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5 miti da sfatare sulla cosmesi fatta in casa

Quando si vuole iniziare a realizzare i propri cosmetici in casa ci si imbatte molto spesso in falsi miti e preconcetti che limitano la nostra creatività (e voglia di fare). Vediamo insieme 5 miti da sfatare sulla cosmesi fatta in casa per iniziare subito con il piede giusto!




1. Sono necessarie molte attrezzature costose

È uno dei falsi miti più frequenti. Per decenni, gli spot pubblicitari dell'industria della bellezza mainstream hanno avuto come protagonisti persone in camice da laboratorio. Ma questo non significa che lə formulatorə casalingə abbia bisogno di un laboratorio costoso ed attrezzato professionalmente per creare cosmetici sicuri ed efficaci.


Per fortuna questo falso mito è molto semplice sfatare! Quando si è alle prime armi si lavora da casa, spesso sul piano della cucina, e si può sperimentare l'autoproduzione con circa cinque o dieci attrezzature facilmente reperibili. Molti degli oggetti necessari sono utensili da cucina già noti, come mini fruste, ciotole e padelle in acciaio inox, cucchiai, ciotole di vetro ed una fonte di calore come una piastra elettrica, o il normale piano cottura. Fino a qui nessun grande investimento insomma!


Se l'autoproduzione ti appassiona e con il tempo di rendi conto di applicarti spesso e con costanza, a quel punto allora ti consiglio di acquistare un nuovo set di attrezzature di base e di non utilizzare utensili da cucina di uso comune. Questo per garantire un maggiore livello di igiene. Se poi diventa il tuo lavoro, il tuo laboratorio dovrà rispettare le norme di igiene e di sicurezza previsti dalla legge.





2. Non si può autoprodurre se non si rispettano le norme di igiene e sicurezza

Le Buone Pratiche di Fabbricazione (Good Manufacturing Practices) sono un elenco di linee guida che regolano la salute, la sicurezza, i processi e le procedure necessarie per la produzione. Esistono requisiti specifici che devono essere rispettati nella produzione di cosmetici destinati alla vendita, e anche le giurisdizioni nazionali hanno le loro normative da rispettare (in Italia, tra le varie, la legge 713/86).


Anche se questo può sembrare scoraggiante per noi, piccolə formulatorə domesticə, è perfettamente possibile aderire alle GMP nel proprio laboratorio o spazio di lavoro in casa. La maggior parte delle linee guida sono di comune buon senso, come ad esempio garantire un'illuminazione e una ventilazione adeguate, tenere separati i prodotti scaduti e quelli di scarto dalle nuove scorte, indossare dispositivi di protezione individuale adeguati (come guanti e mascherina), conservare una documentazione dettagliata su ogni lotto formulato e così via.


Ti consiglio di familiarizzare con le GMP il prima possibile nel corso delle tue sperimentazioni. In questo modo, quando (se) penserai di vendere i tuoi cosmetici, sarai già abituatə a lavorare senza problemi secondo queste regole.



3. I prodotti fatti in casa non si conservano bene

La definizione di "conservare" è quella di mantenere qualcosa così com'è, soprattutto per evitare che si comprometta, decomponga o venga danneggiato. Se per il sapone non ci sono regole particolari da seguire per conservalo correttamente (il sapone non scade mai e la maggior parte degli oli ha un bassissimo rischio di irrancidimento), se inizi a spignattare su prodotti di cosmesi, è sicuramente importante che tu conosca le pratiche e gli ingredienti di conservazione.


Termini come antiossidante e conservante non dovranno mai mancare nelle tue ricette a base di olio e di acqua. Gli antiossidanti rappresentano un gruppo di sostanze chimiche in grado di rallentare l'ossidazione che può causare la degradazione - irrancidimento, cambiamento di colore e odore e instabilità - di un prodotto cosmetico.


Gli oli sono soggetti all'ossidazione in misura variabile, a seconda della loro composizione e dei loro profili di acidi grassi. È comune trovare quindi la vitamina E aggiunta alle emulsioni e alle formulazioni anidre (che non contengono acqua) per le sue proprietà antiossidanti. Altri antiossidanti vegetali comunemente utilizzati nei cosmetici derivano dal melograno, dall'uva e dal tè verde.


Sebbene gli antiossidanti contribuiscano a mantenere un cosmetico nello stato originale desiderato, non agiscono come e non devono essere confusi con i conservanti, che sono una categoria separata di ingredienti cosmetici con uno scopo diverso.


I conservanti hanno lo scopo di prevenire la contaminazione microbica di un prodotto attraverso la crescita di batteri, muffe e lieviti. Gli antiossidanti non impediscono la crescita di questi contaminanti microbici che possono essere nocivi e potenzialmente pericolosi per la vita. I cosmetici a base di acqua e contenenti acqua e anche alcuni cosmetici anidri e secchi in polvere richiedono un sistema conservante efficace e per questa funzione viene comunemente utilizzato il Cosgard.


In conclusione, se vengono previsti degli antiossidanti e/o conservanti nelle ricette che lo richiedono, le tue creazioni si conserveranno alla perfezione!



4. I cosmetici fatti in casa non sono funzionano bene

Questo falso mito vuol dire tutto e niente. Partiamo da un presupposto fondamentale.

Siamo abituati ad utilizzare saponi e prodotti cosmetici carichi di ingredienti spesso poco salutari ma che garantiscono una resa "almeno apparente" quasi perfetta.

Il fatto di avere i capelli brillanti e morbidissimi al tatto non significa che lo shampoo (ad esempio) che stiamo utilizzando stia facendo del bene al nostro corpo sul lungo termine. È possibile che il prodotto in questione contenga siliconi di origine petrolchimica che invece di far respirare i capelli (sembra che siano in piena salute) li sta soffocando per dare la sensazione di perfezione.


Il passaggio da saponi e cosmetici industriali a quelli naturali (anche acquistabili in commercio, non per forza autoprodotti) é sempre un po' traumatico perché dobbiamo lasciare che, con il tempo, il nostro corpo ed i nostri capelli si disintossichino e ritornino al loro stato originario.

Per questo, a volte abbiamo l'impressione che i cosmetici naturali siano meno efficaci di quelli cui siamo sempre stati abituati. Il mio consiglio spassionato? Lasciati il tempo di ripartire da zero!


Ovviamente é sempre possibile che la ricetta che stai realizzando non faccia per te e non risponda ai bisogni della tua pelle e dei tuoi capelli: starà a te adattare la formula perché sia efficace sul tuo corpo!





5. L'autoproduzione é senza rischi

Vero sì, ma solo a condizione di rispettare le regole di produzione e di sicurezza (soprattutto quando si manipolano ingredienti pericolosi come la soda caustica) e di procurarsi gli ingredienti attraverso negozi o siti web specializzati, meglio se a basso impatto ambientale e sociale.


È importante (e sempre meglio) conoscere il proprio tipo di pelle (secca, grassa, mista, normale) prima di iniziare a preparare un prodotto adatto per la cura della pelle.


Prima di utilizzare a grandi dosi un prodotto di cosmesi che hai appena autoprodotto é sempre meglio testarlo su una piccola parte del corpo (ad esempio sul braccio, parte interna del gomito per esempio) per verificare di non sviluppare una reazione allergica.


 

Spero di aver risposto ad alcuni dubbi che, forse, ti frenavano dal buttarti a capofitto sull'autoproduzione. Se hai altre domande o preoccupazione non avere paura di chiedere, sono a tua disposizione!


Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca







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