami per il co-wash contengono piccole percentuali di tensioattivi schiumogeni per migliorare il risciacquo e la pulizia . Di solito sono formulati senza ingredienti che possono causare accumuli e possono essere più leggeri dei normali balsami. Tra le caratteristiche del cowash ritroviamo quindi che: lava e ammorbidisce in un solo passaggio; non fa schiuma, ma pulisce per affinità; è ottimo per lavaggi frequenti o alternativi allo shampoo. Quindi che cosa cambia tra un co-wash e uno shampoo 2 in 1? I co-wash sono molto, molto simili ai balsami cremosi . La maggior parte degli ingredienti funzionali sono ingredienti condizionanti ed emollienti che non fanno schiuma. Un prodotto 2 in 1 è principalmente uno shampoo con l'aggiunta di una piccola quantità di ingredienti condizionanti . Riassumendo: shampoo, balsamo o... cowash? Ecco una tabellina riassuntiva che potrebbe aiutarti nella scelta del prodotto giusto per te! Prodotto Potere lavante Potere emolliente Quando usarlo Shampoo Forte No Capelli visibilmente sporchi, lavaggi profondi Balsamo No Forte Dopo lo shampoo per nutrire e districare (solo sulle lunghezze) Cowash Leggero Forte Lavaggi frequenti, capelli secchi/ricci/crespi (su cuoio capelluto e lunghezze) Spero che questo articolo ti sia stato utile! Se hai qualsiasi domanda, lascia un commento! Ti risponder ò al più presto. Se vuoi metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di crema e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi di autoproduzione che propongo in presenza e online . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo della cosmesi naturale DIY 🫧 Francesca Acquista
- 5 motivi per non fare in casa una crema solare
Articolo originale di formulabotanica.com Se ami la bellezza fai-da-te, ad un certo punto avrai sicuramente pensato di fare in casa una crema solare . In questo articolo voglio darti 5 motivi per cui realizzare una protezione solare fai da te è (purtroppo) una pessima idea. Nei miei corsi di autoproduzione non insegno come realizzare formulazioni di creme solari proprio per i 5 motivi che adesso ti presento. La creazione di creme solari può dividere nettamente i formulatori, tra chi è pro e chi è contro il "fatto in casa". È comprensibile che alcune persone vogliano essere in grado di preparare la propria crema solare fatta in casa , poiché sollevano preoccupazioni riguardo alle sostanze nocive utilizzate nelle creme solari tradizionali. Tuttavia, molti formulatori sono consapevoli che la produzione di creme solari richiede ricerche e test costosi e approfonditi . Se inizi a cercare su internet ricette di creme solari fatte in casa, troverai una vasta gamma di ricette diverse che vanno dall'uso di oli di base (come l'olio di cocco) all'utilizzo di ingredienti schermanti come l'ossido di zinco e il biossido di titanio. Purtroppo non c'é ricetta che tenga : tutte le creme solari fatte in casa sono una cattiva idea, a meno che tu non sia disposto/a ad intraprendere test approfonditi a sostegno della tua formulazione. Come funzionano le creme solari? Le creme solari sono formulazioni utilizzate per attenuare o ridurre gli effetti negativi delle radiazioni ultraviolette sulla pelle , che sono la principale causa (evitabile) di cancro alla pelle. Le creme solari possono essere realizzate con filtri inorganici e organici , che agiscono per riflettere o assorbire le radiazioni UV. Gli ingredienti inorganici più comunemente utilizzati, detti anche agenti fisici o minerali , sono l'ossido di zinco (ZnO) e il biossido di titanio (TiO2). Questi due ingredienti sono anche i più comuni nelle ricette di protezione solare fatte in casa che si trovano online. Le creme solari inorganiche funzionano creando un'armatura sulla superficie della pelle, che riflette e disperde i raggi UV. L'efficacia di questo tipo di protezione solare dipende totalmente dalla formazione della pellicola sulla pelle, che deve essere completamente uniforme per una buona protezione. I filtri solari organici, o anche detti chimici , funzionano principalmente assorbendo i raggi solari . Per essere attivi, questi ingredienti devono essere fotostabili e ben stabilizzati nella formulazione. I filtri solari chimici sono gli ingredienti che hanno maggiori probabilità di provocare reazioni allergiche e di solito sono più irritanti per la pelle, motivo per cui gli ingredienti fisici si trovano principalmente nelle ricette di protezione solare fatte in casa. Raggi UV e SPF Indipendentemente dal fatto che sia organica o inorganica, per essere efficace una protezione solare dovrebbe essere ad ampio spettro , il che significa che filtrerà sia i raggi UVA che UVB , entrambi responsabili degli effetti dannosi delle radiazioni solari sulla pelle. Mentre si ritiene che i raggi UVB interagiscano direttamente con il DNA e diano inizio alle mutazioni tipiche dei carcinomi basali e a cellule squamose, si ritiene che le lunghezze d'onda UVA interagiscano indirettamente, inducendo la produzione di radicali liberi che possono danneggiare indirettamente il DNA e causare danni alle proteine, contribuendo al fotoinvecchiamento. Una delle misure più importanti per l'attività di una protezione solare è l'SPF. SPF è l'acronimo di Sun Protection Facto r (Fattore di Protezione Solare) ed è uno standard accettato a livello internazionale per valutare l'efficacia delle creme solari; è una misura relativa della durata della protezione dai raggi UVB. Fare in casa una crema solare è (purtroppo) una pessima idea: ecco le 5 sfide difficili da vincere. Sfida 1: efficacia La protezione solare deve essere efficace per proteggerci dalle scottature e dal fotoinvecchiamento precoce. Le creme solari devono quindi funzionare allo stesso modo per tutti. Devono essere applicate in modo uniforme sulla pelle ed essere efficaci indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, dal tempo di applicazione e dalla durata di conservazione della formulazione solare . Quando si prepara una protezione solare fatta in casa, non se ne conosce l'efficacia se non la si testa in laboratorio. Si dovrebbero quindi effettuare i seguenti passaggi: Si inizia decidendo quale SPF si vuole ottenere. Poi si sceglie il bloccante SPF corretto per raggiungere quel livello. La protezione solare viene poi testata in laboratorio più volte durante il processo di sviluppo per garantire che l'SPF sia sempre in linea con le aspettative. La protezione solare viene poi testata su volontari umani esposti a una quantità specifica di luce solare. Viene quindi valutata la reazione della pelle. Il laboratorio confronta poi questi risultati con quelli dei test per garantire la corrispondenza dell'SPF. L'efficacia della tua formulazione di protezione solare deve essere provata e misurata con parametri che ti assicurino che stia funzionando come dovrebbe. Altrimenti, si vola alla cieca. Indovinare l'efficacia della protezione solare osservando soggettivamente la pelle non è accurato e non dimostra che la formulazione sia efficace. E ricorda che l'arrossamento della pelle è legato soprattutto ai raggi UVB. Solo un test di laboratorio dimostrerà se la tua crema solare fatta in casa è efficace. Sfida 2: tempo di esposizione Quando ci si espone al sole per un po' di tempo senza protezione solare, la pelle inizia ad arrossarsi. Questo fenomeno è noto come eritema o scottatura . L'SPF della protezione solare fornisce un indicatore di quanto tempo si può stare al sole in sicurezza ; indica la capacità della formulazione di ritardare l'arrossamento della pelle (indotto dalle radiazioni solari). Se non conosci la misura dell'SPF della tua protezione solare fatta in casa, come fai a sapere quanto tempo puoi stare al sole in sicurezza? Anche se si decidesse di rimanere al sole finché la pelle non diventa rossa per determinare il tempo di esposizione della propria formulazione, in genere lo si scoprirebbe troppo tardi: l'eritema può manifestarsi da 6 a 24 ore dopo l'esposizione al sole. Inoltre, anche il tipo di pelle gioca un ruolo nella tempistica e nell'intensità dell'eritema . Sfida 3: formulazione Anche se hai esperienza nella creazione di formulazioni, è probabile che la tua protezione solare fatta in casa non funzioni. Puoi indossare il tuo grembiule e fare del tuo meglio in laboratorio, ma anche i formulatori più esperti si ritrovano a tornare più volte al tavolo da disegno quando si tratta di SPF. L'SPF è influenzato da tutti gli ingredienti della formulazione e dalla tecnica di produzione utilizzata . Non solo è importante la corretta dispersione degli agenti di protezione solare - che si ottiene solo con attrezzature di laboratorio professionali - ma anche l'intera composizione della formula influisce sull'SPF. Gli agenti di protezione solare inorganici tendono ad agglomerarsi nella formulazione, il che può