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- 5 ricette semplici (ed ecologiche) per pulire casa con il sapone nero
Nella famiglia dei prodotti naturali e multiuso, c'è un ingrediente che non può mancare: il sapone nero liquido! Sgrassante, detergente, nutriente, nel mondo dei detersivi fatti in casa merita tanto entusiasmo quanto il bicarbonato o l'aceto bianco. In questo articolo ti racconto qualcosa in più su questo fantastico ingrediente e ti propongo 5 ricette semplici (ed ecologiche) per pulire casa con il sapone nero. Let's go! Il sapone nero: l'alleato per le pulizie di cui non sapevi di aver bisogno! Il sapone nero liquido è un prodotto molto versatile per la pulizia della casa (e non solo). Prodotto fin dall'antichità in Egitto, è a base di olio vegetale, solitamente di oliva e/o di lino, saponificato ad alta temperatura con potassa (idrossido di potassio). Il suo colore è ovviamente scuro e la sua consistenza è liquida o pastosa, molto diversa da quella che conosciamo meglio del sapone di Marsiglia (di solito solido o in scaglie). Le origini del sapone nero È impossibile parlare della storia del sapone nero senza menzionare il sapone di Aleppo. Questo sapone ancestrale, nato più di 3000 anni fa in Siria e prodotto con olio d'oliva e soda vegetale, ha viaggiato fino al Marocco, dove ha preso il nome di “sapone nero”, conosciuto anche come “sapone Beldi”. Il sapone nero è prodotto con la stessa tecnica del sapone di Aleppo, ma con una composizione leggermente diversa. Spesso composto da acqua, olio d'oliva (o di lino), olive nere schiacciate e potassa (idrossido di potassio), il sapone nero si presenta sotto forma di una pasta liscia e oleosa. A differenza di molti saponi, il sapone nero subisce una saponificazione a caldo. Il suo colore varia a seconda dell'olio utilizzato: può variare dal verde-nero al marrone-nero. Il sapone Beldi può essere morbido o liquido quando viene diluito con acqua. Come scegliere il sapone nero Esistono due tipi di sapone nero: quello utilizzato in cosmetica, in particolare negli hammam, e il sapone nero per uso domestico. Poiché il loro pH e la loro consistenza possono differire, non è consigliabile confondere i loro usi! Sapone nero cosmetico Il sapone nero, morbido e idratante, è tradizionalmente utilizzato negli hammam del Maghreb, dove la pelle viene esfoliata con un guanto di crine una volta alla settimana. Gli ingredienti naturali e il basso pH del sapone Beldi lo rendono molto più delicato rispetto alla maggior parte dei saponi, rendendolo particolarmente apprezzato dalle pelli secche e sensibili. Essendo un sapone supergrasso, rispetta e mantiene il film idrolipidico della pelle, ovvero la sua barriera protettiva e il sebo. Di solito troviamo questo tipo di sapone nelle spa ed acquistabile tra gli scaffali dei negozi specializzati nel reparto dedicato alla cura ed esfoliazione della pelle (in alcuni casi anche tra i prodotti e maschere per capelli). Sapo nero per la pulizia della casa Come già anticipato, il sapone nero non è utile solo per la cura del corpo. Manutenzione della casa e giardinaggio, sono due contesti nei quali è molto diffuso l'uso di questo prodotto naturale. A differenza del sapone nero cosmetico, il sapone per uso casalingo non contiene altri oli se non quello di oliva. Leggi quindi bene l'etichetta: se il sapone nero contiene olio di alloro (come è il caso per il sapone di aleppo) ed altri oli pregiati (jojoba, argan, ecc.) allora quel sapone è specificatamente formulato per l'uso cosmetico. Il sapone nero che usiamo per le pulizie ha un odore molto particolare (non super attraente da usare sul corpo), è più detergente e costa anche molto meno di quello cosmetico. Lo possiamo acquistare facilmente nei consorzi agrari, poiché utilizzato spesso in giardinaggio per la cura delle piante. Se non lo trovo in vivaio di solito lo acquisto qui. ATTENZIONE: il sapone nero, essendo a base di olio di oliva, non fa schiuma! Mi raccomando, non confondere la schiumosità con la forza detergente! Anche senza schiuma, pulisce efficacemente! 5 ricette semplici per pulire casa con il sapone nero Ora che sappiamo qualcosina in più su questo sapone multiuso, di seguito troverai 5 ricette semplici per pulire casa con il sapone nero. Per un corretto utilizzo, ti consiglio di usare sempre acqua calda o tiepida per permettere al sapone di sciogliersi. Ricetta per pulire i pavimenti con il sapone nero Il sapone nero liquido può essere utilizzato per pulire i pavimenti. Adatto a tutte le superfici, grazie alla sua composizione ricca di oli, il sapone nero agisce in particolare come una fonte di giovinezza per le piastrelle ed i parquet secolari, pulendoli e nutrendoli in profondità. È sufficiente diluirlo in un secchio d'acqua secondo le istruzioni del produttore e passare il pavimento. Non è necessario risciacquare. Come dosi, io diluisco 20ml di sapone nero in 5L di acqua calda. Ricetta per pulire le superfici con il sapone nero Il sapone nero è adatto sia per pulire i pensili della cucina sporchi di sugo sia per pulire le impronte digitali sulle porte, le superfici in legno, verniciate o plastificate, e le superfici in acciaio. A questo scopo, io lo uso puro (non diluito) per lo sporco incrostato, strofinando semplicemente con una spugnetta inumidita (meglio con dell'acqua calda). Per la pulizia rapida quotidiana, invece, preparo uno spray con 500ml di acqua tiepida e 10ml di sapone nero. Faccio sciogliere bene il sapone, lascio raffreddare e spruzzo sulle superfici. Ricetta per detersivo piatti express al sapone nero Sei a corto di detersivo per i piatti? Nessun problema: nel tuo vecchio flacone di detersivo (a mano), mescola 400 ml di acqua molto calda, 200 g di sapone nero e 2 cucchiai di bicarbonato. Agita vigorosamente, lascia raffreddare ed il gioco è fatto! Questo detersivo fatto in casa può essere utilizzato come un prodotto tradizionale. È possibile aggiungere con parsimonia qualche goccia di olio essenziale di limone (aiuta a togliere i cattivi odori). Ricetta per lavare il bucato con il sapone nero Il sapone nero è un ottimo amico del bucato. Perfetto per il lavaggio a mano, possiamo utilizzarlo anche in lavatrice: bastano 3 cucchiai nella vaschetta della lavatrice (o come piace a me, nel tappo dosatore direttamente nel cestello). Cosa importante che devi sapere: i detersivi per lavatrice realizzati in casa che contengono sapone di Marsiglia e/o anche sapone nero, poiché contengono degli oli non saponificati, a lungo andare rischiano di compromettere il funzionamento della lavatrice. Per questo ti consiglio quindi di pulire in profondità la tua lavatrice periodicamente. Per accompagnarti in questo importante passaggio puoi seguire questa guida pratica alla pulizia della lavatrice. Ricetta per proteggere le piante da insetti e parassiti Non solo per le pulizie domestiche, utilizzato nel giardinaggio il sapone nero combatte insetti e parassiti delle piante. Nella proporzione di 5 cucchiai per litro d’acqua, una volta che il composto si è raffreddato, si può spruzzare sulle piante, sopra e sotto le foglie, almeno una volta a settimana. Personalmente amo utilizzare pochi ingredienti per fare buona parte dei miei detersivi. Spero che la semplicità di queste ricette ti invogli a provare questo ingrediente super versatile. Augurandoti buona autoproduzione ti ricordo i prossimi appuntamenti (online e in presenza) per imparare a realizzare i tuoi saponi e detersivi! Un abbraccio forte, Francesca Prossimi workshop in presenza su questi temi 👇 Vuoi imparare ad autoprodurre i tuoi detergenti in autonomia? 👇
- Che cos'è il sapone?