avere un effetto negativo sull'SPF: potrebbe abbassarsi significativamente in un punto, mentre potrebbe causare punti alti in altri. Inoltre, alcuni emulsionanti, stabilizzatori e certi additivi possono ridurre l'SPF. Quindi, anche i formulatori più esperti faranno fatica a garantire che i loro filtri solari siano dispersi in modo uniforme, non interagiscano con altri ingredienti, siano fotostabili e forniscano una copertura ad ampio spettro. È necessario valutare l'interazione del pH e trovare un sistema di conservazione che funzioni . Come puoi immaginare, si tratta di un processo finanziariamente impegnativo, in cui probabilmente brucerai sia i tuoi soldi che la tua pelle. Sfida 4: stabilità Ossidazione, degradazione, conservazione, grumi. Queste sfide devono essere affrontate da tutti i formulatori di cosmetici. Quando si tratta di esposizione al sole, il problema della stabilità è ancora più importante. L' ossido di zinco e il biossido di titanio sono ingredienti reattivi , quindi non è possibile garantire che la dispersione di questi ingredienti sia stabile nel tempo in una protezione solare fatta in casa. L'ossido di zinco, ad esempio, è una particella fortemente carica e tende a formare grumi. Non sarai in grado di individuare questi grumi nella tua formulazione, perché di solito sono invisibili a occhio nudo. Ricorda che le creme solari sono destinate ad essere esposte alla luce del sole e gli ingredienti contenuti nella formula devono essere stabili, non solo all'interno della confezione, ma anche sulla pelle. Per questo motivo, è necessario accertarsi anche della fotostabilità degli ingredienti e della loro interazione reciproca . Sfida 5: sicurezza A questo punto avrai probabilmente capito che se la tua crema solare fatta in casa non è fatta a regola d'arte, con tutti gli ingredienti della protezione solare uniformemente dispersi e stabilizzati, molto probabilmente non riuscirai ad ottenere una protezione uniforme sulla tua pelle. Se non sei ancora convinto/a delle difficoltà tecniche di realizzare una protezione solare fatta in casa, qui sotto trovi alcune statistiche sul cancro della pelle che ti aiuteranno a decidere di abbandonare definitivamente le tue ricette di protezione solare fatte in casa: Le radiazioni ultraviolette (UV) sono un cancerogeno umano comprovato. In media, il rischio di melanoma raddoppia se una persona ha avuto più di cinque scottature solari. La Skin Cancer Foundation afferma che circa il 90% dei tumori della pelle non melanoma è associato all'esposizione ai raggi ultravioletti (UV) del sole. Negli ultimi tre decenni, il numero di persone che si sono ammalate di cancro della pelle è superiore a quello di tutti gli altri tipi di cancro messi insieme. La stragrande maggioranza dei melanomi è causata dal sole. Infatti, uno studio britannico ha rilevato che circa l'86% dei melanomi può essere attribuito all'esposizione ai raggi ultravioletti (UV) del sole. Si stima che il 90% dell'invecchiamento cutaneo sia causato dal sole. Si noti anche che il tempo che intercorre tra l'esposizione e la diagnosi del tumore per il melanoma è di due decenni o più. È opportuno citare anche l'ipotesi di compensazione, secondo la quale le persone tendono a compensare l'uso di creme solari aumentando il tempo trascorso al sole, ossia il senso di sicurezza dato dalle creme solari incoraggia un'esposizione al sole più prolungata. Per questo motivo, una protezione non uniforme è ancora più pericolosa. Il verdetto: non fare in casa una crema solare! L'uso della protezione solare è e rimarrà un argomento controverso . Tuttavia, possiamo sperare di essere tutti d'accordo sul fatto che la protezione solare è importante e che il suo uso aumenta le nostre possibilità di non ammalarci di cancro alla pelle. Molte questioni riguardanti le formulazioni delle creme solari non sono ancora state risolte, questo è un dato di fatto, ma ricorda che la protezione solare dovrebbe essere solo una delle strategie di protezione della tua pelle . Quando sei al sole, proteggiti indossando abiti coprenti, evitando un'eccessiva esposizione al sole e scegliendo una protezione solare di cui ti fidi. Fonti: International Agency for Research on Cancer: IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans: Solar and Ultraviolet Radiation, vol. 55. Lyon, France: International Agency for Research on Cancer; 1992. Weinstock MA: Epidemiology of ultraviolet radiation. In Cutaneous Oncology: Pathophysiology, Diagnosis, Management. Edited by Miller SJ, Maloney ME. Malden, MA: Blackwell Science; 1998:121–128. General: Título: Sunscreen Fonte: Current opinion in oncology [1040-8746] Weinstock, A yr:2000 vol:12 iss:2 pg:159 -162 Dangerous: Sunscreen Use and Duration of Sun Exposure: a Double-Blind, Randomized Trial Autier, Philippe ; Dor, Jean – Franois ; Ngrier, Sylvie ; Linard, Danile ; Panizzon, Renato ; Lejeune, Ferdy J ; Guggisberg, David ; Eggermont, Alexander M. M Journal of the National Cancer Institute, 1999, Vol.91(15), Guidelines for SPF tests: FDA guidelines and EU standard tests. Wang & Lim, 2016. Principles and Practice in Photoprotection. Skin Cancer Foundation, Facts & Statistics .
- Oli essenziali: manifesto per l'uso benefico (e sicuro)
Negli ultimi anni gli oli essenziali sono diventati più popolari che mai, sia come fragranza che per aggiungere proprietà ad un prodotto cosmetico (magari autoprodotto). Questo articolo vuole essere un "manifesto" per l'uso benefico ma soprattutto sicuro di questi preziosissimi ingredienti. Se da un lato la scoperta (o riscoperta) degli oli essenziali negli ultimi anni è un fatto positivo, dall'altro si sono verificati alcuni piccoli abusi nell'uso degli oli essenziali nella cosmesi e nei prodotti per la casa. Sono cose che succedono! Facciamo un po' di luce sulla questione del loro utilizzo per godere al meglio delle loro proprietà. Quali oli essenziali devo usare per profumare il mio burro per il corpo? Ancora troppo spesso vediamo persone che chiedono suggerimenti sugli oli essenziali per profumare i loro prodotti fatti in casa. Bisogna sapere che gli oli essenziali non sono piccole fiale di profumo . Sì, spesso hanno un buon profumo, ma sono molto di più di semplice fragranza! Gli oli essenziali sono sostanze altamente concentrate in principi attivi e non prive di effetti collaterali. Sono probabilmente il prodotto naturale con cui bisogna fare più attenzione. Iniziamo dall'inizio: che cos'è esattamente un olio essenziale? Un olio essenziale (che d'ora vedrai anche scritto come "OE", per facilitare la lettura), nonostante il nome, non è un olio in senso stretto . Si tratta di un concentrato di molecole aromatiche idrofobe, cioè che non si diluiscono in fasi acquose (costituite da acqua), ma solo in fasi grasse (olio, burro, cera), in alcol e in vari solventi. Questi estratti liquidi si ottengono principalmente per distillazione (a volte per estrazione) di ALCUNE piante aromatiche. Non tutte le piante producono una quantità di OE tale da giustificare il costo commerciale dell'estrazione. A volte l'olio essenziale prodotto da alcune piante non ha alcun valore terapeutico noto, altre volte è addirittura pericoloso. Gli oli essenziali sono spesso derivati da foglie (es. eucalipto) o fiori (es. ylang-ylang), ma anche da semi (es. coriandolo), frutti (es. ginepro), aghi (es. rosmarino), radici (es. genziana, iris, angelica, zenzero ), corteccia (es. cannella), legno (es. legno di Ho o di cedro), resina (es. incenso), erbe (es. palmarosa), scorze (es. agrumi) e altro ancora. Cosa contiene un olio essenziale? Quando diciamo che un olio essenziale è un concentrato di molecole aromatiche volatili, cosa intendiamo esattamente? Stiamo parlando della composizione in essenze. Il vero olio essenziale di lavanda è in realtà una miscela di diverse molecole. Ne sono stati elencate più di 100! Come le identifichiamo? La sostanza deve essere analizzata in laboratorio, spesso mediante gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa . Questo metodo di analisi fornisce un quadro quantitativo delle diverse componenti del campione. Fonte: Characterization and biological activities of essential oils of some species of lamiaceae, Research Gate. Si otterrà così un grafico di questo tipo. Ecco i risultati per la menta spica (Mentha spicata). Ogni picco rappresenta una molecola. Più alto è il picco, più abbondante è la componente in questione. Si tratta di una spiegazione molto semplicistica, ma funziona più o meno cos ì . Famiglie biochimiche, queste sconosciute... Questi componenti possono essere suddivisi in una quindicina di grandi famiglie biochimiche : acidi, aldeidi aromatiche, chetoni monoterpenici, chetoni sesquiterpenici e diterpenici, cumarine, esteri, eteri, lattoni, monoterpeni, monoterpenoli, ossidi, fenoli, sesquiterpeni e azuleni, nonché sesquiterpenoli. Un po' di cinese, eh? Lo capiasco, ma ti assicuro che si tratta di una nozione importante se ti interessa il tema degli oli essenziali! Conoscendo le principali famiglie biochimiche, possiamo determinare rapidamente il grado di precauzione da adottare quando li utilizziamo . Ad esempio, le famiglie dei chetoni e delle aldeidi aromatiche non devono essere utilizzate in gravidanza (tra le altre). Qualche parola sui chemiotipi Il chemiotipo designa un'entità chimica distinta all'interno di una specie. Di solito si trova dopo il nome latino. Il chemiotipo è determinato dalla molecola che è presente in maggior quantità nelle piante della stessa specie botanica . Questo varia in base a diversi fattori ambientali (clima, tipo di terreno, luce solare, ecc.). Non tutti gli oli essenziali hanno dei chemiotipi, ma solo alcuni. Il chemotipo di un olio essenziale non deve essere confuso con la denominazione "olio essenziale chemiotipizzato" che talvolta viene stampata sulla bottiglia. Si tratta di una certificazione che indica che la specie botanica è stata analizzata per definirne i vari costituenti. Niente che renda la vita più facile al consumatore, vero? Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è un esempio eccellente . Questa pianta presenta tre possibili chemiotipi: Rosmarinus officinalis L camphoriferum (o canfora di rosmarino) Rosmarinus officinalis L. cineoliferum (o cineolo del rosmarino) Rosmarinus officinalis L. verbenoniferum (o Rosmarino verbenone) Sono tutti Rosmarinus officinalis, ma il loro uso si differenzia in base alle molecole aromatiche dominanti. Come usare oli essenziali? Gli OE vengono utilizzati per diffusione (utilizzando un diffusore), inalazione, applicazione topica o, in rari casi, per via orale, ma solo su consiglio di un terapeuta riconosciuto e certificato. Nelle ricette con applicazioni topiche frequenti (prodotti di uso quotidiano ad esempio) la concentrazione di oli essenziali non dovrebbe mai superare il 2% del totale dei grassi o della ricetta. Le ricette più terapeutiche (balsamo decongestionante, balsamo muscolare, olio antizanzare) raggiungono concentrazioni più elevate, ma sono pensate per un uso occasionale (non quotidiano!). MANIFESTO SUGLI OLI ESSENZIALI 1. Informati (e datti la possibilità di farlo). Gli oli essenziali sono un mondo a sé. Un campo. Una scienza. Per usarli in modo intelligente e sensato, bisogna imparare a conoscerli. Informati, leggi libri, consulta un aromaterapeuta, fai domande. Se intendi realizzare i tuoi prodotti di cosmesi naturale con gli oli essenziali, la responsabilità ricade ora sulle tue spalle. TU sei il produttore, TU sei responsabile degli effetti che possono avere sui loro utilizzatori, tu per prim ə . A prescindere da ciò che una ricetta può suggerire, è tua responsabilità assicurarti che gli oli essenziali suggeriti siano adatti a TE. Alcuni sono sconsigliati in gravidanza, nei neonati e nei bambini, negli epilettici, nelle persone affette da cancro ormono-dipendente, ecc. Proprio come in cucina, se soffri di allergie o di diabete e hai intenzione di preparare una torta, devi assicurarvi che gli ingredienti utilizzati siano adatti alla tua persona. 2. Procurati oli essenziali di qualità. Sul mercato esistono diversi marchi e aziende che offrono oli essenziali. Alcuni sono diluiti, altri sono puri, altri ancora sono "contaminati". Come si fa a conoscere la qualità di un olio essenziale? Spesso si trovano indizi sulla boccetta , ma è anche possibile ottenere informazioni direttamente dai produttori , dai distributori e dai venditori . Ecco tutti gli elementi che dovrebbero essere presenti sulle boccette di oli essenziali, o almeno accessibili tramite il fornitore: Il nome comune della pianta (ad esempio, salvia sclarea ); Il nome latino completo, compresi genere e specie. L'olio essenziale di salvia non dice molto, poiché ne esistono diverse specie. Lo stesso vale per la lavanda, di cui esistono diverse specie e varietà. Bisogna sapere con cosa si ha a che fare, perché alcune varietà o specie possono avere controindicazioni, mentre altre no. Ad esempio, nel caso della lavanda , si dovrebbe poter leggere: Lavandula angustifolia o Lavandula stoechas . Una è innocua, l'altra è abortiva. È quindi molto importante essere in grado di riconoscere la differenza! La parte della pianta utilizzata (ad esempio, foglie, fiori, sommità fiorite, corteccia); L'origine (paese); Il chemiotipo: una stessa pianta può avere molecole aromatiche completamente diverse. Il chemiotipo è indicato dopo il nome latino; Il numero di lotto: i numeri di lotto consentono di risalire al produttore del contenuto della bottiglia di olio essenziale; La bottiglia deve essere ambrata, non trasparente, poiché gli oli essenziali sono sensibili alla luce e all'ossidazione. 3. Diluisci gli oli essenziali. Con poche eccezioni, gli oli essenziali non vengono mai utilizzati puri . Devono essere diluiti in un olio vegetale o in alcool (idealmente, il contenuto di alcool dovrebbe essere pari o superiore al 70%). Alcuni oli essenziali hanno tassi di diluizione specifici. Nei prodotti cosmetici, di solito si utilizza l'1 o il 2% di oli essenziali (del volume totale dell'ingrediente in cui l'olio essenziale può essere diluito nel prodotto finito, ad esempio l'olio vegetale). Ricorda che gli oli essenziali non si diluiscono con l'acqua . Se ti viene voglia di mettere qualche goccia nell'acqua del bagno: fermati. Bisogna prima diluirlo in un olio vegetale o in un sapone (ad esempio, sapone di Castiglia liquido o bagnoschiuma). Esempi di diluizione: Se si prepara un balsamo per labbra da 15 ml, si può calcolare la concentrazione di olio essenziale in relazione alla quantità totale di prodotto finito (perché la ricetta prevede solo materia grassa, ovvero oli, burri vegetali e cera. Se vogliamo mettere il 2% di oli essenziali allora il calcolo da fare è quindi: 2% di 15ml = 0,3ml di olio essenziale. Se si prepara un litro di sale da bagno e vi si mettono solo 40 ml di olio, non si può calcolare la concentrazione di olio essenziale sull'intero litro di prodotto finito, ma solo sulla quantità di olio che contiene. L'olio essenziale non si diluisce nel sale, tanto meno nell'acqua del bagno. Il calcolo da fare è quindi: 2% di 40ml (di olio) = 5ml di olio essenziale Nel caso delle creme, la concentrazione di oli essenziali può essere calcolata sul volume/peso totale della crema, in quanto si tratta di emulsioni che permettono di diluire gli oli essenziali in tutto il prodotto. La percentuale di diluizione pu ó variare a seconda delle fascia di età. In questo articolo potrai trovare dei riferimenti utili per approfondire. 4. Non ingerire gli oli essenziali. Nei rari casi in cui l'ingestione interna potrebbe essere interessante, si raccomanda di farlo sotto la supervisione di un professionista sanitario competente. Si noti che alcune società di network marketing promuovono questo tipo di ingestione, ma non è richiesta alcuna formazione per diventare consulenti. Quindi attenzione, attenzione, attenzione. L'uso topico (cioè sulla pelle), con dosaggi cosmetici (circa il 2% di diluizione) è MOLTO sicuro. È quando si arriva ai dosaggi terapeutici e agli usi interni che la questione diventa molto più delicata e richiede una grande conoscenza (che in genere non abbiamo). 5. Informati sulla fotosensibilizzazione e sulla dermocausticità dell'olio essenziale. Alcuni oli essenziali possono causare irritazioni o scolorimenti della pelle. Per quanto riguarda gli oli essenziali dermocaustici, possono causare forti irritazioni, persino ustioni della pelle e delle mucose se usati puri sull'epidermide. OE dermocaustici e/o irritanti (elenco non esaustivo) : - Senape (Brassica nigra) - Basilico tropicale (Ocimum basilicum var. basilicum) - Cannella di Ceylon e cinese (Cinnamomum zeylanicum o Cinnamomum vera e Cinnamomum cassia): la peggiore di tutte! - Citronella (Cymbopogon flexuosus e Cymbopogon winterianus) - Croton (Croton tiglium) - Dragoncello (Artemisia draconculus) - Eucalipto citronato (Eucalyptus citriodora) - Eucalipto (Eucalyptus globulus) - Wintergreen (Gaultheria procumbens e Gaultheria fragrantissima) - Garofano (Eugenia caryophyllus) - Katafray (Cedrelopsis grevei) - Lavanda aspica (Lavandula latifolia) - Mandarino (Citrus reticulata) - Menta piperita (Mentha piperita) - Origano compatto (Origanum compactum) - Origano spagnolo (Corydothymus capitatus) - Rosmarino , canfora, cineolo e verbenone (Rosmarinus officinalis L. camphoriferum, Rosmarinus officinalis L. cineoliferum, Rosmarinus officinalis L. verbenoniferum) - Sabina (Juniperus sabina) - Timo e carvacolo (Thymus vulgaris ct thymol e Thymus vulgaris ct carvacrol) - Verbena indiana (Cymbopogon citratus) Gli oli essenziali fotosensibilizzanti possono provocare una reazione cutanea in seguito alla loro applicazione e all'esposizione al sole. Sono le loro molecole di cumarina a essere responsabili di questa reazione. OE fotosensibilizzanti (elenco non esaustivo): - Angelica (Angelica archangelica) - Bergamotto (Citrus aurantium ssp. bergamia) - Limone (Citrus limonum) - Sedano (Apium graveolens) - Cumino (Cuminum cyminum) - Khella (Ammi visnaga) - Tiglio (Citrus aurantifolia limetta) - Levistico (Levisticum officinalis) - Mandarino (Citrus reticulata) - Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) - Arancio amaro (Citrus aurantia ssp. amara) - Opopanax (Opoponax chironium) - Pompelmo (Citrus paradisii) - Ruta da giardino (Ruta graveolens) - Tagete (Tagetes minuta) Si noti che oggi è possibile ottenere oli essenziali rettificati, cioè ridistillati per purificarli da componenti indesiderabili, come le furocumarine, molecole fotosensibilizzanti. La loro qualità aromaterapica è minore, ma per i prodotti cosmetici può essere interessante! 