Lo usiamo tutti i giorni, ma non sappiamo davvero che cosa sia: che cos'è il sapone? Scopriamo insieme la sua composizione e iniziamo a sciogliere i suoi vari segreti! Di che cosa è fatto il sapone? Il sapone è il risultato della reazione chiamata saponificazione tra i grassi (vegetali o animali) e una soluzione alcalina. Originariamente, il sapone veniva fatto usando cenere (lisciva di cenere) e grassi animali e anche se ancora oggi alcune persone lo fanno con questi ingredienti, oggi abbiamo sostituito la cenere con un composto alcalino chiamato idrossido di sodio (NaoH), chiamato comunemente "soda caustica". L'idrossido di sodio ha la forma di piccole perle solide o pellet, quindi deve essere sciolto in un liquido per essere usato. La miscela di idrossido di sodio e il nostro liquido creano quella che chiamiamo "soluzione di soda". Quando aggiungiamo la nostra soluzione soda ai nostri oli, iniziamo la reazione di saponificazione e i nostri ingredienti si trasformano magicamente in sapone. La reazione di saponificazione produrrà anche naturalmente glicerina, che è ciò che rende il sapone fatto a mano naturalmente idratante. Come scegliere la soda caustica per la produzione del sapone? Per realizzare la nostra soluzione alcalina (soluzione di soda) abbiamo bisogno di sciogliere l'idrossido di sodio in un liquido. La "soda caustica" (nome commerciale dell'idrossido di sodio) si trova facilmente nei supermercati o nei consorzi agrari (circa 2/3€ al chilo), sotta forma di perline o di scaglie. Non vi è una vera differenza tra questi due formati: le perline si scioglieranno semplicemente più rapidamente nell'acqua rispetto alle scaglie. Quali oli e burri utilizzare per la produzione del sapone? Il bello del sapone è che si può fare con qualsiasi tipo di olio e burro. Ognuno di essi apporta caratteristiche differenti al sapone: idratante, schiumoso, lavante... Hai l'imbarazzo della scelta! In molti si chiedono se si può usare l'olio esausto per fare il sapone. Ne ho parlato in questo articolo. Quale liquido usare per la produzione del sapone? La soda può essere sciolta in praticamente ogni tipo di liquido! Normalmente viene utilizzata l'acqua (più filtrata è, meglio è), ma non è raro trovare ricette di saponi che prevedono altri liquidi. Ecco qualche esempio di liquidi che si possono usare per la realizzazione del sapone: acqua; latte; succo di aloe vera; té/infusioni di erbe; succhi di frutta; vino/nella birra. Qualche accortezza: i liquidi devono sempre essere freddi e le bevande contenenti zuccheri (succhi, vino, birra) devono essere gestite un po' diversamente nella ricetta. Ecco svelati i principali segreti del sapone! Ma se questo argomento ti ha incuriosito, sappi che la saponificazione è solo una delle tantissime cose che puoi imparare a fare a casa. Con Ecodalia voglio proprio aiutarti a riscoprire il piacere dell'autoproduzione: imparare a conoscere gli ingredienti, capire come utilizzarli e trasformarli con le tue mani in prodotti per la cura della persona e della casa. 👉 Se vuoi iniziare a sperimentare in autonomia, puoi dare un'occhiata alle mie guide di autoproduzione: raccolgono ricette, spiegazioni e consigli pratici per accompagnarti passo dopo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. 👉 Se invece preferisci imparare attraverso delle lezioni video, ho creato anche il mio videocorso di autoproduzione, così puoi imparare comodamente da casa, seguendo le spiegazioni e le dimostrazioni direttamente insieme a me. 👉 E se ti piacerebbe mettere le mani in pasta e imparare dal vivo, organizzo anche laboratori ed eventi di autoproduzione dedicati al sapone, ai cosmetici e ai prodotti per la casa. Insomma, il sapone è solo l'inizio: ci sono tantissime cose che possiamo imparare a fare con le nostre mani, partendo da ingredienti semplici e riscoprendo un modo più consapevole di prenderci cura di noi e della nostra casa. Scopri qui tutto quello che puoi autoprodurre con Ecodalia e scegli da dove vuoi cominciare. 🌿
- Decyl Glucoside: cos’è, a cosa serve e quanto è sostenibile
Hai mai letto la lista degli ingredienti di uno shampoo, di un detergente viso o di un prodotto per la pulizia della casa e trovato la voce Decyl Glucoside? Si tratta di un ingrediente molto comune nei prodotti detergenti e appartiene alla famiglia degli alchil poliglucosidi (APG), un gruppo di tensioattivi non ionici ottenuti a partire da zuccheri e alcoli grassi. Il Decyl Glucoside viene utilizzato soprattutto per detergere, cioè aiutare l'acqua a rimuovere sporco, sebo e altre sostanze poco solubili in acqua. È apprezzato perché può essere ottenuto da materie prime di origine rinnovabile e perché gli APG mostrano una buona biodegradabilità. Ma c'è un dettaglio importante: origine vegetale, biodegradabilità e sostenibilità non sono sinonimi. E proprio per questo trovo interessante parlarti di questi tensioattivi (che personalmente apprezzo molto). Vediamo quindi che cos'è il Decyl Glucoside, come funziona, dove si trova, da dove deriva e qual è il suo vero impatto ambientale. Che cos'è il Decyl Glucoside? Il Decyl Glucoside è un tensioattivo non ionico appartenente alla famiglia degli alchil glucosidi. Un tensioattivo è una sostanza capace di facilitare il contatto tra acqua e sostanze che con l'acqua hanno poca affinità, come oli, grassi e parte dello sporco. Semplificando molto, possiamo immaginare la molecola del tensioattivo come dotata di due “lati”: una parte che interagisce bene con l'acqua; una parte che interagisce meglio con sostanze grasse e poco solubili in acqua. Quando il tensioattivo entra in acqua, queste molecole possono organizzarsi in strutture chiamate micelle, che aiutano a inglobare e disperdere le sostanze che vogliamo rimuovere. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui i tensioattivi sono così importanti nei detergenti. Quindi il Decyl Glucoside serve a fare schiuma? Non esattamente. La schiuma può essere una caratteristica del prodotto (in questo caso il Decyl Glucoside fa una schiuma delicata) e può influenzare la percezione che abbiamo della detergenza, ma fare più schiuma non significa necessariamente pulire meglio. La funzione principale del Decyl Glucoside è la detersione. Perché si chiama “Glucoside”? Il nome ci racconta già qualcosa sulla sua struttura. Gli alchil glucosidi vengono prodotti facendo reagire una componente zuccherina con un alcol grasso. Nel caso del Decyl Glucoside, la parte “glucoside” è legata al glucosio, mentre la parte “decyl” indica la componente alchilica. Le materie prime utilizzate per produrre questi tensioattivi possono avere origine vegetale: gli zuccheri possono derivare da materie prime amidacee, mentre gli alcoli grassi possono essere ottenuti da oli vegetali. Per questo il Decyl Glucoside viene spesso definito bio-based, cioè prodotto a partire da materie prime di origine biologica e rinnovabile. Una recente review sugli alchil glucosidi descrive proprio questa famiglia come tensioattivi non ionici ottenuti dalla reazione tra glucosio e alcoli grassi. Ma attenzione a una distinzione che secondo me vale la pena fare: di origine vegetale non significa “presente in natura così com'è”. ➡️ Il Decyl Glucoside non viene semplicemente estratto da una pianta e travasato nel flacone. È il risultato di un processo di trasformazione chimica a partire da materie prime di origine vegetale. Ed è una differenza importante quando parliamo di cosmetica consapevole. A cosa serve il Decyl Glucoside? La funzione principale del Decyl Glucoside è quella di tensioattivo detergente. Per questo possiamo trovarlo in moltissimi prodotti destinati alla pulizia della persona e della casa. Per esempio: detergenti viso; detergenti corpo e bagnoschiuma; shampoo; detergenti intimi; detergenti per le mani; prodotti per la pulizia della casa; formulazioni liquide per bucato e superfici. Non è detto, naturalmente, che tutti questi prodotti contengano Decyl Glucoside: dipende dalla formula. E soprattutto non è detto che sia l'unico tensioattivo presente. Molti detergenti sono infatti formulati utilizzando più tensioattivi insieme, perché la combinazione permette di modulare caratteristiche diverse: potere detergente, schiuma, viscosità, sensorialità e tollerabilità. Ogni formulatore e/o brand sceglie la combinazione di tensioattivi che preferisce in funzione del prodotto da realizzare, budget a disposizione e valori personali. Il Decyl Glucoside è delicato sulla pelle? Il Decyl Glucoside viene spesso utilizzato in prodotti destinati alla detersione della pelle ed è considerato un ingrediente interessante per formulazioni che cercano un buon compromesso tra efficacia detergente e delicatezza. La valutazione del Cosmetic Ingredient Review, che ha esaminato 19 alchil glucosidi utilizzati nei cosmetici, ha concluso che questi ingredienti possono essere considerati sicuri nelle condizioni d'uso e concentrazione valutate, quando le formulazioni sono realizzate in modo da non risultare irritanti. Questa frase contiene però una cosa importante: “quando le formulazioni sono realizzate in modo da non risultare irritanti”. Perché il comportamento del tensioattivo non si può valutare completamente isolandolo dal resto. Concentrazione, pH, combinazione con altri tensioattivi, tempo di contatto e caratteristiche dell'intera formula possono cambiare molto il risultato finale. E c'è anche un'altra informazione interessante da conoscere! Una review pubblicata nel 2026 sulla dermatite allergica da contatto degli alchil glucosidi evidenzia che Decyl Glucoside e altri glucosidi possono, in alcune persone, essere responsabili di sensibilizzazione allergica, nonostante il loro generalmente basso potenziale irritativo. Questo non significa che sia un ingrediente “cattivo” o che debba essere evitato da tutti. Significa semplicemente che “delicato” non vuol dire “impossibile da sensibilizzare”. Ed è una distinzione che trovo sempre utile quando parliamo di ingredienti cosmetici. Il Decyl Glucoside è davvero biodegradabile? Qui arriviamo a uno degli aspetti più interessanti e che a me sta davvero a cuore. Gli alchil poliglucosidi (APG) hanno una buona reputazione dal punto di vista ambientale anche grazie alla loro biodegradabilità. Una review specifica sul destino ambientale degli APG riporta che questi tensioattivi risultano rapidamente biodegradabili nei test di laboratorio. Lo stesso lavoro sottolinea però che i dati sugli effetti ambientali complessivi sono più limitati rispetto a quelli sulla biodegradazione. Quindi sì: il Decyl Glucoside appartiene a una famiglia di tensioattivi caratterizzata da una buona biodegradabilità. Ma possiamo fermarci qui? Secondo me no. Perché biodegradabile non significa “a impatto zero”. Biodegradabile non significa sostenibile in assoluto Quando valutiamo l'impatto ambientale di un ingrediente, non dovremmo guardare soltanto cosa succede quando finisce nello scarico. Dovremmo cercare di considerare tutto il suo ciclo di vita: materie prime → coltivazione → trasformazione → produzione del tensioattivo → trasporto → formulazione → confezionamento → utilizzo → fine vita. Questo è proprio il principio alla base della Life Cycle Assessment (LCA), una metodologia che permette di valutare gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita di un prodotto. Uno studio di LCA sugli alchil poliglucosidi utilizzati in cosmetica ha mostrato, per esempio, che l'impatto complessivo non dipende soltanto dal processo con cui viene prodotto il tensioattivo, ma anche dalla provenienza delle materie prime, dal loro trasporto, dalla formulazione del cosmetico, dal packaging e dalla fase di utilizzo. Quindi, per riassumere, possiamo dire che il Decyl Glucoside ha alcune caratteristiche ambientali interessanti, ma la sua vera sostenibilità va valutata considerando l'intera filiera. E l'olio di palma? Qui entra in gioco un altro aspetto interessante. Alcuni alcoli grassi utilizzati nella produzione degli APG possono derivare da oli vegetali, compreso l'olio di palma o di palmisto. Questo non significa automaticamente che “il Decyl Glucoside faccia male all'ambiente”. Significa che la provenienza della materia prima può influenzare in modo importante il bilancio ambientale. Lo studio LCA sugli APG ha mostrato proprio quanto la produzione della componente grassa possa incidere sull'impronta complessiva e come le modalità di coltivazione e il cambiamento d'uso del suolo possano modificare significativamente l'impatto climatico. Ecco perché, quando si parla di ingredienti “green”, mi piace sempre fare un passo indietro. Non esistono ingredienti magici. Esistono ingredienti con determinate caratteristiche, filiere più o meno virtuose e formulazioni più o meno attente. Decyl Glucoside nell'autoproduzione Ed eccoci alla parte per la quale suppongo tu sia qui! Il Decyl Glucoside è una materia prima molto interessante anche per chi si avvicina all'autoproduzione di detergenti. È infatti possibile utilizzarlo in diverse formulazioni detergenti liquide, sia per la persona sia per la casa. Ed è proprio uno dei tensioattivi che utilizzo nei miei laboratori. Nei workshop e guide pratiche dedicate ai detergenti per il viso, per esempio, lavoriamo sulla formulazione di prodotti detergenti destinati alla pelle, pratendo proprio da questo tensioattivo. Lo utilizziamo anche nei laboratori e guide pratiche dedicate ai detergenti naturali per bagno e bucato e ai detergenti per la cucina, dove diventa interessante vedere come la stessa materia prima possa inserirsi in formule con obiettivi completamente diversi. Quello che mi piace dell'autoproduzione, però, non è soltanto portarsi a casa un prodotto fatto con le proprie mani. È capire perché quel prodotto funziona. ➡️ Perché abbiamo scelto un tensioattivo? ➡️ Che differenza c'è tra un tensioattivo e un altro? ➡️ Perché ne utilizziamo più di uno? ➡️ Cosa cambia se modifichiamo la concentrazione? ➡️ E come possiamo scegliere gli ingredienti non soltanto perché “suonano naturali”, ma perché hanno una funzione precisa? Per me, è proprio qui che l'autoproduzione smette di essere semplicemente una raccolta di ricette e diventa formulazione consapevole. Dove imparare a usare il Decyl Glucoside? Se vuoi provare a formulare detergenti in autonomia, nei miei workshop di autoproduzione lavoriamo proprio su questo approccio: non solo facciamo il prodotto, ma impariamo a conoscere le materie prime e a capire il ruolo che hanno nella formula. E se preferisci imparare con i tuoi tempi, nei miei Formulari PDF trovi formulazioni e indicazioni pratiche per sperimentare a casa in modo più consapevole. Ho dedicato materiali specifici anche alla formulazione di detergenti, così puoi approfondire il mondo dei tensioattivi partendo dalla pratica. Perché, alla fine, è questo che mi interessa dell'autoproduzione: non preparare semplicemente qualcosa “fatto in casa”, ma sapere che cosa stiamo facendo e perché. E il Decyl Glucoside è un ottimo esempio. Dietro un nome che leggiamo distrattamente su un'etichetta c'è una piccola storia fatta di chimica, materie prime vegetali, formulazione, biodegradabilità e impatto ambientale. FAQ sul Decyl Glucoside Il Decyl Glucoside è naturale? Il Decyl Glucoside viene prodotto attraverso trasformazioni chimiche a partire da materie prime che possono essere di origine vegetale, come zuccheri e alcoli grassi. Per questo è più corretto parlare di ingrediente bio-based piuttosto che definirlo semplicemente “naturale”. Il Decyl Glucoside è biodegradabile? Il Decyl Glucoside appartiene alla famiglia degli alchil glucosidi, che mostra una buona biodegradabilità nei test di laboratorio. Questo è un aspetto ambientale positivo, ma non significa che il suo impatto complessivo sia nullo. Il Decyl Glucoside è delicato? È ampiamente utilizzato nei detergenti destinati alla pelle e può essere inserito in formulazioni delicate. Tuttavia, la tollerabilità dipende dalla formula complessiva. Inoltre, studi recenti mostrano che gli alchil glucosidi possono causare sensibilizzazione allergica in alcune persone. Dove si trova il Decyl Glucoside? Può essere presente in detergenti viso, shampoo, detergenti corpo, detergenti intimi, prodotti per la pulizia delle mani e detergenti per la casa. Si può usare il Decyl Glucoside nell'autoproduzione? Sì! È una materia prima utilizzata anche nella formulazione di detergenti liquidi autoprodotti. Va però inserita all'interno di una formula corretta, rispettando concentrazioni, pH, conservazione e tutte le indicazioni di sicurezza necessarie. Il Decyl Glucoside è ecologico? Ha caratteristiche interessanti dal punto di vista ambientale, tra cui l'origine da materie prime rinnovabili e la buona biodegradabilità degli alchil glucosidi. Tuttavia, la sostenibilità dipende dall'intero ciclo di vita, compresa la provenienza delle materie prime, la produzione, il trasporto, il packaging e l'utilizzo finale. Fonti scientifiche per la redazione di questo articolo Fiume M. M. et al. (2013), “Safety assessment of decyl glucoside and other alkyl glucosides as used in cosmetics”, International Journal of Toxicology. Rastogi R. (2021), “Fate of Alkyl Polyglucosides in the Environment”, Journal of Cosmetic Science. Guilbot J. et al. (2013), “Life cycle assessment of surfactants: the case of an alkyl polyglucoside used as a self emulsifier in cosmetics”, Green Chemistry. “Environmental Impacts of Biosurfactants from a Life Cycle Perspective: A Systematic Literature Review” (2022). “Contact Allergy to Alkyl Glucosides: A Review – Part 1” (2026).
- Risciacquo acido: il segreto naturale per capelli lucidi, morbidi e senza crespo
Il risciacquo acido è una fase un po' sconosciuta ma molto efficace nella nostra routine di bellezza naturale, perfetta per ottenere capelli brillanti, sani e morbidi. Fattori come lo shampoo, la temperatura dell’acqua (calda) e il pH dei prodotti detergenti possono causare l’eccessiva apertura delle cuticole del capello, lasciandolo crespo, opaco e spento. Ecco allora che il risciacquo acido viene in nostro soccorso! Vediamo insieme in cosa consiste, come realizzarlo in casa e come utilizzarlo correttamente per un risultato efficace. Cos’è il risciacquo acido e a cosa serve La struttura esterna del capello è simile ad una spiga di grano: se le “spighe” (le cuticole) rimangono chiuse e compatte, il capello appare protetto, liscio e brillante. Durante il lavaggio, però, le cuticole si aprono a causa del calore e del pH alcalino dei detergenti, facendo apparire i capelli spenti e ruvidi. In più, il calcare dell’acqua del rubinetto si deposita sulla superficie, rendendoli più duri e crespi. Il risciacquo acido consiste quindi nell’effettuare l’ultimo risciacquo con acqua fredda leggermente acidificata con aceto, succo di limone o acido citrico (ingredienti con pH molto acido). Il suo scopo è quello di ripristinare il pH naturale dei capelli e a rimuovere i residui di calcare, lasciandoli lucenti e setosi. Come fare un risciacquo acido Per fare un risciacquo acido bastano pochi ingredienti comuni e naturali. ⚠️ Prima di passare alle ricette, una piccola accortezza: attenzione a non esagerare con la quantità di ingrediente acido, non deve prevalere in percentuale rispetto all'acqua. La quantità di acido rimane molto ridotta proprio per evitare di seccare la fibra capillare. Ecco tre metodi semplici per realizzare il tuo risciacquo acido in casa. 1️⃣ Risciacquo acido con aceto 1 litro di acqua fredda 1 cucchiaio di aceto (di vino o di mele). L’aceto contiene acido acetico, minerali, vitamine e zuccheri che "idratano" e lucidano i capelli. Non temere per l’odore: una volta asciutti, non si sentirà più! Se sei sensibile agli odori forti, scegli l’aceto di mele — ha un profumo più delicato e un pH più vicino a quello dei capelli. Volendo puoi anche decidere di aromatizzare il tuo aceto con erbe aromatiche, agrumi o spezie per aggiungere un tocco di profumo alla tua ricetta! 2️⃣ Risciacquo acido con succo di limone 1 litro di acqua fredda 1 cucchiaio di succo di limone (filtrato) Ideale per chi non sopporta l’odore dell’aceto. 3️⃣ Risciacquo acido con acido citrico È la soluzione più ecologica e inodore (e che personalmente preferisco). L’acido citrico, derivato dal limone, si presenta come una polvere bianca molto concentrata. ⚠️L'acido citrico puro è molto irritante a contatto con gli occhi: quando prepari la tua soluzione utilizza dei guanti! 1 litro d’acqua fredda 1/2 cucchiaino di acido citrico. Usa il risciacquo acido alla fine della tua routine, dopo shampoo e balsamo.È ideale quando i capelli appaiono opachi o stressati — dopo il mare, una tinta o un periodo intenso. È la tocco finale che regala brillantezza immediata e leggerezza. Nota sulla conservazione del risciacquo acido Conserva la tua soluzione in una bottiglia oscurata (se possibile) e ti consiglio anche di aggiungere un conservante antibatterico (come il Cosgard o simili) per conservarlo il più a lungo possibile. Se vedi apparire sul fondo dei filamenti, significa che il tuo prodotto non è più utilizzabile. Smaltiscilo versandolo nel WC. Quando e come applicare il risciacquo acido sui capelli Si può usare dopo ogni shampoo e dopo il balsamo o la maschera. Versa direttamente (o con l'aiuto di uno spruzzino) la soluzione sui capelli partendo dal cuoio capelluto e lasciala scorrere sulle lunghezze. Massaggia di modo da assicurarti che il liquido si sparga omogeneamente su tutti i capelli. Non serve risciacquare di nuovo: è proprio l’ultimo step del lavaggio dei capelli. Se lavi i capelli molto spesso, alterna il risciacquo acido a un idrolato naturale per non seccarli troppo. Ecco alcune alternative: Idrolato di rosmarino → tonificante, rinforzante e lucidante; perfetto per capelli grassi o con forfora. Idrolato di amamelide → lenitivo e rinfrescante, ottimo per cuoio capelluto secco o irritato. Idrolato di camomilla → ravviva i riflessi dorati e calma le irritazioni; adatto anche in caso di eczema o psoriasi. Domande frequenti sul risciacquo acido 👉 Il risciacquo acido rovina i capelli? No, se ben diluito non danneggia. Tuttavia, usarlo troppo spesso (più volte a settimana) può seccare i capelli più fini o secchi. L'ideale è utilizzarlo una volta a settimana o dopo una tinta o henné. 👉 Meglio aceto o limone per il mio risciacquo acido? Non c'è una reale differenza sostanziale. Utilizza quello che hai già in casa! 👉 Devo fare il risciacquo acido prima o dopo il balsamo? Dopo, è l’ultimo passaggio che permette di sigillare le cuticole e trattenere i nutrienti. 👉 Il risciacquo acido aiuta contro il crespo? Sì, chiudendo le cuticole i capelli risultano più lisci, luminosi e meno crespi — soprattutto i ricci o mossi. 👉 Il risciacquo fa durare di più il colore o l’henné? Assolutamente sì. Chiudendo le cuticole, i pigmenti restano intrappolati nel capello più a lungo, mantenendo la tinta più viva e duratura. Spero che proverai a realizzare anche tu questa semplice ricetta naturale di cura dei capelli! Se hai qualsiasi dubbio o domanda, non esitare a chiedere! Io sono qui. A presto🫧 Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti e qui invece troverai i videocorsi registrati che potrai seguire tranquillamente da casa e con i tuoi tempi!