6. Gli oli essenziali sono preziosi. Gli oli essenziali devono essere considerati un ingrediente prezioso con proprietà terapeutiche. La produzione di oli essenziali richiede molte piante. Per darti un'idea, per ottenere UNA GOCCIA di olio essenziale di rosa (Rosa x damascena) bisogna prendere tutti i petali di 30-50 rose. Solo una piccola goccia. Sì. Ovviamente, la resa varia da pianta a pianta. La rosa è probabilmente una delle piante a più basso rendimento, ma in generale raramente si ottiene più dell'1% di rendimento. Diciamo che dà un significato completamente nuovo all'espressione "beh, una goccia in più o in meno...". 7. Non usare gli oli essenziali solo per il loro odore. Se vuoi usare un olio essenziale solo per profumare i vostri prodotti per la pulizia o di cosmesi, ti direi di non farlo o di limitare il più possibile questo uso. SPECIALMENTE se il prodotto per la pulizia in questione non contiene ingredienti che consentano di diluire gli oli essenziali (ad esempio, un detergente per finestre o piani di lavoro a base di aceto). Si consiglia di farlo solo nelle ricette che contengono sapone, come il sapone di Castiglia, ad esempio, o alcol. Oltre a essere altamente volatile (quindi l'odore non rimarrà a lungo), questo olio essenziale finirà nel sistema delle acque reflue . In grandi quantità, ciò può avere un impatto sull'ecosistema acquatico. È quindi importante utilizzare questi concentrati di principi attivi in modo consapevole e sensato . L'uso di oli essenziali nel sapone per il bucato dovrebbe essere evitato, poiché gli oli essenziali non sono solubili in acqua, saranno per lo più lavati via durante il risciacquo e i pochi oli essenziali rimasti (cioè l'odore) evaporeranno rapidamente. Lo stesso consiglio vale per i cosmetici. Senza impazzire, ovviamente. Ma è bene tenere presente che se si aggiungono oli essenziali a un prodotto cosmetico, lo si deve fare per le loro proprietà e non solo per il loro profumo. 8. Dai consigli con grande attenzione. Tua zia ha un'infiammazione? Lo so che hai buone intenzioni nel suggerire oli essenziali per la sua salute... ma conosci la sua storia clinica? L'elenco dei farmaci che assume? Le sue allergie? Lei è un aromaterapeuta? Se hai risposto negativamente a una o più di queste domande, potresti non essere in grado di offrire un trattamento con oli essenziali. Invitala a consultare un aromaterapeuta o invitale a saperne di più sugli oli essenziali, ma è meglio limitarsi a questo ed essere sempre prudenti. 9. Rispetta gli altri. Diffondere patchouli puro (una pessima idea per il tuo diffusore, tra l'altro!) per tutto il giorno in previsione dell'arrivo di un ospite a cena può sembrare una buona idea, ma in realtà potrebbe non esserlo. Alcune persone hanno un olfatto delicato, sensibilità, storia medica, gusti diversi. Prima di profumare la casa con il tuo olio essenziale preferito, chiedi ai tuoi ospiti se hanno qualche restrizione. In caso di dubbio, è difficile battere un'infornata di biscotti come profumo di benvenuto nel tuo mondo! Questa raccomandazione vale anche se si svolgono lavoro di contatto (massaggiatore, parrucchiere, ecc.). Evitiamo di imburrarci con gli oli essenziali! E dovrebbe essere così anche per i profumi, ma questa è un'altra storia... 10. Diffondi con parsimonia. Diffondere tutto il giorno? Non è una buona idea. L'ideale è alternare: diffondere per 30 minuti, interrompere per 30-60 minuti. È preferibile diffondere l'olio essenziale in una stanza con una buona circolazione d'aria. Soprattutto se si hanno animali, questi devono poter lasciare la stanza in caso di disagio. Neonati o bambini piccoli nelle vicinanze? Devi fare molta attenzione. Al di sotto dei tre mesi di età, l'uso di oli essenziali dovrebbe essere completamente evitato, sia per via topica che per diffusione. I polmoni e il sistema nervoso sono ancora molto giovani e non completamente sviluppati. È meglio astenersi. Dopo i tre mesi, alcuni oli essenziali possono essere diffusi, ma non quando il bambino è nella stanza. 11. È necessario prendere ulteriori precauzioni per i bambini, le donne incinte e le madri che allattano. Come per i farmaci e i prodotti tossici, gli oli essenziali vanno tenuti fuori dalla portata dei bambini. 12. Tienili lontani dal fuoco. Gli oli essenziali non devono entrare in contatto con fiamme libere. Non dico che siano esplosivi, tutt'altro. Sono infiammabili e hanno punti di infiammabilità che variano da un olio all'altro. Si noti che gli oli essenziali contenuti nelle candele aromatizzate sono sicuri, poiché vengono selezionati in base al loro punto di infiammabilità e sono ampiamente diluiti. Voilà! Spero che queste semplici raccomandazioni possano guidarti nel godere al massimo dei meravigliosi oli essenziali e in totale sicurezza. Buona fabbricazione! Fonti: Essential Oil Safety, Tisserand & Young (2014) https://www.aromaweb.com/articles/essential-oil-yields.asp https://tisserandinstitute.org/safety/safety-guidelines/ https://verysafehands.co.uk/blogs/guides/everything-you-need-to-know-about-aromatherapy-in-pregnancy-labour?fbclid=IwAR0cFgmaGD0J5CLZRZZlylOH_pWq3Gj7ezCet8seOgmzmn4VA21ZNSwRaCo Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca
- Come riconoscere il mio tipo di pelle? 3 domande da farsi prima di acquistare un prodotto cosmetico
La nozione di tipo di pelle ha in realtà molta meno importanza di quello che si pensi. Vediamo insieme le macro categorie di pelli e le loro caratteristiche. Pelle grassa Hai la pelle grassa se: i tuoi pori sono visibili sul viso; al tatto la pelle è oleosa; la pelle è spessa quando la pizzichi; la pelle è relativamente soda ed elastica; la pelle diventa lucida rapidamente a causa del sebo, anche appena dopo aver pulito il viso. Pelle secca Hai la pelle secca se: la texture della tua pelle è fine; al tatto la pelle è rugosa; la pelle si raggrinzisce quando la pizzichi; è fastidiosa dopo la detersione (prurito, pelle che tira...). Pelle mista Ti riconosci sia nelle caratteristiche della pelle grassa che della pelle secca? È normale, la grande maggioranza degli umani ha la pelle mista o grassa. Al tipo di pelle si aggiungono anche sensibilità e tasso di idratazione della pelle. È possibile quindi avere la pelle grassa, ma fastidiosa o irritata perché disidratata e sensibile. La verità? Ogni pelle è unica Ma niente panico: tutte le pelli hanno gli stessi bisogni: pulizia, idratazione e protezione . È nella scelta dei prodotti utilizzati che adattiamo le cure al proprio tipo di pelle. Optiamo semplicemente per ciò che ci apporta maggiore benessere: textures fresche e leggere per la cura della pelle a tendenza grassa, dei prodotti più ricchi e compatti per le altre pelli. 3 domande da farsi prima di acquistare un prodotto cosmetico Non preoccuparti troppo di identificarti in un certo tipo di pelle. Poniti queste tre domande essenziali prima di prenderti cura della tua pelle: La mia pelle è sensibile o resiste a quasi tutti i tipi di stimoli? Se è sensibile, è necessario scegliere dei prodotti dolci e poco attivi, ed optare per delle cure protettive; La mia pelle è "comoda" e quindi ben idratata? Se è disidratata, la pelle tira e la tinta è tenue. Bisognerà allora migliorare il proprio regime alimentare, bere di più e nutrire la pelle con degli acidi grassi (oli e burri); La mia pelle è danneggiata? In caso di acne, di eczema o altre dermatiti, è necessario consultare una persona specialista ed optare per un trattamento su misura. Hai mai osservato la tua pelle? Che caratteristiche ha? In che modo te ne prendi cura? Se ti va raccontamelo nei commenti 🫧 Un abbraccio, Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca
- Tutorial: come e quando pulire la lavatrice (in modo naturale). La guida pratica che stavi aspettando!