- Ricetta burro corpo nutriente per tutti i tipi di pelle
Ecco una semplice e personalizzabile ricetta di burro corpo nutriente. Trattandosi di un prodotto solido, basta spalmarlo sulla pelle appena usciti dal bagno o dalla doccia (o anche direttamente sotto la doccia!). La barretta si scioglie leggermente al contatto con la pelle, rendendo l'applicazione facile e veloce. Pelle bella e nutrita all'orizzonte! Preparazione Conservazione Resa (grammi) Ideale per 10 minuti 12 mesi Variabile Tutti i tipi di pelle Photo © Les mauvaises herbes Elenco degli ingredienti 33%: 1 parte* di olio vegetale bio a scelta (cocco, girasole, canapa) 33%: 1 parte* di burro vegetale bio a scelta (cacao, karité, mango) 33%: 1 parte* di cera d'api bio grattugiata/a pezzi (per l'alternativa vegetale usarne circa la metà) Vitamina E (conservante antiossidante facoltativo) Fecola di mais (al massimo per il 10% del volume totale di oli e burri per ottenere un prodotto finito più secco all'applicazione) Oli essenziali (facoltativi, circa lo 0.5% del totale) Stampo in silicone * Per "parte" si intende la quantità in volume di vostra scelta. Ad esempio può essere di 1 cucchiaio da zuppa o di 1 cucchiaino da té. La scelta è tua! Come realizzare il tuo burro corpo nutriente per la pelle Sciogliere la cera e il burro nell'olio a bagnomaria. Una volta fusi, togliere dal fuoco. Se lo si desidera, aggiungere la vitamina E, gli oli essenziali e l'amido di arrowroot. Mescolare bene. Versare in stampi in silicone per muffin. Mettere in frigorifero. Sformare dopo alcune ore e solo quando il prodotto si è completamente raffreddato. Ecco fatto. È semplicissimo! 💡 TIP! 💡Pensi che il prodotto finito sia troppo duro, troppo morbido o troppo grasso? Questo può accadere a seconda degli ingredienti scelti. Rimetti tutto a bagnomaria e regola gli ingredienti ad occhio, se necessario. Niente va sprecato! Pulizia degli attrezzi Il tuo migliore amico quando si tratta di pulire gli utensili è l'acqua bollente. Per questo motivo, evita (se possibile) utensili realizzati con materiali che non tollerano bene il calore. Ecco qualche consiglio utile! Rimuovere la maggior parte dei residui attaccati agli utensili con un panno o un tovagliolo di carta prima che si solidifichino. Metti gli utensili (e il panno!) in acqua bollente (la cera d'api ha un punto di fusione di 62 gradi Celsius, quindi l'acqua deve essere molto calda per staccarla). Una volta rimossi la cera e il grasso, lavare normalmente con il sapone per i piatti. Burro solido per il corpo: come si usa? Dopo essere usciti dalla doccia o dal bagno (ma a me piace un sacco usarlo ancora sotto l'acqua, appena prima di uscire), strofinare la barretta sulla pelle leggermente umida. Distribuire con le mani, massaggiando delicatamente. Il massaggio aiuterà il prodotto a penetrare nella pelle. Conservare in un barattolo ermetico al riparo dalla luce e dall'umidità. Questa ricetta ti è piaciuta? Non esitare a condividerla e a realizzarla con amici, colleghi, parenti e persone a te care! Se provi a farla a casa non esitare a farmi sapere come ti trovi e per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi qui: Francesca 🫧 Corsi di sapone & cosmesi artigianale (@ecodalia) Un abbraccio forte, Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧
- Ricetta balsamo labbra colorato all'Alcanna
Tra le ricette di cosmesi DIY non possono mancare i balsami e burri labbra. Questa ricetta di balsamo labbra molto semplice ed efficace è arricchita da un po' di colore: grazie all'alcanna questo balsamo dona alle labbra un delicato colorito rosso/rosato. Da provare per nutrire ed abbellire le nostre labbra quest'inverno! Preparazione Conservazione Resa (grammi) Ideale per 40 minuti 6 mesi 10 grammi (1 stick) Tutti i tipi di pelle Photo © Herbal Academy Si ritiene che il nome "alcanna" (Alkanna tinctoria) derivi dall'arabo al-hinna, letteralmente "l'henné", a testimonianza della sua comparsa e del suo uso storico. In Egitto, Medio Oriente e India, l'alcanna veniva utilizzata come colorante rosso, al posto o in combinazione con l'henné (Lawsonia inermis). Mentre la pianta dell'henné non poteva essere coltivata in Europa, l'alcanna sì, e divenne un colorante popolare oltre che un colorante cosmetico (Miczak, 2001). L'alcanna ha anche qualità antimicrobiche, emollienti e rigeneranti, per cui è un'ottima aggiunta ad un balsamo per le labbra. Questo balsamo è idratante per le labbra ed ha anche un bel colore rosso! In base alla profondità del colore che si desidera ottenere, regola la quantità di polvere di radice di alcanna per un risultato personalizzato! ⚠️ Non ha la resa di un rossetto, lascia solo le labbra leggermente più colorite. Elenco degli ingredienti (per 1 stick labbra da 10g) 1,9g radice di alcanna in polvere (9,7%) 5,1g olio di cocco (25,6%) 5,9g olio di oliva (29,7%) 2,4g burro di karité (11,8%) 4,1g cera d'api (20,5%) 0,3g vitamina E liquida (1,3%) 3 gocce di olio essenziale a scelta (facoltativo,1,3%) contenitore stick o vasetto Come realizzare il tuo balsamo labbra colorato Unire l'alcanna in polvere, l'olio di cocco, l'olio d'oliva e il burro di karité a bagnomaria a fuoco basso (o una ciotola di vetro o ceramica su una piccola casseruola di acqua bollente), mescolando di tanto in tanto fino a completo scioglimento. La colorazione rossa della radice inizierà a saturare immediatamente l'olio. Utilizzare un termometro da cucina per monitorare la temperatura, mantenendola al di sotto dei 48/49°C. Una volta che il burro si è sciolto, mantieni la miscela di olio calda per consentire ai pigmenti dell'alcanna di saturare l'olio. Cuocere a fuoco lento a bagnomaria per circa 30 minuti: tieni d'occhio il livello dell'acqua in modo che non evapori completamente. Togliere dal fuoco e filtrare attraverso diversi strati di garza fine o un filtro da caffè naturale per separare l'olio dalla polvere di alcali. Rimettere l'olio filtrato a bagnomaria e aggiungere la cera d'api, riscaldando fino a quando non si scioglie. Togli dal fuoco e lascia raffreddare un po', quindi aggiungi l'olio di vitamina E e l'olio essenziale (se lo utilizzi). Versare in barattoli o tubetti e lasciar raffreddare. Una volta raffreddati, etichettare e datare i balsami labbra. Questa preparazione va conservata per circa 6 mesi in un luogo fresco e asciutto (dura più a lungo, se conservata in frigorifero). Questa ricetta ti è piaciuta? Non esitare a condividerla e a realizzarla con amici, colleghi, parenti e persone a te care! Se provi a farla a casa non esitare a farmi sapere come ti trovi e per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi qui: Francesca 🫧 Corsi di sapone & cosmesi artigianale (@ecodalia) Un abbraccio forte, Francesca
- Ricetta: unguento al miele per alleviare il prurito (ideale per pelli secche, con dermatite o psoriasi)
Mi capita solo d'inverno, da dicembre a marzo: uno sfogo dietro alla schiena, bello rosso e che mi provoca un prurito fastidiosissimo. Con me ha funzionato, ecco perchè ho deciso di condividere in questo articolo la ricetta di un unguento al miele per alleviare il prurito. Cominciamo! Proprietà benefiche del miele per la pelle In questa ricetta uno degli ingredienti fondamentali è il miele. Ecco un breve elenco delle buone ragioni per utilizzare il miele nelle preparazioni cosmetiche fatte in casa. Proprietà antibatteriche Il miele è noto fin dall'antichità per le sue proprietà antibatteriche: impedisce la proliferazione batterica, virale o fungina grazie a un enzima, la glucosio ossidasi, che produce perossido di idrogeno (come l'acqua ossigenata), un antisettico naturale. Inoltre, ha un basso contenuto di proteine, che impedisce ai batteri di crescere. Infine, la sua acidità ostacola la moltiplicazione dei batteri, completando la sua azione antibatterica. Può essere utilizzato a questo scopo sulla pelle o ingerito per le vie respiratorie o digestive. Proprietà cicatrizzanti Il miele ha proprietà curative, che ne giustificano ancora una volta l'uso sulla pelle. Spesso usato come antisettico per trattare le ferite, rigenera il tessuto cutaneo per una buona guarigione. Questa azione è dovuta alla sua elevata osmolarità: il miele attira l'acqua e drena la linfa e il plasma verso l'esterno, eliminando i detriti e pulendo la ferita. Proprietà antiossidanti Grazie alla presenza di numerosi flavonoidi, il miele ha un notevole potere antiossidante, in quanto questi neutralizzano i radicali liberi, avendo così un effetto benefico nella prevenzione di alcuni tumori e malattie cardiovascolari. Va notato inoltre che il miele “scuro”, più ricco di flavonoidi e fruttosio, è più efficace per queste proprietà terapeutiche. Proprietà cosmetiche Utilizzato fin dall'antichità per le cure di bellezza, il miele ha un pH vicino a quello della pelle (tra 4 e 6) e la sua ricca composizione lo rende un eccellente emolliente, ammorbidente e tonico! Nutre le cellule, favorisce il rinnovamento cellulare e aiuta a mantenere la pelle giovane. Vettore per gli oli essenziali È un aspetto a cui non si pensa subito, ma che può essere molto utile: il miele è un'ottima soluzione per diluire gli oli essenziali e fungere da vettore per il loro utilizzo (sia sulla pelle che ingeriti). Ricetta: unguento al miele per alleviare il prurito (ideale per pelli secche, con dermatite o psoriasi) Ecco la ricetta che utilizzo personalmente per alleviare il prurito. Puoi decidere di personalizzare la ricetta scegliendo tra gli ingredienti ideali per pelli problematiche che ho elencato in questo articolo. Attrezzatura per l'autoproduzione Per realizzare questo unguento avremo bisogno di: Una bilancia digitale ad alta precisione; Una ciotola (acciaio, vetro temperato tipo Pyrex o ceramica) per sciogliere gli ingredienti a bagnomaria; Casseruola in acciaio inox/padella per preparare il bagnomaria; Alcuni cucchiaini per aggiungere gli ingredienti; Strofinacci o carta assorbente per pulire eventuali fuoriuscite; Tieni a portata di mano un paio di guanti da forno o delle presine per maneggiare gli strumenti caldi. Un grembiule da cucina (per proteggere i vestiti da possibili schizzi). Un'etichetta (dove scriverai data e composizione dello stick). Un contenitore da almeno 30ml (un vasetto di una crema ben pulito e passato con l'alcool andrà benissimo). Ingredienti (per 30g) FASE A (da sciogliere insieme a bagnomaria) 8% Cera d'api o di riso - 2,4g 30% Oleolito di calendula in mandorla - 9g 40% Olio di jojoba - 12g 20% Miele - 6g FASE B (da aggiungere fuori fuoco) 0,8% Olio essenziale di lavanda vera - 0,3g 1,2% Vitamina E - 0,4g Procedimento Pesare gli ingredienti della fase A, eccetto il miele, e metterli a bagno maria. Quando la cera si sarà sciolta negli oli, ancora a bagnomaria aggiungere il miele, fino a completo scioglimento. Togliere la ciotola dal fuoco e aggiungere gli ingredienti della fase B. Versare il composto nel contenitore. Lasciar riposare in frigo dai 40 ai 60 minuti. Etichettare il barattolo (con nome del prodotto e data di produzione) ed utilizzare. Spero che tu riesca a provare ad autoprodurre questa ricetta e, soprattutto, che ti dia davvero sollievo! Per qualsiasi cosa resto a disposizione, non esitare a lasciare un commento all'articolo se hai bisogno di chiarimenti! Un abbraccio, Francesca🫧 Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧
- Ricetta: sapone di "Marsiglia" fatto in casa
In questo articolo ti spiego come realizzare in casa il sapone di marsiglia (100% olio di oliva) profumato alla lavanda. Una ricetta perfetta se non ha mai realizzato il sapone! Semplicissima e rapida da produrre. Sapone di marsiglia: ingredienti (per 1kg di sapone circa) 1kg di Olio - di oliva (vergine, extravergine, come preferisci). Se scegli un altro olio, bisognerà ricalcolare il coefficiente di saponificazione (rapporto olio-soda) 134 gr di soda caustica (idrossido di sodio) 300gr di acqua demineralizzata – l’acqua è il nostro solvente che permetterà la reazione chimica di saponificazione. Non è necessario che sia pura, puoi recuperare l’acqua del condizionatore o deumidificatore. Anche l’acqua del rubinetto va bene, purché non sia troppo dura, altrimenti rischierà di creare dei difetti nel sapone. 10ml di olio essenziale (opzionale). In questo caso ho scelto l'olio essenziale di lavanda. 1 cucchiaio di amido di mais (opzionale - per fissare la profumazione dell’olio essenziale) Elementi decorativi (arance essiccate, petali di rosa o lavanda, semi di papavero, coloranti naturali… dai sfogo alla tua creatività!) Sapone di marsiglia: strumenti di lavoro Per quel che riguarda gli strumenti di cui abbiamo bisogno, assicurati di avere tutto il necessario prima di iniziare. Per la nostra sicurezza (durante il procedimento, soprattutto durante la manipolazione della soda e del sapone grezzo), è necessario dotarci di: Guanti di gomma; Mascherina per gli occhi (ideali da lavoro, che proteggano bene gli occhi) Mascherina per naso e bocca. Questi sono necessari per proteggerci perché la soda reagisce molto in fretta con i liquidi e l'umidità stessa dell’aria. Cerca di svolgere il procedimento in una stanza dotata di finestre, in modo da far circolare l’aria. Ti consiglio inoltre di vestirti con abiti coprenti: maniche lunghe, pantaloni lunghi, ciabatte/scarpe. Per evitare di bruciarsi in caso di schizzi imprevisti! Per il procedimento avremo invece bisogno di: 1 caraffa in Pyrex (o pentola di acciaio Inox); 1 pentola in acciaio Inox (con i bordi alti) - deve essere resistente al calore (no alluminio o ghisa); 1 cucchiaio di legno (che poi adibirai esclusivamente alla produzione del sapone); 1 tazza 1 bilancia elettronica; 1 frullatore ad immersione; 1 Stampo in silicone; Carta da forno; Coperta in pile/lana; Carta da giornale (se hai bisogno di proteggere il piano da lavoro) Grembiule da cucina (per non sporcarci i vestiti). Sapone di marsiglia: procedimento. Per il procedimento completo, ti lascio guardare il video che ho realizzato per Impatto APS in collaborazione con “Il laboratorio dell’Autoproduzione”. La ricetta che ti proporrò oggi infatti è tratta dal loro sito www.autoproduco.it (l’autrice è Arianna Avenali) e dal libro di Elisa Nicoli “Bolle in libertà” (ora disponibile come "Pulizie Creative"). Una volta versato il sapone nello stampo, copri il tutto con della carta da forno (che potrai riutilizzare per i prossimi saponi), e avvolgi nelle coperte. Lascia riposare almeno 24 ore prima di togliere dallo stampo (in modo che si solidifichi bene). Passate le 24 ore, si può tagliare la forma. IMPORTANTE: È necessario lasciar stagionare (in "cura") il nostro sapone almeno 1 mese prima di poterlo usare. Mantenerlo avvolto nella carta da forno, lasciar riposare in un logo secco, arieggiato e non colpito dalla luce diretta. Come hai potuto vedere, fare il sapone è molto più semplice di quel che si pensi. Ancora una volta, ringrazio Elisa Nicoli e il Laboratorio di autoproduzione per aver condiviso con noi questa fantastica ricetta 🙏 Spero che questa ricetta ti sia piaciuta! Non esitare a provarla a casa e fammi sapere nei commenti come ti viene! Per qualsiasi dubbio o curiosità sono a disposizione 🫧 Alla prossima, Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧Francesca
- Come fare una crema naturale per il viso (emulsione): guida completa all'autoproduzione
Ti appassiona il fai-da-te? Fai tutto tu: il tuo deodorante, il tuo sapone, il tuo shampoo... Ora sei prontə a fare la tua crema naturale per il viso! Fare una crema per il viso è sorprendentemente divertente, ultra soddisfacente e, soprattutto, molto più facile di quanto si possa pensare! Basta avere fiducia in se stessə, prendersi il tempo necessario e iniziare. Con questo articolo vorrei farti scoprire il meraviglioso mondo delle creme per il viso fatte in casa: una vera e propria guida completa all'autoproduzione naturale per prenderti cura della tua pelle! Ho un sacco di cose da dirti quindi... partiamo! Un po' di teoria: differenze tra crema, burro e unguento. Sì, ogni termine si riferisce a un tipo specifico di prodotto per la cura della pelle. Vale la pena di fare un po' di chiarezza, perché, credimi, i fraintendimenti possono causare molti problemi. Burri e unguenti per il corpo Sia i burri che gli unguenti sono costituiti interamente da ingredienti grassi (la cosiddetta fase oleosa): oli vegetali, burri vegetali e cere. Sono prodotti semplici, nutrienti, protettivi e versatili che non presentano particolari difficoltà di produzione. Si può facilmente preparare un burro per il viso con qualche misurino e cucchiaio. Quando si tratta di preparare le creme, invece, le cose sono drasticamente diverse! Inoltre, burri e unguenti sono tendenzialmente molto stabili e non presentano particolari problemi di conservazione perché non contengono acqua. L'acqua è il luogo in cui si sviluppano batteri e muffe. Poiché i burri e gli unguenti sono composti solo da una fase oleosa, questo non è un problema e non necessitano obbligatoriamente di conservanti. L'unico rischio che possono correre è l'irrancidimento degli oli/burri, dovuti all'esposizione ad alte temperature e/o alla luce diretta. Insomma, con una corretta conservazione del prodotto il gioco è fatto. I burri e gli unguenti sono quindi più protettivi e unti rispetto alle creme che vengono assorbite dalla pelle più velocemente (ed evaporano altrettanto rapidamente). Le creme Una crema è composta da due fasi, una fase oleosa e una fase acquosa: fase oleosa: olii vegetali, burri vegetali, cere; fase acquosa: acqua, idrolato, succo e gel di aloe vera, glicerina vegetale. Poiché le molecole di acqua e olio/grasso non si combinano naturalmente, è necessario un agente aggiuntivo (emulsionante) per amalgamare le gocce di acqua e olio e creare quindi un'emulsione. Inoltre, a causa della presenza di acqua, è essenziale utilizzare un conservante per proteggere il prodotto da batteri e muffe. I batteri e le muffe, come dicevamo poco fa, crescono proprio nell'acqua! Grazie alla sua composizione, una crema offre alla pelle "idratazione" (apporto di acqua dall'esterno) e protezione, oltre a una finitura più leggera e meno grassa. Tuttavia, a volte le creme non sono sempre abbastanza ricche per proteggere o nutrire la pelle (ad esempio in inverno, nei cambi di stagione, nelle attività sportive, nel doposole, ecc.) In queste situazioni, l'ideale sono invece i burri e gli unguenti. La preparazione di una crema richiede molta più cura e precisione rispetto al burro o all'unguento. Questo tipo di produzione prevede la pesatura precisa di tutti gli ingredienti, la sterilizzazione del piano di lavoro e degli strumenti e il rispetto delle fasi di produzione e delle temperature. Come fare una crema naturale per il viso (emulsione): gli ingredienti Vediamo nel dettaglio gli ingredienti che possiamo utilizzare per realizzare una crema naturale per il viso (o per il corpo). Fase oleosa Nella fase oleosa possiamo inserire qualsiasi tipo di olio o di burro vegetale. A seconda della scelta che faremo (che sia un olio grasso, un olio secco o un burro), il colore, le proprietà e la texture della nostra crema cambierà. Durante i miei corsi di autoproduzione della crema consiglio sempre di combinare almeno due oli, di modo da arricchire la crema e aggiungere quante più proprietà benefiche possibile. Quando realizzo un'emulsione, in particolare da applicare sul viso, mi piace lavorare solo con gli oli (liquidi), evitando quindi i burri, proprio perché voglio mantenere una finitura leggera, che la pelle possa assorbire rapidamente. Il mio approccio si basa sempre sul "comincia con quello che hai in casa", quindi per scegliere gli oli ti consiglio di partire con quelli che hai già in cucina: olio di oliva (olio grasso), olio di girasole (olio secco), olio di riso (olio secco), olio di cocco (olio grasso). Sono tutti oli molto versatili, che non hanno prezzi esorbitanti e che possiamo utilizzare tranquillamente anche nell'ambito alimentare. Se hai una pelle sensibile, puoi dare un'occhiata a questa lista di ingredienti per fare la tua scelta. Fase acquosa Nella fase acquosa possiamo inserire qualsiasi ingrediente liquido. In cosmesi naturale i più utilizzati sono acqua (demineralizzata di preferenza), idrolato (di qualsiasi tipo), gel di aloe, glicerina. A me piace mixare un po' di acqua con un po' di idrolato (a me piacciono tanto l'idrolato di fiori d'arancio, di rosa, di tea tree e di lavanda). Poi ci aggiungo qualche goccia di glicerina vegetale che, essendo un umettante, aiuta la pelle a trattenere l'umidità più a lungo (quindi la pelle ci mette di più a seccarsi dopo l'applicazione della crema). Emulsionante Esistono due tipi di emulsionanti: emulsionanti olio-acqua (O/W): rivestono le gocce di olio con l'acqua e sono utilizzati per ottenere creme leggere e fluide (ad esempio, crema da giorno, crema per il corpo). Sono i più comuni e versatili, di solito io scelgo l'Olivem 1000, di origine 100% vegetale (dall'oliva). emulsionanti acqua-in-olio (W/O): rivestono le gocce d'acqua con l'olio e sono tipicamente utilizzati per ottenere creme ricche e dense (ad esempio, crema da notte, creme solari). Contrariamente a quanto molte persone credono, le cere non sono emulsionanti, bensì agenti addensanti. Puoi comunque creare una "crema" con la cera, il procedimento è un pochino più lungo ma possibile. Qui trovi una ricetta da provare se vuoi :) Conservanti Come anticipavo nei paragrafi precedenti, dove ci sono oli/burri c'è il rischio di irrancidimento e dove c'é acqua c'é il rischio di proliferazione batterica. Ecco perché nelle ricette di crema naturale si consiglia fortemente l'utilizzo di conservanti: antiossidante (come la Vitamina E liquida) per la fase oleosa; antibatterico (come il Cosgard o altri) per la fase acquosa. Addittivi Oltre agli ingredienti fondamentali che abbiamo appena citato, puoi decidere di arricchire la tua crema con altri ingredienti, come ad esempio una profumazione. Puoi quindi scegliere tra fragranze cosmetiche (prodotti di laboratorio che sono comunque tastati per l'utilizzo sicuro sulla cute) oppure gli oli essenziali, ideali per apportare ulteriori proprietà benefiche alla tua crema. Scegli la profumazione che desideri, nel caso degli oli essenziali fai solo attenzione ad evitare quelli di agrumi, essendo fotosensibili (reagiscono a contatto diretto con la luce). Autoproduzione di una crema naturale per il viso (emulsione): il procedimento Ed ora è tempo di scoprire come si realizza una crema naturale! Vediamo le fasi principali per l'autoproduzione di una crema naturale per il viso (o per il corpo). 1. Sterilizzare l'attrezzatura Per mantenere la crema fresca per diversi mesi, è necessario disinfettare le attrezzature di produzione, la superficie di lavoro e il contenitore in cui verrà conservata la crema. A differenza dei cosmetici anidri (privi di acqua) come balsami, burri e unguenti, la presenza di acqua nella crema crea un ambiente favorevole allo sviluppo di batteri e muffe. Per questo motivo, utilizzo di solito l'alcol isopropilico al 70% (o alcol per sfregamento, disponibile in farmacia). Utilizzo un flacone spray per spruzzare l'alcol sugli strumenti prima di asciugarlo con un pezzetto di carta assorbente o un panno pulito. Più spesso lo lascio evaporare naturalmente. 