Io credo di non aver mai pulito la lavatrice. Finché ho scoperto che prendendoci cura dei nostri elettrodomestici (carezze e bacini a parte) gli allunga notevolmente la vita. Quindi perché non iniziare oggi? In questo articolo "tutorial" ti guiderò passo passo alla scoperta di come e quando pulire la lavatrice (con ingredienti naturali ovviamente). Insomma, la guida pratica che stavi aspettando! I soliti due problemi: lavatrice intasata e cattivi odori Le due ragioni che di solito ci spingono a mettere mano alla lavatrice (per pulirla) risiedono nei soliti due problemi: scarico intasato e/o cattivi odori. Le possibili cause del cattivo odore che puoi sentire nella lavatrice. Lo sporco e gli odori sgradevoli non si formano per caso. Se la tua lavatrice inizia ad intasarsi e ad emanare cattivi odori, probabilmente hai fatto qualcosa che non va. Innanzitutto, una lavatrice può avere un cattivo odore perché i capi molto sporchi vengono lavati a temperature troppo basse. Più i capi molto sporchi vengono lavati a basse temperature, più i batteri su di essi saranno resistenti . Si depositeranno quindi nel cestello dell'elettrodomestico e vivranno la loro piccola vita! In altre parole, si moltiplicheranno e causeranno cattivi odori... 💡 In generale, possiamo dire che i cicli brevi a bassa temperatura dovrebbero essere riservati ai capi poco sporchi . Per la biancheria per la casa o l'abbigliamento sportivo, ad esempio, è indispensabile eseguire un programma leggermente più lungo e a temperatura più elevata. La lavatrice può provocare cattivi odori anche per altri motivi , se: si chiude lo sportello senza dare al cestello il tempo di asciugarsi; si lascia la biancheria bagnata in lavatrice per troppo tempo prima di stenderla; non si puliscono le guarnizioni del cestello e i rifiuti (capelli, peli, pezzi di fazzoletto, ecc.), dove vi si accumulano nel tempo batteri e residui; non si pulisce abbastanza il cassetto del detersivo e dell'ammorbidente; i cattivi odori possono poi derivare anche da uno scarico dell'acqua ostruito. Le possibili cause dell'intasamento della lavatrice. Se la lavatrice si intasa significa che: il calcare e/o i rifiuti lasciati nelle tasche (ciao fazzoletti usati!) ostruiscono lo scarico; i cicli brevi a basse temperature non permettono ai detersivi (spesso in polvere) di sciogliersi del tutto, andando quindi ad intasare il cestello e l'oblò. Ecco qualche consiglio per evitare che la tua lavatrice si intasi : Non sovraccaricare la lavatrice. Dosa correttamente il detersivo (in polvere, liquido e in capsule). Spesso ne serve molto meno di quello che credi! Non utilizzare solo cicli brevi a basse temperature. Non lasciare i capi umidi nella macchina per troppo tempo. Lascia asciugare il cestello e il dosatore del detersivo dopo ogni ciclo (lascia aperti lo sportello e l'oblò). Pulisci la lavatrice di tanto in tanto con prodotti naturali. Quali sono le parti della lavatrice da pulire? Vediamo ora quali sono le parti della lavatrice che devono essere pulite per prevenire o eliminare questi due problemi frequenti: come primo passo, possiamo pulire la gomma , di solito la parte che emana l'odore peggiore. Si tratta del famoso punto in cui spesso si incastrano i calzini e in cui tendono ad accumularsi i depositi di capelli (ed altri rifiuti)! Successivamente, possiamo pulire il cestello della lavatrice. Il cestello è il luogo in cui si mettono i vestiti sporchi. È qui che i batteri possono rimanere intrappolati e proliferare! È possibile pulire anche il cassetto del detersivo . Qui si mettono il detersivo in polvere o liquido (anche se il detersivo liquido sarebbe meglio metterlo direttamente nel cestello con una pallina dosatrice) e l'ammorbidente. Nella maggior parte dei casi, questa parte della lavatrice è rimovibile per essere pulita. Spesso è anche la parte più snobbata perché "cosa lo pulisco a fare uno spazio dove metto già del sapone che deve pulire?". Infine, è possibile pulire il filtro e lo scarico . È qui che vanno a finire i rifiuti e l'acqua sporca. Infine, se vuoi andare oltre, puoi pulire anche l'oblò (se ne hai uno). Parti della lavatrice da pulire Quali ingredienti naturali usare per pulire la lavatrice? Come ben sai, in commercio esistono prodotti già pronti per la pulizia della lavatrice. Il problema? La loro composizione non è sempre ottimale per l'elettrodomestico, per gli scarichi, ma anche (e soprattutto) per il pianeta. Spesso il marketing guida i nostri acquisti e ci porta a comprare tanti detersivi quante sono le parti della lavatrice da pulire. Davvero necessario? Non credo. Andiamo quindi alla ricerca delle alternative naturali e soprattutto versatili (che ti permetteranno di pulire anche molte altre cose!). L' aceto bianco (il nostro caro vecchio amico) può essere usato per decalcificare la lavatrice e per lavare il cestello , il vetro e l' esterno della macchina. L' acqua calda e (se proprio) un po' di sapone di Marsiglia puliscono molto bene il dosatore del detersivo. Per pulire il vetro e le guarnizioni (la parte in gomma) si può usare un semplice panno umido e/o uno spray sgrassante/vetri . Spesso viene consigliato il bicarbonato di sodio per pulire a fondo il cestello . TUTTAVIA il bicarbonato, quando riscaldato (in stato secco o in soluzione) gradualmente si trasforma in carbonato di sodio (calcare) quindi, se inserito in lavatrice, causa inconvenienti simili a quest'ultimo (ovvero essendo insolubile, precipita sui nostri tessuti, che necessiteranno di un secondo risciacquo). Al posto del bicarbonato ti consiglierei di usare il percarbonato (si attiva con cicli con temperature superiori ai 50°). Tutti questi ingredienti ritornano nel mondo dell'igiene naturale autoprodotta. Se ti va di provare a realizzare i tuoi detersivi e detergenti in casa, forse posso aiutarti io! Qui trovi tutti i miei corsi , in presenza e online. Io te l'ho detto. Vedi tu 😉 Ma adesso passiamo alle cose serie: che cosa dobbiamo fare ad ogni lavaggio? Cosa ogni tre mesi? Cosa due volte all'anno? Vediamolo subito! Pulizia della lavatrice passo dopo passo (guida dettagliata dei passaggi e frequenza di pulizia consigliata). Cose da fare ad ogni lavaggio Per evitare che le parti meccaniche della lavatrice si usurino troppo rapidamente, non riempire troppo il cestello . Aggiungi ad ogni lavaggio 40ml di ammorbidente autoprodotto (che puoi ottenere sciogliendo in 900ml di acqua tiepida 200 g di acido citrico). Non utilizzare troppo detersivo , perché rischi di intasare la macchina. Dopo il lavaggio, lascia aperta la finestra del bagno/lavanderia , il dosatore e cassetto del detersivo, nonché l'oblò per far uscire l'umidità e prevenire la formazione di muffa. Ricorda anche di rimuovere eventuali piccoli oggetti dalle tasche (se possibile prima di mettere i capi in lavatrice per lavarli!). Questi possono causare danni gravi o addirittura irreparabili. Cose da fare almeno una volta al mese Per una cura ottimale della tua lavatrice, ti consiglio di eseguire queste operazioni almeno una volta al mese : 👉🏼 Cassetto del detersivo : rimuovi i componenti (compreso il piccolo sifone) e lasciali in ammollo per 15 minuti in una bacinella di acqua calda mescolata con aceto bianco (o acido citrico) per eliminare eventuali ristagni di prodotto e muffa. In alternativa utilizza un panno e un po' di sapone di Marsiglia. Pulire, asciugare e rimettere tutto a posto. 👉🏼 Per il cestello , niente di troppo complicato! Basta inumidire un panno con aceto bianco per pulirlo a mano, oppure eseguire un programma vuoto a 60° (o con pochi capi) e sostituire il detersivo con aceto bianco. 👉🏼 Per le guarnizioni e l'oblò , vale lo stesso discorso fatto per il cestello: inumidisci un panno con aceto bianco e strofina bene! 💪🏼 Non utilizzare prodotti detergenti abrasivi sulle guarnizioni (o sul tamburo). È sufficiente utilizzare una spugna morbida imbevuta di acqua calda e aceto bianco/acido citrico. Per le zone più difficili da raggiungere, utilizza uno spazzolino da denti. Questa pulizia regolare ti aiuterà a mantenere una buona tenuta e ad evitare perdite d'acqua. 👉🏼 Per quanto riguarda i filtri , ti consiglio di controllare il manuale della tua lavatrice. Se non lo hai conservato, potrai trovarlo facilmente su Internet digitando la marca e il modello del tuo elettrodomestico. 👉🏼 Infine, per pulire l' esterno della tua lavatrice, puoi usare aceto bianco e un panno morbido o sapone di Marsiglia e una spugna, oppure uno spray sgrassante/vetri delicato (senza alcol), come preferisci! Cose da fare ogni 3 mesi Il filtro di scarico deve essere sempre mantenuto pulito per garantire prestazioni ottimali. Il filtro di scarico si trova nella parte inferiore del pannello frontale, dietro un piccolo sportello. Per rimuovere il filtro e pulirlo correttamente, meglio consultare le istruzioni per l'uso della lavatrice.Per pulire il filtro, ogni tre mesi è necessario: chiudere l'alimentazione dell'acqua; svitare il tubo flessibile (la parte attaccata alla macchina); estrarre il filtro con una pinza e pulirlo dalle impurità con una spazzola morbida. Cose da fare due volte all'anno Indispensabile almeno un paio di volte all'anno è la decalcificazione della lavatrice. Più l'acqua di casa è dura (calcarea) più sarà necessario effettuare questo passaggio di frequente (anche ogni 3 mesi). La decalcificazione della lavatrice è super semplice. Versa una tazza di percarbonato nella vasca della macchina (cestello) e fai partire un programma a 60° (anche a 90° è una buona idea) a vuoto! L'ideale, per un risultato ancora più efficace, è avviare un programma a 90°C e, una volta riempito il cestello, spegnere la macchina. Lasciare agire per 30 minuti circa e riavviare la lavatrice per completare il ciclo. Se rimangono dei residui nella vasca, puliscili con un panno imbevuto di aceto bianco. Che dire, ora hai tutto ciò che ti serve per prenderti cura al meglio della tua lavatrice e in modo naturale! 😊 Non ti resta che rimboccarti le maniche e coccolare la tua lavatrice!