2. Preparare degli ingredienti Nelle ricette gli ingredienti sono divisi in tre parti chiaramente identificate: la fase acquosa (ingredienti che contengono o sono solubili in acqua) la fase oleosa (ingredienti che contengono o sono solubili nei grassi) la fase di raffreddamento (ingredienti sensibili al calore che devono essere aggiunti alla fine della ricetta, quando la temperatura è scesa). Gli ingredienti per la fase acquosa e per la fase oleosa devono essere riscaldati in contenitori separati, ma possono trovarsi nello stesso calderone/bagnomaria. È possibile pesare gli ingredienti direttamente nel contenitore in cui verranno riscaldati. Il rapporto tra le quantità di fase acquosa, fase oleosa ed emulsionante deve essere rispettato per ottenere un'emulsione che tenga insieme; per questo è fondamentale pesare gli ingredienti con una bilancia di precisione piuttosto che misurarli con cucchiai o a goccia. Purtroppo, una bilancia da cucina (1 g o 0,1 g) non è abbastanza precisa o sensibile per la preparazione della crema! 3. Riscaldare gli ingredienti Le due fasi (acquosa e oleosa) devono essere riscaldate a una temperatura di circa 85°C. La temperatura della fase oleosa sale abbastanza rapidamente, mentre quella della fase acquosa sale un po' più lentamente. L'importante, in questa fase, è che la fase oleosa raggiunga almeno 85°C e che, quando si uniscono, le due fasi siano alla stessa temperatura o quasi. Non importa quindi se una delle fasi supera gli 85°C di qualche grado. 4. Emulsionare le due fasi Per fare l'emulsione si possono usare solo due strumenti: un mini frullino elettrico con la sua punta deflocculante (la rotellina di metallo), oppure un frullatore a immersione (quello che si usa per fare la minestra!). Non è possibile utilizzare un montalatte, uno sbattitore per uova, un frullatore a immersione o altri strumenti. L'effetto della mini frusta e del frullatore è quello di tagliare le particelle di acqua e di grasso, oltre che di mescolarle; è questo che crea un'emulsione omogenea che si tiene insieme! 5. Raffreddamento Prima di aggiungere gli ingredienti sensibili al calore (conservanti e oli essenziali/profumazioni), lasciar raffreddare la crema a una temperatura di 40°C (104°F) o meno. Ti consiglio di mettere l'emulsione in un bagnomaria a freddo per accelerare il processo. Mescolare regolarmente l'emulsione con una piccola paletta in modo che si addensi uniformemente e non si formino grumi. In questa fase non utilizzare una mini frusta o un mixer a mano. Quando l'emulsione è sufficientemente densa è il momento di aggiungere gli ingredienti per la fase di raffreddamento: il conservante e gli ingredienti attivi sensibili al calore (come gli oli essenziali o altre vitamine). È meglio aspettare che la crema si raffreddi completamente prima di invasarla o di metterle un coperchio, ma a parte questo, è pronta per l'uso! Spero che questa guida ti abbia dato tutte le indicazioni necessarie per realizzare correttamente una crema naturale per il viso o per il corpo. Se vuoi metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di crema e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi di autoproduzione che propongo in presenza e online. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo della crema naturale e della cosmesi DIY 🫧 Francesca
- Domande frequenti sulla produzione della crema fai da te per viso/corpo (emulsione olio in acqua O/W)
Quanto dura una crema fatta in casa? Posso usare la crema per il corpo anche sul viso? Come posso migliorare la texture della mia crema? Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono chieste più frequentemente durante i miei corsi di crema fai da te per viso/corpo. Ho deciso di raccogliere tutte le domande (e relative risposte) in questo articolo, che aggiornerò nel tempo. Per facilitare la lettura ho raccolto le domande per macro-tematiche. Se hai altre domande sulla fabbricazione della crema (emulsione olio in acqua - O/W), non esitare a scriverle nei commenti! Formulazione & composizione di una crema fai da te Nella mia crema devo per forza usare sia un liquido che un olio/burro? Sì, quando si parla di crema c'é sempre una fase acquosa e una oleosa. Se ci fosse solo una fase grassa allora si tratterebbe di un burro corpo. In questo articolo ho spiegato nel dettaglio come realizzare una crema (emulsione). Nella mia crema posso usare qualsiasi tipo di liquido? Sì. I liquidi più utilizzati per la realizzazione di un crema si utilizzano acqua distillata, oppure infusi di erbe filtrati o ancora idrolati o gel di aloe vera. Nella mia crema posso usare qualsiasi tipo di olio e burro? Sì. I grassi più utilizzati per la realizzazione di una crema sono gli oli vegetali (liquidi) perché hanno un'ottima resa di texture leggera per la crema. Se utilizzi dei burri (es. karité, cacao), più questi sono solidi più incideranno sulla consistenza finale della crema. Posso sostituire alcuni ingredienti con altri? Si. Diversi ingredienti sono intercambiabili nelle ricette di creme, come gli oli essenziali, che si possono sostituire con altri, purché si rispettino le quantità e le raccomandazioni per questi particolari ingredienti. Lo stesso vale per gli oli vegetali, i burri e gli idrolati. Posso usare la cera al posto dell'emulsionante? Sni. La consistenza della crema cambia a seconda dell'emulsionante scelto. La cera non è un vero e proprio emulsioanante, è un agente di consistenza che ci aiuta ad ottenere una texture cremosa. Tuttavia non è semplicissima da usare per la realizzazione di una crema, poiché bisogna fare attenzione alle temperature. Se ti va di provare ad usare la cera, qui trovi una ricetta che ho già testato e che mi piace molto. Posso preparare una crema senza un mini frullino o un mixer / una bilancia di precisione / un termometro? Meglio di no. Come in molte discipline, per ottenere i migliori risultati è necessario disporre degli strumenti giusti! Le ricette delle creme richiedono precisione e accuratezza (di più rispetto a saponi o burri solidi per esempio). Posso raddoppiare, triplicare o quadruplicare la ricetta che ho? Sì, si può anche dividere la ricetta per lavorare su quantità più piccole (es. 30g è l'ideale per testare una ricetta!). La mia crema non è bianca! Cosa ho fatto di sbagliato? Non hai sbagliato nulla! Gli oli vegetali pigmentati (olio di oliva extra vergine, canapa, olivello spinoso, camelina, carota, ecc.) e alcuni additivi (es. oli essenziali) possono apportare un colore diverso alla crema. Questo è perfettamente normale! Se invece la tua crema appena prodotta è bianca e poi cambia colore significa che è successo qualcosa che potrebbe aver compromesso il prodotto stesso... La mia crema è troppo liquida, cosa posso fare? Dopo l'emulsione, la crema è talvolta molto liquida, quasi come un latte. Questo è perfettamente normale perché la temperatura è ancora alta. La crema deve raffreddarsi prima di raggiungere la sua vera consistenza, il che può richiedere fino a 24 ore. Non farti prendere dal panico e non continuare a emulsionare per più di 3 minuti. Se, nonostante tutto, la crema rimane liquida, significa che c'è stato un errore nelle misurazioni o nell'emulsione. Fa tutto parte del processo di apprendimento! Non arrenderti! La mia crema va fuori fase (si separa). Qual è il problema? In questo caso ci sono diverse possibilità: Hai cambiato troppo la ricetta. Sì, è possibile sostituire un olio vegetale con un altro. Lo stesso vale per gli idrolati e gli oli essenziali, nelle stesse quantità. Tuttavia, ogni ingrediente ha comunque una composizione leggermente diversa, che sia per gli acidi grassi che costituiscono gli oli oppure per la texture che li caratterizzano. Queste piccole differenze messe assieme possono fare la differenza e compromettere la produzione. Ispirati alle ricette che già conosci e fai dei piccoli cambiamenti alla volta per vedere che cosa succede! Il peso degli ingredienti è sbagliato o impreciso. Assicurati di pesare correttamente ogni ingrediente con una bilancia di precisione. La precisione è fondamentale in questo tipo di autoproduzione! La fase acquosa è evaporata troppo durante il riscaldamento. Metti un coperchio sul contenitore contenente la fase acquosa; questo limiterà l'evaporazione e recupererà la maggior quantità possibile di fase acquosa. L'emulsione non è stata realizzata con l'attrezzo giusto. I frullini montalatte sono perfetti, ma se usi una frusta elettrica non è detto che l'emulsione si faccia correttamente. Gli ingredienti non hanno raggiunto la temperatura giusta. Se troppo fredde o troppo calde le due fasi rischiano di non riuscire ad emulsionarsi correttamente. La crema è stata emulsionata troppo a lungo o troppo poco. Ti consiglio di emulsionare per 2 o 3 minuti al massimo. La crema era troppo calda o troppo fredda. È stata portata in giro in una borsa nel bel mezzo di un'ondata di caldo? È stata lasciata in macchina? È stata messa in frigorifero? Un'emulsione deve essere conservata a temperatura ambiente. Confezionamento e conservazione della crema fai da te Devo per forza usare i conservanti? Sni. I conservanti sono sempre opzionali, ma garantiscono una conservazione ottimale fino a 6/12 mesi. Se decidi di non utilizzare i conservanti, tieni la tua crema in frigo nei periodi estivi e cerca di consumarla entro un paio di settimane. Posso sostituire il conservante antibatterico con la vitamina E? No. La vitamina E è un antiossidante, non un antibatterico. Prolunga la durata di conservazione di una crema rallentando l'irrancidimento degli oli, ma non ha alcun impatto sullo sviluppo di batteri e muffe. Essendoci una fase acquosa e una oleosa è quindi bene utilizzare sia un antibatterico che un antiossidante. Cosa succede se non inserisco un conservante nella mia crema? Se si utilizza una crema scaduta o non conservata bene, si possono rischiare gravi infezioni cutanee. Sempre meglio usare i conservanti! Quanto tempo si conserva la crema fatta in casa? Se hai seguito alla lettera la ricetta, la tua crema si conserverà tranquillamente per almeno 6 mesi. A seconda degli oli che scegli potrebbe durare di più o di meno. Gli oli di canapa o di rosa mosqueta, per esempio, tendono ad irrancidire rapidamente. Come posso conservare correttamente la mia crema fatta in casa? Per sicurezza, assicurati di conservarla in un luogo asciutto a temperatura ambiente, lontano dalla luce diretta del sole. Puoi optare per un contenitore a pompa per ridurre il contatto tra le mani e il prodotto. Se utilizzi un barattolo, è possibile rimuovere la crema con una piccola spatola o con le mani accuratamente lavate e asciugate. In ogni caso, meglio il contenitore protegga bene dalla luce (quindi bene ambrato, satinato o completamente coprente). Infine, non dimenticarti di apporre un'etichetta sul contenitore annotando la data di fabbricazione della crema e gli ingredienti usati! Come posso capire se la mia crema è andata a male? Se la crema cambia rapidamente colore, consistenza o odore, è meglio buttarla via. Vedi un piccolo rivolo d'olio sulla superficie della crema? Niente panico: mescola per amalgamarla bene. Se invece vedi molta acqua sul fondo del contenitore, l'emulsione non è riuscita e la crema potrebbe essere contaminata. Ti consiglio di buttarla via. Altre domande Posso usare la mia crema sia sul viso che sul corpo? Certamente. Non c'è scritto da nessuna parte che non si possa fare. Una crema fatta con emulsione olio in acqua (O/W) tende ad essere piuttosto leggera, per questo è ideale per l'utilizzo sul viso dove la pelle è in grado di assorbirla rapidamente. Puoi usarla anche sul corpo, ovviamente ti renderai conto che sul corpo non rimarrà a lungo e dovrai quindi applicarla più spesso per mantenere la pelle ben protetta e nutrita. Hai altre domande che vorresti farmi sulla crema fai da te? Lascia un commento a questo articolo! Vuoi imparare a fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi naturale? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧Francesca
- Deodorante naturale: funziona davvero?
Se hai provato i deodoranti naturali e sei rimastə delusə dalle loro prestazioni nel combattere il sudore e l'odore corporeo, allora questo articolo è proprio giusto per te! Per scoprire se un deodorante naturale (acquistato o fatto in casa) funziona davvero, la prima vera domanda da porsi è: cos'è il sudore? Una volta compreso il ruolo del sudore, possiamo scegliere i deodoranti naturali giusti per lavorare in sintonia con le nostre esigenze particolari. Il sudore corporeo ha uno scopo primordiale anche se i tabù odierni e i condizionamenti sociali hanno messo fine ad affrontare il tema del sudore in modo ragionato. La sudorazione ha una funzione fondamentale nel raffreddare il nostro corpo quando abbiamo caldo o siamo sotto stress. Il suo altro ruolo di segnalazione di "lotta o fuga" suggerisce come l'homo sapiens funzionasse millenni fa. Solo una volta compreso il ruolo del sudore, possiamo scegliere i deodoranti naturali giusti per lavorare in sintonia con le nostre esigenze personali. Se acquisti antitraspiranti o deodoranti normali e tradizionali, probabilmente li scegli per il loro profumo e la loro forza. Tuttavia, ci sono molti più fattori in gioco nel decidere quale prodotto ci si addice. Usare lo stesso deodorante o antitraspirante per tutti non è necessariamente l'approccio migliore né il più salutare per mascherare l'odore corporeo né per il nostro benessere generale. Per approfondire: in questo episodio viene intervistata Ada Juristovski, co-fondatrice e CMO di Nala Care, un marchio di deodoranti naturali e personalizzati con sede a Vancouver, in Canada. Ada ci offre una visione approfondita e illuminante degli aspetti fisiologici e psicologici del sudore e, nel processo, ci aiuta a comprendere meglio il sudore in modo da poter scegliere opzioni più sane e personalizzate per la nostra routine quotidiana di cura personale. Perché si suda? Il deodorante è un prodotto che interviene nel momento in cui desideriamo limitare i cattivi odori dovuti dalla sudorazione. La prima domanda che sorge spontanea allora è... Perché si suda? La sudorazione è un processo naturale, fisiologico, che serve per la regolazione della temperatura corporea. Evaporando, il sudore raffredda la superficie del corpo e la mantiene alla giusta temperatura. Ecco perché quando l'organismo è surriscaldato reagisce con la produzione di sudore che, appena emesso, non ha alcun odore ma può trasformarsi in cattivo odore in seguito all'azione della flora batterica sull'epidermide, dovuta al contatto con l'aria. Quali sono le cause del cattivo odore? Le cause del cattivo odore del sudore sono molteplici, ma sicuramente la principale fonte è la presenza di microbi e batteri che colonizzano la cute. Il cattivo odore della pelle può essere legato a numerosi fattori tra cui: cattiva alimentazione: ciò che mangi influenza l'odore naturale del tuo corpo. Avere un'alimentazione scorretta è sinonimo di dieta non bilanciata e quindi priva di nutrienti che permettono il corretto funzionamento dei processi fisiologici del corpo. In questo senso, sarebbe meglio evitare il consumo di cibi processati o particolarmente piccanti che possono far alzare la temperatura del corpo e provocare una sudorazione eccessiva oltre ad aumentare l'acidità nell'organismo che altera il Ph e rende difficile l'espulsione delle tossine. Meglio prediligere una dieta sana ricca di frutta e verdura e povera di grassi. Meglio evitare anche bevande alcoliche e che contengono caffeina. Assunzione di farmaci, come antidepressivi o la pillola anticoncezionale. Cambiamenti ormonali, come la pubertà, la menopausa, ciclo mestruale. Tessuti sintetici: l'intensità dell'odore non dipende solo dalla quantità di batteri presenti, ma anche dalla fibra a contatto con la nostra pelle. Utilizzare tessuti sintetici come nylon, poliestere o acrilico, aumenta la possibilità di proliferazione dei batteri che restano trattenuti tra le fibre. Meglio quindi scegliere tessuti di fibra naturale che permettono una buona traspirazione, come il cotone, il lino o la canapa. Ansia e stress: essere esposti a situazioni di ansia e stress può portare ad una eccessiva sudorazione con il conseguente rischio di emanare un odore sgradevole ed aumentare la sensazione di malessere e di disagio. Come scegliere il deodorante naturale giusto per te? La prima cosa da fare per ridurre i cattivi odori è quella di avere una buona igiene personale ed utilizzare dei prodotti delicati che rispettino il ph fisiologico della pelle. L'igiene personale è uno dei passaggi fondamentali per il mantenimento di un buono stato di salute della cute e del corpo in generale. Utilizzare prodotti per la detersione troppo aggressivi potrebbe implicare un'alterazione delle normali difese della pelle, provocando la proliferazione dei batteri naturalmente presenti sulla nostra cute. È opportuno quindi utilizzare un buon detergente a ph leggermente acido tra 5 e 5,5 che sia capace di pulire a fondo la pelle senza seccarla o irritarla, a base di tensioattivi naturali poco schiumogeni e facilmente risciacquabili. Dopo aver deterso la pelle è bene assicurarsi che le ascelle, zone più soggette alla sudorazione, siano completamente asciutte prima di applicare un prodotto cosmetico, poiché l'umidità attira maggiormente i batteri. A questo punto intervengono i cosiddetti deodoranti che ci permettono di: prevenire la formazione di odori sgradevoli; tenere sotto controllo l'azione sulla microflora batterica. Il deodorante in sé non è concepito per eliminare il sudore ma per neutralizzarne gli eventuali effetti negativi senza alterare alcun equilibrio fisiologico. Un'azione del tutto differente è invece quella svolta dai cosiddetti antitraspiranti, prodotti in grado di ostacolare e bloccare il riversamento del sudore sull'epidermide. Questo tipo di azione, bloccando un naturale processo del corpo, può in realtà essere all'origine di diversi problemi ed è per questo che sarebbe sana abitudine preferire i deodoranti agli antitraspiranti. Tra gli ingredienti più comunemente presenti con funzione antitraspiranti troviamo i sali di alluminio, utilizzati appunto per ridurre la fuoriuscita del sudore. Il loro potere antitraspirante occlude i pori della pelle: ti ricordo che la traspirazione è un processo fisiologico fondamentale per mantenere una normale temperatura corporea ed espellere le tossine... I deodoranti che troviamo comunemente in commercio nelle varie formulazioni (stick, gel, spray, crema) contengono spesso alcol e profumazioni che possono provocare allergie, irritazioni cutanee o arrossamenti della pelle. L'ideale è quindi preferire un deodorante delicato che rispetti il ph della tua pelle e nello stesso tempo possa offrire freschezza e protezione per scacciare i cattivi odori. Depilare le zone più soggette alla sudorazione è un ulteriore consiglio da poter applicare, poiché i peli in eccesso intrappolano i batteri aumentando quindi la probabilità di emanare un cattivo odore. Ok ma quindi: il deodorante naturale funziona? Come avrai capito non esiste una risposta univoca, ma quello che possiamo affermare con certezza è che: tuttə sudiamo in misura diversa e in situazioni diverse. I nostri stili di vita, il nostro consumo di acqua, l'assunzione di farmaci e così via possono influenzare i nostri livelli di sudorazione e su base giornaliera. Sii più consapevole di ciò che ti fa sudare di modo da controllare alcune delle condizioni scatenanti. Le formule dei deodoranti naturali di solito includono e si basano sull'ingrediente neutralizzante degli odori, il bicarbonato di sodio, che è altamente alcalino e quindi non adatto alle pelli più delicate e sensibili. In alternativa cerca un deodorante a base di ossido di zinco (maggiormente tollerabile e altrettanto efficace). Anche altri ingredienti giocano un ruolo enorme nell'efficacia dei deodoranti naturali. L'olio di cocco è naturalmente antibatterico (quindi ottimo nei deodoranti), l'olio di Canapa, ad esempio, ha proprietà di riduzione dello stress, quindi per deduzione ha anche il potenziale per ridurre le occasioni in cui potremmo sudare. Posso realizzare in casa il mio deodorante naturale? Certamente! Ed è anche molto semplice. Gli ingredienti chiave del deodorante (in crema) fatto in casa sono: 🥥 Olio di cocco: antibatterico, dalla consistenza solida e penetrante. Si può anche sostituire con un olio dalle proprietà simili, come l'olio di cumino nero. In questo caso, sarà necessario aggiungere più cera per mantenere una consistenza solida. 🍯 Cera d'api o di soia: solidifica la preparazione e stabilizza le polveri per evitare che cadano sul fondo del barattolo. 💛 Burro di karité: per proteggere la pelle e limitare le irritazioni causate dal bicarbonato. 🌽 Amido di mais: per assorbire l'umidità, senza impedire la naturale traspirazione. ⚡ Bicarbonato di sodio: antibatterico, ma attenzione alle irritazioni. Per evitare irritazioni: utilizza il bicarbonato alimentare molto fine; aggiungi burro di karité per lenire la pelle; sostituisci in parte o del tutto il bicarbonato con l'ossido di zinco, più delicato. ⚪ Ossido di zinco: ammorbidisce la formula e mantiene l'efficacia antibatterica. Deve essere setacciato prima dell'uso per evitare grumi. 🌿 Oli essenziali (EO): antibatterici, ma da dosare con attenzione. Ecco quelli più consigliati per la loro funzione antibatterica: Tea tree Palmarosa* Lavanda vera Petitgrain bigarade Cipresso Rosmarino Eucalipto Sandalo (efficace, ma costoso) *Non adatto alle donne in gravidanza. **Fotosensibilizzatori: non preoccupatevi se non vi abbronzate le ascelle 😉 e a basse dosi. Se vuoi metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di crema e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi di autoproduzione che propongo in presenza e online. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo della cosmesi naturale DIY 🫧 Francesca