- Ricetta: detersivo liquido per lavatrice alla castagna (matta). Semplice ed efficace!
La natura è sempre la nostra migliore alleata: ecco perché in questo articolo condivido la ricetta (semplicissima!) del detersivo liquido per lavatrice alle castagne matte. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo frutto e come realizzare il nostro detersivo ecologico! Quante volte durante i miei corsi di autoproduzione mi avete chiesto se si poteva usare il sapone di marsiglia autoprodotto nella lavatrice. SPOILER: meglio di no. Il sapone di Marsiglia alla lunga intasa gli scarichi compromettendo il normale funzionamento della lavatrice. Inoltre rilascia dei micro-depositi sui vestiti, difficilmente eliminabili. Ecco perché è quindi indispensabile trovare delle alternative ecologiche ed efficaci se si desidera realizzare in casa il proprio detersivo naturale per il bucato! Questa ricetta di detersivo liquido per lavatrice alla castagna matta è tratta dal libro Clean&Green di Nancy Birtwhistle . Si tratta di una ricetta totalmente naturale ma "stagionale" . Essendo le castagne matte (frutto dell'ippocastano) l'ingrediente principale, si realizza solo quando i frutti sono maturi, ovvero in autunno (settembre e ottobre in particolare). Questi frutti contengono infatti naturalmente saponina, che non compromette in alcun modo il funzionamento della lavatrice (totalmente biodegradabile e non crea depositi). Riconoscere le castagne matte Le castagne matte sono il frutto dell' ippocastano o castagno d'India ( Aesculus hippocastanum) . Essendo un albero di grandi dimensioni, spesso troviamo questa pianta nei nostri parchi e giardini pubblici, perfetta per creare grandi zone d'ombra. La troviamo nelle zone temperate, quindi praticamente ovunque in Italia! La castagna matta è "protetta" da un riccio verde, con piccole punte distanziate e corte e di solito racchiude un solo frutto, che si presenta rotondo, grosso e molto lucido. Le castagne e le castagne matte si differenziano per grandezza e colore : le prime, infatti sono più piccole, meno arrotondate e presentano un ciuffo apicale caratteristico, cosa che le castagne matte non hanno. Le proprietà cosmetiche della castagna matta Le castagne matte non si mangiano ma spesso vengono sfruttate nel mondo cosmetico ed erboristico . Non è raro trovare creme, pomate, tinture madre, estratti secchi a base di ippocastano. Grazie alle sue proprietà lenitive, decongestionanti e tonificanti sulla circolazione gli estratti di Ippocastano sono impiegati in preparati topici per gambe pesanti, fragilità capillare, emorroidi, contusioni, inestetismi della cellulite, rinforzanti dei capelli, couperose. In termini di composizione , nel frutto dell'ippocastano troviamo: Saponine (10-28%): escina, criptoescina, argirescina ( sostanze detergenti che a contatto con l'acqua hanno la capacità di pulire e sgrassare). Flavonoidi: glicosidi della quercitina e del kaempferolo Proantocianidine (OPC) Tannini, Amido Per l'utilizzo che ne faremo noi (come detergente), le castagne matte sostituiscono le famose noci per lavare ( frutto di una pianta tipica dell'Asia, dell'India e del Nepal chiamata Sapindus Mukorossi ) , naturali ovviamente ma esotiche. Non serve andare tanto lontano per quando abbiamo dei meravigliosi ippocastani a portata di mano! Ricetta di detersivo liquido per lavatrice alla castagna matta: ingredienti Ecco le dosi per circa 1L di detersivo liquido per lavatrice alla castagna matta: 130g (13%) di castagne matte (circa 10 castagne) 1L (87%) di acqua bollente Olio essenziale (opzionale) - 20 gocce Attenzione: questa ricetta non si conserva nel tempo . L'ideale sarebbe quindi consumarla il prima possibile (entro 15 giorni dalla produzione) e, nel frattempo, conservarla in frigo. Procedimento Taglia le castagne matte in 4 parti e togli la buccia. Aggiungi 500ml di acqua bollente e lascia in ammollo le castagne nell'acqua calda (a riposo) per circa 8 ore, di modo che rilascino già una parte della saponina e dell'amido e si ammollino per bene. Passate le 8 ore, con un colino filtra il liquido e versalo in una bottiglia da 1L. Aggiungi alle castagne ammollate altri 500ml di acqua bollente, frulla e lascia riposare il tutto per 2/3 ore. Filtra questo secondo composto usando un colino e versa il liquido nella bottiglia da 1L contenente i primi 500ml di prodotto realizzato precedentemente. Una volta freddo, aggiungi dell'olio essenziale (opzionale). Versa il detersivo nella pallina dosatrice direttamente nel cestello (50ml circa di detersivo per capi non particolarmente sporchi). Ricordati di aggiungere ad ogni lavaggio 40ml di ammorbiente autoprodotto nel cassetto della lavatrice (normale vaschetta dell'ammorbidente). Cosa ne dici, è stato facile no? Se questa ricetta ti è piaciuta ed il mondo dell'autoproduzione ti incuriosisce, dai un'occhiata ai miei corsi (in presenza e online) di igiene della casa e cosmesi naturale , magari trovi qualcosa che ti piace! Spero che proverai a realizzare anche tu questa semplice ricetta di detersivo naturale! Se hai bisogno di qualsiasi chiarimento, io sono qui. A presto! Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca Prossimi corsi su questi temi 👇
- 4 libri su cosmesi, igiene eco e autoproduzione da regalare a Natale - Parte 2
Più mi cimento nell'autoproduzione di saponi, detersivi e cosmesi naturale, più scopro libri fantastici che possono accompagnarci in questo meraviglioso mondo. Nell'articolo " Cosmesi e autoproduzione: 6 libri da regalare a Natale - Parte 1 " avevo già condiviso dei libri che consiglierei a tutte le persone che cercano un regalo per gli amanti dei prodotti eco per il corpo e per la casa, o per gli amici con cui ami spignattare . In questa Parte 2 proseguo con questo intento e ti presento un'ulteriore selezione di 4 libri da regalare (o regalarci) per questo Natale per prenderci cura di noi con consapevolezza! Questi libri offrono consigli, segreti e ispirazioni per una cosmesi e igiene più consapevole e più sostenibile. Cominciamo ✨ La scienza dei capelli (Elena Accorsi Buttini) - Uno dei miei libri preferiti! Dico solo che l'ho letto tutto d'un fiato rientrando dalla Sardegna in traghetto. Dal titolo potrebbe sembrare pesante, un manuale di quello che ti farebbero studiare all'università. Invece si tratta di un meraviglioso viaggio (storico, culturale e pratico) nel mondo dei capelli : " Cosa pensereste se vi dicessero che i capelli che avete in testa sono “morti”? Perché è proprio così: a differenza di ciò che risiede pochi millimetri sotto la nostra cute, le cellule del capello non hanno attività biologica, quindi non possono fare nessuna di quelle cose che il marketing spesso promette: rigenerarsi, dissetarsi, nutrirsi… Inizia così un viaggio dedicato alla storia, al ruolo sociale e alla simbologia dei capelli, ma anche ai falsi miti e all’hair styling, con informazioni e consigli pratici su come utilizzare al meglio piastre, conditioner e trattamenti specifici. E poi, è vero che lavare troppo i capelli li rovina? Funzionano realmente gli shampoo anticaduta? Come possiamo utilizzare il fon per ottenere una piega migliore? Un libro che, grazie alla competenza dell’autrice, risponde a queste e ad altre domande, ma soprattutto svela tutta la verità su cosa ci mettiamo in testa, con l’obiettivo di renderci più consapevoli, ma anche di ottenere una chioma più sana e bella ". Aggiungo che mi è piaciuto tanto tanto anche l'ultimo capitolo sul patriarcato: perché alla fine quando parli di "beauty" ci si rivolge sempre alle donne... Ma anche gli uomini usano i cosmetici, primi tra tutti i saponi. Temi Complessità Punti forti Ideale per Capelli Facile lettura Risponde a qualsiasi domanda ti venga in mente sui tuoi capelli! Chiunque! Lo proporrei anche alle persone dall'anima tendenzialmente scettica! 