- Shampoo solidi naturali: come scegliere quello giusto per te
Negli ultimi anni, gli shampoo solidi naturali hanno conquistato sempre più spazio nelle nostre docce. Pratici, compatti e privi di plastica, promettono capelli puliti e un pianeta un po’ più leggero. Ma chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di prodotto si trova spesso in un piccolo… labirinto! Capelli unti, effetto ceroso, o al contrario troppo secchi. Perché succede questo? E come possiamo evitarlo? La risposta è semplice: non tutti gli shampoo solidi sono uguali. In questo articolo ti aiuto a capire le differenze tra le due grandi famiglie di shampoo solidi naturali e come scegliere quello ideale per te (e per i tuoi capelli). INDICE DELL'ARTICOLO 1. Due tipi di shampoo solidi naturali: sapone o detergente? 2. Come capire quale tipo shampoo solido stai usando? 3. Quale shampoo solido naturale scegliere per i tuoi capelli? 4. Il mio consiglio per te. 💫Mini guida alla transizione verso lo shampoo solido 1. Due tipi di shampoo solidi naturali: sapone o detergente? Sotto lo stesso nome “shampoo solido” si nascondono in realtà due prodotti molto diversi, con ingredienti, pH e risultati differenti. Vediamoli insieme! Shampoo solido saponificato a freddo (SAF) È un vero e proprio sapone formulato per i capelli. Nasce quindi da una reazione di saponificazione tra oli vegetali, burri e una soluzione di soda caustica (idrossido di sodio), che trasforma i grassi in sali e glicerina. Il risultato è un detergente naturale, nutriente e artigianale con le seguenti caratteristiche: Aspetto: liscio, simile a una saponetta. pH: alcalino (circa 9). Vista la basicità di questo tipo di shampoo, viene solitamente consigliato un risciacquo acido dopo l'utilizzo per riportare il pH del cuoio capelluto al suo pH originario. Ingredienti tipici di composizione (esempi): olio d’oliva, olio di cocco, burro di karité, oli essenziali, macerati di erbe. Shampoo solido con tensioattivi delicati In questo caso, niente saponificazione. Si parte da un tensioattivo già pronto, derivato da fonti vegetali (come il Sodium cocoyl isethionate – SCI o il Sodium coco sulfate – SCS), e lo si unisce a oli, burri e polveri botaniche e/o minerali. Uno shampoo solido fatto in questo modo avrà le seguenti caratteristiche: Aspetto: più compatto e granuloso, spesso modellato in stampi o presse. pH: neutro o leggermente acido, più vicino a quello della pelle. Ingredienti tipici di composizione (esempi): SCI (o altro tensioattivo), burro di mango, olio di argan, polvere d’ortica, argilla bianca. 2. Come capire quale tipo shampoo solido stai usando? L'unico modo per scoprire con chiarezza quale tipo di shampoo solido stai usando è quello guardare la lista degli ingredienti (INCI): Se trovi nomi come Sodium Olivate, Sodium Cocoate o Glycerin, è un sapone saponificato a freddo. Se leggi Sodium cocoyl isethionate, Sodium coco sulfate o simili, si tratta di uno shampoo con tensioattivi delicati. Un altro trucco? La texture: il sapone è particolarmente liscio e opaco, mentre il secondo tipo è più “compattato” e grana fine. Se non sai come leggere le etichette (ti posso capire, spesso sono incomprensibili a prima vista!), ho preparato qui una guida alla lettura delle etichette cosmetiche. 3. Quale shampoo solido naturale scegliere per i tuoi capelli? Entrambi possono essere ottime opzioni, tutto dipende dal tuo tipo di capello, dall’acqua che usi e dalle tue abitudini. Shampoo saponificato a freddo (SAF) Vantaggi 100% naturale e biodegradabile Economico e spesso artigianale (puoi realizzarlo anche tu in casa!) Può essere usato anche sul corpo Dura a lungo Svantaggi pH alcalino → richiede un risciacquo acido Non sempre compatibile con capelli fini o acqua dura Può lasciare una sensazione cerosa Ideale per: capelli spessi, ricci o secchi, chi ama i prodotti artigianali e semplici. Shampoo solido con tensioattivi delicati Vantaggi pH equilibrato, simile a quello dei capelli Funziona bene anche con acqua dura o fredda Risultato leggero e pulito, come uno shampoo tradizionale Facile da personalizzare (puoi realizzarlo tu e scegliere una gran parte degli ingredienti in funzione del tuo tipo di capelli) Svantaggi Prezzo più alto del sapone-shampoo Più difficilmente biodegradabile (a seconda del tensioattivo che viene usato potrebbe non essere consigliato l'usare direttamente in natura) Ideale per: chi ha capelli fini, tendenza al grasso, o vuole passare facilmente da uno shampoo liquido a uno solido. 4. Il mio consiglio per te Se sei alle prime armi con i cosmetici solidi, inizia da uno shampoo con tensioattivi delicati: è più simile a quello a cui sei abituatə, facile da risciacquare e con risultati più immediati. Quando avrai preso confidenza, potrai sperimentare con gli shampoo saponificati, più artigianali e autentici, ma anche un po’ più “selvaggi”. Ricorda: il segreto è sempre ascoltare i tuoi capelli. Ogni cuoio capelluto reagisce in modo diverso, e l’unico modo per trovare il tuo shampoo ideale è… provare! ✨ In sintesi: Ci sono due tipi di shampoo solidi naturali: uno è un sapone artigianale, l’altro un detergente delicato. Nessuno è “migliore” in assoluto: tutto dipende dal tuo tipo di capello e dalle tue esigenze. Entrambi ti aiutano a ridurre la plastica e gli imballaggi, a scegliere ingredienti più consapevoli e prenderti cura del Pianeta. 💫 Mini guida alla transizione verso lo shampoo solido Passare a uno shampoo solido è un piccolo gesto quotidiano che può avere un grande impatto sulla tua pelle, sui tuoi capelli e sul Pianeta. Ma come ogni cambiamento, anche i capelli hanno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi.Ecco come accompagnare la transizione con dolcezza e pazienza. 1️⃣ Comprendi la differenza Se hai sempre usato shampoo liquidi tradizionali, i tuoi capelli sono abituati a siliconi, filmanti e agenti leviganti che “mascherano” lo stato reale della fibra capillare. Quando li elimini, i capelli devono disintossicarsi: possono risultare più opachi, pesanti o “strani” per qualche lavaggio. È normale! Fa parte del processo di riequilibrio naturale del cuoio capelluto. 2️⃣ Scegli lo shampoo giusto per te 👉 Se hai capelli fini o tendenti al grasso, inizia con uno shampoo solido a base di tensioattivi delicati (SCI, SCS, ecc.): sarà più simile a uno shampoo liquido classico. 👉 Se ami l’artigianalità e hai capelli secchi o ricci, puoi sperimentare con uno shampoo saponificato a freddo (SAF), ricordandoti di abbinare un buon risciacquo acido. 3️⃣ Aggiungi il risciacquo acido È il segreto per chi usa shampoo solidi naturali! Aiuta a riequilibrare il pH, chiudere le cuticole e donare lucentezza e morbidezza. Trovi tutto quello che ti serve sapere sul risciacquo acido qui. 4️⃣ Idrata e nutri Durante la fase di transizione, alterna lavaggi con impacchi leggeri o balsami naturali (ad esempio con gel d’aloe, oli leggeri o idrolati). Questo aiuta i capelli a ritrovare elasticità e brillantezza. 5️⃣ Sii paziente e osserva Ogni chioma ha i suoi tempi. La transizione può durare da 2 a 6 settimane, a seconda del tipo di capelli e dell’acqua della tua zona. Ascolta la tua cute, varia le ricette e non scoraggiarti: una volta superata la fase iniziale, i tuoi capelli saranno più forti, leggeri e vivi! 🌿 Bonus tip Per non sprecare il tuo shampoo solido, conservalo all’asciutto tra un lavaggio e l’altro. Appoggialo su una griglia o in un portasapone drenante: durerà molto di più così! In sintesi: La transizione allo shampoo solido è un piccolo viaggio di adattamento, ma il risultato è una chioma più naturale, un cuoio capelluto più sano e una routine più sostenibile. E tu, usi già uno shampoo solido? Se sì, quale hai scelto? E se invece ancora non lo hai fatto: che cosa ti blocca dall'usarlo? Ti leggo con piacere nei commenti! Un abbraccio🫧 Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi. Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie guide complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti e qui invece troverai i videocorsi registrati che potrai seguire tranquillamente da casa e con i tuoi tempi!