📕Scopri di più su questo libro Clean & Green: 101 Hints and Tips for a More Eco-Friendly Home ( Nancy Birtwhistle ) Premetto che purtroppo questo libro non è disponibile in italiano ... ma se mastichi anche solo un pochino l'inglese è fattibile! Nell'ultimo anno ho studiato tanto il tema dei detergenti per la casa. Ecco allora un titolo che per me è stato di riferimento per preparare i miei corsi di detersivi eco fatti in casa ! Nancy è una vera forza della natura ed il suo libro è pieno zeppo di ricette super interessanti spesso con ingredienti che abbiamo già in casa o che possiamo trovare in natura (come questa ricetta di detersivo per la lavatrice alla castagna matta !). Temi Complessità Punti forti Ideale per Detergenti eco per la casa Media (inglese) Ricco di ricette Chi spignatta o ha voglia di mettersi all'autoproduzione 📕Scopri di più su questo libro La magia del bucato (Patric Richardson) Non ho mai davvero saputo come lavare correttamente i miei abiti (a casa mia si è sempre messo tutto insieme e via con il programma rapido della lavatrice!). Grazie a questo libro ho scoperto molte cose utili per prendermi cura dei miei capi e mantenerli "in salute" il più a lungo possibile ! " Non si tratta solo di dividere bianchi e colorati, scegliere il programma migliore ed eliminare i cattivi odori: cambiare il proprio rapporto con la lavatrice è il primo passo per fare ordine e pulizia anche dentro di noi, trasformando la quotidianità del bucato in un atto di cura di sé, delle persone che amiamo, dell’ambiente". Consiglio questo libro perché trovo che diamo troppo per scontato il bucato , un mondo che invece merita di essere esplorato con la semplicità e l'ironia che Patric Richardson riesce a trasmetterci! Temi Complessità Punti forti Ideale per Bucato Facile lettura Consigli pratici per prendersi cura del bucato Tutte le persone che lavano i propri vestiti! 📕Scopri di più su questo libro Gli oli vegetali per la nostra salute. Proprietà e indicazioni d'uso, ricette salutistiche, consigli cosmetici "Francesca che oli mi consigli per fare il sapone ?", "e per fare la crema ?". Due delle domande più frequenti che ricevo durante i miei corsi. Questo libro è un po' datato ma merita comunque il nostro rispetto e vale la pena di tenerlo in considerazione per gli amanti dell'autoproduzione. Gli oli vegetali che usiamo in cucina (più qualcun altro) sono ricchi di proprietà benefiche per la nostra salute (se ingeriti) e per il nostro corpo (se applicati sulla pelle). Ecco allora che imparare a riconoscerne le proprietà e a sfruttarle nelle nostre ricette di autoproduzione ci dà un potere grandissimo per prenderci cura con consapevolezza del nostro corpo! Chi autoproduce già da un po' saprà sicuramente apprezzare questo libro-guida agli oli vegetali! Temi Complessità Punti forti Ideale per Oli vegetali (per uso cosmetico) Facile lettura Dettagliato e pratico Tutte le persone che già fanno autoproduzione 📕Scopri di più su questo libro Spero che questa selezione di libri ti piaccia! Hai altri titoli da suggerire? Se ti fa piacere, puoi scriverli commentando questo articolo! Un abbraccio, Francesca 🫧
- Dermatite (eczema) e psoriasi: ingredienti da evitare in cosmesi.
Molte persone che frequentano i miei corsi di autoproduzione presentano problemi di pelle come dermatite e psoriasi. Quali sono le differenze tra queste problematiche? E quali le cause? Scrivo questo articolo mossa dalle richieste frequenti delle persone che frequentano i miei corsi che puntualmente mi domandano: "quali ingredienti è meglio che eviti?" . Dopo una breve presentazione delle caratteristiche di dermatite (eczema) e psoriasi, troverai qualche consiglio semplice sugli ingredienti da evitare in cosmesi (sia acquistata che autoprodotta). Partiamo? NB. Non sono un a dermatologa e neanche una farmacista quindi se soffri di questi disturbi, ti invito a rivolgerti ad unə professionista prima di prendere iniziative in autonomia . Dermatite atopica Fonte principale: Dermatite atopica La dermatite atopica è un’ infiammazione della cute recidivante o cronica , che provoca un fastidioso prurito oltre che un arrossamento ben visibile. Solitamente, infatti, la dermatite atopica colpisce le mani , i piedi , la piega interna del gomito e quella posteriore delle ginocchia , polsi , caviglie , viso , collo , torace . È frequente anche la manifestazione intorno agli occhi. Cause La dermatite atopica è una malattia su base multifattoriale composta da fattori genetici, ambientali e immunologici . Il cambiamento di stagione e lo stress psicofisico sono tra le maggiori cause di scatenamento della dermatite atopica. Come si manifesta La dermatite atopica si manifesta con chiazze rosse su cute secca e pruriginosa . Le chiazze possono essere ricoperte di vescicole , abrasioni , croste . Il prurito può essere più o meno intenso e tende a peggiorare durante la notte. Fonte immagine: Dermatite Seborroica e Stress: l’impatto sul cuoio capelluto - Farmacia Caruso Come prevenire la dermatite atopica? Si raccomanda di evitare bagni e lavaggi troppo lunghi e frequenti, perché la pulizia eccessiva e l’uso di saponi più o meno aggressivi finisce per impoverire la pelle degli strati esterni che la proteggono. È bene asciugare la pelle delicatamente , tamponando l’umidità in eccesso, piuttosto che sfregandola. È poi consigliabile: evitare indumenti in fibra sintetica; esporsi al sole con criterio utilizzando filtri solari specifici; utilizzare quotidianamente creme idratanti-lenitive e detergenti delicati. Psoriasi Fonte principale: Psoriasi La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che induce una crescita anomala dell’epidermide . La psoriasi comporta infiammazione cutanea e un disordine di crescita dei cheratinociti che portano alla formazione di placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre . Le localizzazioni più comuni sono i gomiti, le ginocchia e il cuoio capelluto, ma può colpire tutte le aree corporee, comprese le unghie. Cause Alla base della psoriasi vi è una combinazione di fattori genetici e ambientali. Alcuni di questi fattori esterni sono: traumi fisici : spesso la psoriasi insorge dopo un trauma come un incidente stradale, un ricovero per malattia, una frattura ossea, un intervento chirurgico particolarmente debilitante. In questi casi, non è chiaro se sia il trauma a indurre la psoriasi, oppure lo stress psichico conseguente, o entrambi; stress : lo stress rappresenta un fattore pro-infiammatorio per l’organismo ed è quindi considerato un fattore scatenante per molte malattie infiammatorie cutanee, compresa la psoriasi. Per esempio, molti pazienti riferiscono l’insorgenza delle prime manifestazioni cutanee a seguito di lutti gravi; infezioni streptococciche : sono la causa della psoriasi nella forma guttata, ma possono aggravare anche altre forme di psoriasi. In questi casi si deve procedere al trattamento dell’infezione con antibiotico prescritto da una figura medica; farmaci : alcuni farmaci tra cui i beta bloccanti, il litio, i sali d’oro, gli antimalarici di sintesi sono considerati induttori di psoriasi o in grado di esacerbare psoriasi già in atto. La psoriasi ha un andamento cronico-recidivante . Ciò significa che le persone predisposte possono non soffrirne per periodi anche molto lunghi, ma essa può ripresentarsi, soprattutto in concomitanza di fattori stressanti. Fonte immagine: LA PSORIASI Come trattare la psoriasi I trattamenti previsti per la psoriasi sono: Trattamenti topici, ovvero, creme, gel, unguenti, lozioni con effetto emolliente; Trattamenti topici con farmaci . Nei casi di psoriasi consultare sempre una figura medica per individuare il trattamento più adatto. Dermatite (eczema) e psoriasi: ingredienti da evitare in cosmesi. Ora che sono più chiare le differenze tra queste due problematiche della pelle, veniamo al dunque. Quali ingredienti è meglio evitare nei prodotti cosmetici che acquistiamo in commercio (e di conseguenza anche nelle materie prime per l'autoproduzione) se soffriamo di dermatite o eczema? Ecco una lista che mi sento di consigliarti. Tensioattivi troppo detergenti l Sodio lauril solfato (SLS) noto anche come Laurilsolfato di sodio (LSS) o Sodio dodecil solfato (SDS), è un potente detergente e tensioattivo. Si trova nei prodotti per la casa per il suo eccellente potere sgrassante, ma anche nei prodotti per l'igiene come dentifrici, shampoo, schiume da barba, saponi, ecc. Questo agente schiumogeno è oggi criticato per due motivi principali: il suo effetto irritante e la sua natura inquinante. Le sue proprietà detergenti possono essere troppo forti su alcune pelli sensibili , fino a seccarle. L'SLS distrugge il film idrolipidico, causando una sensazione di secchezza dopo la detersione. Inoltre, altera le proteine delle membrane cellulari della pelle e degli occhi, provocando irritazioni e arrossamenti. Per questo motivo, i produttori di gel doccia e prodotti da bagno lo utilizzano sempre meno, preferendo la versione etossilata ( SLES = sodium laureth sulphate ) che è meno detergente, ma ha un processo di produzione molto inquinante. P.S. L'SLS è ancora autorizzato per l'uso nei prodotti biologici, mentre lo SLES no. L'SLS è stato identificato come un inquinante per l'ambiente, gli animali, gli ambienti acquatici e le piante . Profumi Che siano naturali o sintetici , i profumi contengono un gran numero di sostanze allergeniche (alcoli, aldeidi, catecoli, chetoni, esteri, esteri fenilici, ecc.). Talvolta, i profumi naturali sono più allergizzanti di quelli sintetici a causa dell'alta concentrazione di oli essenziali che contengono. Sebbene gli oli essenziali abbiano molti benefici per l'organismo, possono essere dannosi per la pelle. Molti oli essenziali contengono molecole potenzialmente allergeniche o ipersensibilizzanti come il limonene , il linalolo , il geraniolo o i citrali . Anche se il rischio di allergia dipende dal proprio background allergico, è essenziale effettuare un test di tolleranza cutanea sul gomito o sul polso dell'olio essenziale in questione. ⚠️ Prima di essere applicati sulla pelle, gli oli essenziali devono sempre essere diluiti in un olio vegetale neutro chiamato olio vettore ⚠️ Ecco un elenco di oli essenziali contenenti quantità significative di molecole allergeniche : aneto, angelica, bergamotto, bergamotto senza bergaptene, cajeput, cannella, limone, chiodo di garofano, semi di coriandolo, geranio rosa, inula dolce, alloro nobile, citronella, mandarino verde, melissa, mirto citronato, arancio dolce, origano compatto, origano si Spagna, palmarosa, pompelmo, trementina, verbena esotica, verbena odorosa. 👉 Qui puoi trovare una piccola guida con 12 raccomandazioni per l'uso consapevole (e benefico) degli oli essenziali. Alcool Molti tonici, creme e deodoranti contengono alcol essendo, tra le varie, un ottimo solvente per profumi. Questo ingrediente ha il vantaggio di asciugarsi rapidamente, ma riduce anche l'idratazione della pelle provocando talvolta irritazioni e prurito. L'alcol può comparire in diverse forme nei prodotti cosmetici : Alcohol Denat ( alcool denaturato) , SD Alcohol 40-B, SD Alcohol 40-A, SD Alcohol 40, SD Alcohol 39-B, SD Alcohol 38-B, SD Alcohol 3-B, alcol polivinilico (PVA) o Isopropyl alcohol. Questi composti alterano il naturale film idrolipidico della pelle, provocando secchezza, screpolature, irritazioni, tensione e vulnerabilità alle aggressioni esterne. Inoltre, possono aggravare alcune patologie cutanee come eczema, psoriasi e rosacea. Buono a sapersi 👉 L' alcol benzilico (INCI: Benzyl Alcohol ) , che può essere indicato anche come alcol feniletilico, è un ingrediente efficace per inibire la proliferazione dei batteri all'interno di un prodotto. Introdotto in piccole dosi (< 1%), il suo potere essiccante è minimo. Inoltre, fa parte dell'elenco dei 26 allergeni regolamentati dall'Europa ed è autorizzato in agricoltura biologica. Per questo motivo lo utilizziamo anche nelle nostre ricette di autoproduzione cosmetica (con fase acquosa) a una concentrazione inferiore all'1%. Conservante Nei prodotti cosmetici, l'uso di conservanti è essenziale per prevenire la proliferazione di microrganismi, in particolare nei prodotti contenenti acqua, un ambiente che favorisce lo sviluppo microbico. Come i profumi, anche i conservanti possono essere responsabili di allergie . Ad esempio, il metilisotiazolinone (MIT) , un conservante un tempo ampiamente utilizzato nei prodotti cosmetici, è stato bandito dai prodotti senza risciacquo, in quanto è altamente probabile che provochi eczemi da contatto. Altri conservanti noti che potrebbero causare dermatiti da contatto sono l'alcol benzilico (di cui abbiamo parlato poco fa), l' acido deidroacetico e l' acido sorbico . Inoltre, alcuni oli essenziali possono essere utilizzati come conservanti per le loro proprietà antimicrobiche o antifungine, come l' olio essenziale di rosmarino o l' olio essenziale di tea tree . Questi oli possono provocare una reazione allergica a causa delle molecole allergeniche che contengono (limonene, citronellolo, geraniolo, ecc.). Pigmenti La p-fenilendiammina (PPD) è un pigmento utilizzato nelle tinture per capelli che provoca prurito sul cuoio capelluto dopo la tintura. L'henné utilizzato per i tatuaggi temporanei sulla pelle è spesso mescolato con PPD, il che comporta un rischio significativo di eczema da contatto. Alfa-idrossiacidi (AHA) Spesso utilizzati nei peeling , questi acidi della frutta sono noti per le loro proprietà esfolianti . Infatti, hanno la capacità di staccare la pelle morta in superficie e di stimolare il rinnovamento delle cellule epidermiche. Nella cura della pelle, esistono diversi AHA, tra cui: L' acido glicolico , derivato dalla canna da zucchero, è noto per la sua capacità di esfoliare gli strati superiori dell'epidermide, oltre che per le sue proprietà astringenti e detergenti. Ha anche proprietà idratanti grazie al suo effetto stimolante sul rinnovamento cellulare e sulla sintesi dell'acido ialuronico. L' acido lattico si ottiene dalla fermentazione del latte e di alcuni frutti. Oltre alle sue proprietà cheratolitiche (che ripristinano la normale cheratinizzazione della pelle e ne favoriscono il rimodellamento fisiologico) , è stato dimostrato che migliora l'idratazione della pelle. Grazie al suo peso molecolare più elevato rispetto all'acido glicolico, l'acido lattico rimane sulla superficie della pelle. Questa azione superficiale gli permette di esfoliare e idratare la pelle senza irritarla. Inoltre, è una molecola naturalmente presente nella pelle come parte del Fattore di Idratazione Naturale (NMF) . L' acido mandelico proviene dalle mandorle. Questo principio attivo ha anche un'azione antibatterica e antinfiammatoria ed è particolarmente indicato per le pelli con imperfezioni. Retinolo Il retinolo appartiene alla famiglia dei retinoidi, derivati della vitamina A, come l'acido retinoico e il retinale. Il retinolo è autorizzato fino allo 0,3% in un prodotto cosmetico senza risciacquo. In concreto, questo principio attivo esfolia la superficie dell'epidermide ed elimina le cellule morte. Stimola inoltre il rinnovamento cellulare e regola l'attività dei melanociti responsabili dell'iperpigmentazione. Inoltre, stimola la produzione di collagene ed elastina (per questo spesso consigliato per uniformare la grana della pelle e rimpolpare le rughe). L'effetto collaterale più comune dei prodotti per la cura della pelle a base di retinolo è l'irritazione della pelle, caratterizzata da rossore, prurito e persino un leggero bruciore. Per questo motivo questo principio attivo è sconsigliato alle pelli sensibili e/o atopiche . Conclusioni: cosa puoi fare adesso? Nonostante la lista di ingredienti che potrebbero rivelarsi irritanti ed aggressivi sulla nostra pelle sia relativamente lunga, ci tengo a ricordarti che: i prodotti che troviamo in commercio sono testati e sicuri per l'uso cutaneo. Quello che possiamo fare noi è scegliere il prodotto che più ci corrisponde e che più è in linea con i nostri valori ; se si soffre di dermatite, eczema o altre problematiche della pelle, è sempre una buona idea consultare un professionista del settore (medico, farmacista, dermatologo) per analizzare la situazione; se hai la pelle sensibile (in generale), prima di applicare un prodotto nuovo su tutto il corpo , testalo su piccole parti come l'interno del polso, l'interno del gomito o dietro al ginocchio. Se ci sarà una reazione, lo vedrai subito! se non riesci a trovare il prodotto giusto per te e hai voglia si sperimentare, valuta l'autoproduzione : alcuni prodotti come creme e shampoo sono facilmente realizzabili in casa e grazie alla scelta personalizzata degli ingredienti hai un'elevata possibilità di formulare il prodotto giusto per te! Se hai ancora dei dubbi... Ricordati che osservare ed ascoltare il tuo corpo è la cosa più utile che puoi fare per prendertene cura al meglio! Ti abbraccio forte, Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧












