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- Cosa c'è dentro... il latte detergente?
Il latte detergente è il detergente ideale per le pelli sensibili e reattive. A differenza del gel detergente o dell' acqua micellare , la sua forza risiede nella lipofilia : essendo un'emulsione (un mix di acqua e sostanze grasse), rimuove lo sporco "per affinità", sciogliendo il sebo e il trucco senza intaccare le difese naturali della pelle. In questo articolo cerco di guidarti nella scelta del latte detergente ideale per la tua pelle a partire... dall'etichetta! Guida al latte detergente: pulizia per affinità e nutrimento Se il gel "sgrassa", il latte detergente "accoglie". È il prodotto di predilezione per chi ha la pelle secca, matura o molto sensibile , ma va scelto con cura per evitare ingredienti occlusivi o poco dermocompatibili. Vediamo insieme le categorie di ingredienti che troveremo in un latte detergente tipo. 1. La fase acquosa (Aqua) Rappresenta solitamente la percentuale maggiore del prodotto (60-80%). Serve a dare freschezza e a sciogliere le impurità idrosolubili. Come ingredienti comuni in questa fase possiamo trovare : acqua demineralizzata, idrolati (come acqua di rose o di amamelide) o succo d’ aloe vera (lista non esaustiva). 2. La fase oleosa (lipidi) È la parte "detergente" vera e propria per affinità: l'olio scioglie il trucco e il sebo . Serve anche a lasciare la pelle morbida dopo il risciacquo (per questo è un detergente indicato per le pelli sensibili). In questa fase troviamo gli oli vegetali (es. mandorle dolci, argan, jojoba), burri (es. karité) o oli sintetici leggeri (come il caprylic/capric triglyceride) per un tocco meno unto. Cosa evitare: Se cerchi una scelta consapevole, evita la Paraffinum Liquidum (paraffina) o il Petrolatum . Non sono pericolosi di per sè ma sono derivati del petrolio che, sebbene inerti, non apportano nutrienti e possono risultare troppo pesanti. 3. Emulsionanti Fondamentali per tenere insieme l'acqua e l'olio, che altrimenti si separerebbero. Nel latte detergente si usano spesso emulsionanti che danno una texture "lattea" e fluida . In etichetta li troverai scritti come Cetearyl alcohol, Glyceryl stearate , o derivati dello zucchero ( Cetearyl glucoside ). 4. Tensioattivi: pochissimi e delicati Il latte detergente non deve fare schiuma. I tensioattivi presenti servono solo a permettere all'acqua di sciacquare via la parte grassa. Tra i tensioattivi accettati bio troverai spesso il Sodium Stearoyl Glutamate o il Cetearyl Glucoside , che agiscono anche da emulsionanti, mantenendo la texture cremosa e vellutata. Altri emulsionanti comuni sono il Coco-glucoside o Decyl glucoside (derivati dal cocco e dallo zucchero). 5. Sostanze funzionali (attivi) Il latte detergente rimane a contatto con la pelle più a lungo rispetto a un gel, quindi gli attivi hanno più tempo per agire. Tra questi potresti trovare Vitamina E (antiossidante), Pantenolo (lenitivo), Acido ialuronico (idratante) o estratti botanici (camomilla, calendula). 6. Additivi Tecnici Servono a mantenere il prodotto sicuro, stabile e piacevole nel tempo. Tra questi troviamo: Conservanti: indispensabili perché c'è acqua (es. Benzyl alcohol, Dehydroacetic acid). Abbiamo quindi bisogno di contenere la crescita batterica e in generale prevenire la contaminazione del prodotto. Regolatori di pH: per rendere il prodotto affine al pH della pelle (circa 5.5). Modificatori reologici: gomme (come la xantana) per decidere quanto deve essere denso il latte. Profumo: per migliorare l'esperienza sensoriale (da evitare per chi ha la pelle particolarmente sensibile o reattiva). Come usare il latte detergente Per ottenere il massimo dal tuo latte detergente , la tecnica di applicazione è fondamentale quanto la scelta del prodotto. A differenza dei detergenti schiumogeni, il latte agisce per affinità : i suoi oli sciolgono il sebo e il trucco senza stressare l'epidermide. Ecco i passaggi da seguire per una detersione viso corretta con il tuo latte detergente : Massaggio a secco: applica una piccola quantità di prodotto direttamente sul viso asciutto o leggermente inumidito. Massaggia con movimenti circolari per circa 60 secondi; il calore delle dita aiuterà a sciogliere anche il trucco più resistente. Rimozione delicata: utilizza un pad in cotone o un panno in microfibra inumidito per asportare il prodotto. Questo passaggio garantisce la rimozione meccanica delle impurità rimosse. Il risciacquo finale: molti pensano che il latte detergente non vada sciacquato, ma è un errore. Un rapido passaggio con acqua tiepida elimina ogni residuo di tensioattivi e sporco, preparando la pelle allo step successivo: il tonico, il siero e/o la crema. Utilizza tranquillamente il latte detergente mattina e sera : questo ti permetterà di mantenere la barriera cutanea intatta, prevenendo rossori e disidratazione! Caso studio: cosa c'è dentro... un latte detergente? In questo articolo prendiamo due casi studio. Partiamo dal primo: il Latte detergente Mandorla e Malva | OMIA . Latte detergente Mandorla e Malva | OMIA Di seguito puoi vedere la lista degli ingredienti (INCI) presente in etichetta. INCI : Aqua , Dicaprylyl Ether** , Glycerin** , Caprylic/Capric Triglyceride** , Glyceryl Stearate Citrate** , Propanediol** , Cetearyl Alcohol** , Caprylyl/Capryl Glucoside** , Prunus Amygdalus Dulcis Oil* , Betaine**, Rosa Damascena Flower Water*, Malva Sylvestris Flower Extract*, Hamamelis Virginiana Leaf Water* , Xanthan Gum**, Chondrus Crispus Powder (Carrageenan)** , Tocopherol , Tetrasodium Glutamate Diacetate, CitricAcid, Phenethyl Alcohol , Ethylhexylglycerin , Potassium Sorbate , Sodium Benzoate , Parfum. da Agricoltura Biologica / from Organic Farming *Origine Naturale / Natural Origin Vediamo più nel dettaglio i singoli ingredienti, organizzati per gruppo funzionale, una breve descrizione della loro funzione e la concentrazione probabile presente in questo prodotto. Gruppo funzionale Ingrediente Funzione Concentrazione Probabile (%) Solvente principale Aqua Base idratante 65% - 75% Emolliente leggero Dicaprylyl Ether Olio "secco" vegetale (tocco setoso) 5% - 10% Umettante Glycerin Trattiene l'idratazione 3% - 5% Fase grassa Caprylic/Capric Triglyceride Olio emolliente derivato dal cocco 3% - 5% Emulsionante Glyceryl Stearate Citrate Unisce la fase acqua e olio 2% - 4% Umettante / Solvente Propanediol Alternativa naturale ai glicoli 1% - 3% Fattore di consistenza Cetearyl Alcohol Alcol grasso (emolliente, non irritante) 1% - 2% Tensioattivo Bio Caprylyl/Capryl Glucoside Detergente ultra-delicato (zucchero) 1% - 2% Olio vegetale nobile Prunus Amygdalus Dulcis Oil Olio di Mandorle (nutriente) 0,5% - 1,5% Attivo Osmoprotettore Betaine Mantiene l'equilibrio idrico 0,5% - 1% Idrolati / Estratti Rosa Damascena, Malva, Hamamelis Azione lenitiva e rinfrescante 0,1% - 1% Viscosizzanti Xanthan Gum, Chondrus Crispus Addensanti naturali (alghe/gomme) 0,1% - 0,5% Antiossidante Tocopherol Vitamina E (protegge gli oli) < 0,2% Sequestrante Tetrasodium Glutamate Diacetate ( alternativa moderna e biodegradabile al vecchio EDTA) Stabilizzante bio-sostenibile ( impedisce ai metalli di far irrancidire il prodotto o di alterarne il colore e la trasparenza) < 0,2% Regolatore di pH Citric Acid Acido citrico (acidificante) < 0,2% Sistema Conservante Sodium Benzoate, Potassium Sorbate Phenethyl Alcohol Ethylhexylglycerin Conservanti sicuri ammessi nel Bio < 1% Per quel che riguarda invece il secondo caso studio, analizziamo il latte detergente struccante viso e occhi | Classic • Palmea . Latte detergente struccante viso e occhi | Classic • Palmea INCI : aqua [water] , caprylic/capric triglyceride, cetearyl alcohol, glyceryl stearate , glycerin , prunus amygdalus dulcis (sweet almond) oil , potassium palmitoyl hydrolyzed wheat protein , phoenix dactylifera (date) fruit extract ** , butyrospermum parkii (shea) butter , chamomilla recutita (matricaria) flower extract , panthenol, helianthus annuus (sunflower) seed oil , tocopherol , xanthan gum , phenethyl alcohol , ethylhexylglycerin , parfum [fragrance], ceratonia siliqua gum , sorbitol, lecithin, linalyl acetate, citric acid, squalene**, sodium benzoate , potassium sorbate, beta-sitosterol. da agricoltura biologica *da olio di girasole***proveniente da San Benedetto del Tronto Gruppo funzionale Ingrediente Funzione Concentrazione Probabile (%) Solvente Aqua Base idratante 60% - 70% Fase grassa (Leggera) Caprylic/Capric Triglyceride Emolliente setoso dal cocco 10% - 15% Fattori di consistenza Cetearyl Alcohol / Glyceryl Stearate Donano la texture cremosa 5% - 8% Umettante Glycerin Idratazione profonda 3% - 5% Olio vegetale Prunus Amygdalus Dulcis Oil, Helianthus annuus (sunflower) seed oil Olio di Mandorle (elasticizzante), Olio di girasole 2% - 4% Tensioattivo Bio-Proteico Potassium Palmitoyl Hydrolyzed Wheat Protein Detergente derivato dal grano (extra-dolce) 1% - 2% Attivo Raro Phoenix Dactylifera Fruit Extract Estratto di Dattero (antiossidante/rimineralizzante) 1% - 2% Burro Vegetale Butyrospermum Parkii Butter Burro di Karité (nutriente) 1% - 2% Estratto Lenitivo Chamomilla Recutita Flower Extract Camomilla (calmante) 0,5% - 1% Pro-Vitamina Panthenol Provitamina B5 (riparatrice) 0,5% - 1% Antiossidanti Tocopherol / Squalene / Beta-sitosterol Complesso protettivo e riparatore 0,1% - 0,5% Viscosizzanti Xanthan Gum / Ceratonia Siliqua Gum Gomme naturali (texture e stabilità) 0,1% - 0,5% Sistema Conservante Phenethyl Alcohol / Ethylhexylglycerin / Sodium Benzoate Mix moderno e dermo-compatibile < 1% Hai notato qualche somiglianza con la formulazione del primo caso studio? Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi su un ingrediente specifico che hai letto sulla tua confezione, scrivimelo nei commenti e lo analizzeremo insieme! Un abbraccio, Francesca
- Cosa c'è dentro... il detergente viso in gel?
Dopo l' acqua micellare , il detergente viso in gel è il prodotto più amato per la detergenza della pelle, specialmente da chi cerca una sensazione di freschezza profonda. Tuttavia, la sua formula a base acquosa richiede un’attenzione particolare agli ingredienti per evitare l'effetto "pelle che tira". Ecco come analizzare l'etichetta del tuo prossimo gel detergente. Come scegliere il detergente gel: focus sugli ingredienti Il gel è un sistema strutturato per pulire per affinità o per contrasto . A differenza dell'acqua micellare (che può non prevederlo), il gel richiede sempre il risciacquo , rendendo la scelta dei tensioattivi ancora più cruciale. 1. I tensioattivi (detergenti) In un gel detergente, i tensioattivi (che hanno il potere lavante) sono più concentrati. Per una scelta consapevole, se hai la pelle secca o delicata evita i prodotti che hanno al secondo o terzo posto del SLES (Sodium Laureth Sulfate) , un tensioattivo molto detergente. Tra i migliori tensioattivi di origine vegetale (estratti da cocco, zucchero o cereali) che posso consigliarti per un detergente viso bio di alta qualità cerca in etichetta: Sodium Cocoyl Glutamate: estremamente delicato, ha un'ottima compatibilità cutanea. Disodium Cocoyl Glutamate: spesso usato come base per gel detergenti destinati a pelli reattive. Coco-Glucoside: molto comune, ideale per chi cerca una detersione efficace ma non irritante. Lauryl Glucoside: leggermente più viscoso, aiuta a dare corpo al gel senza usare polimeri sintetici. Decyl Glucoside: molto usato nei gel per pelli grasse perché pulisce a fondo pur essendo dermo-affine. Coco-Betaine: da non confondere con la sintetica Cocamidopropyl Betaine (che è comunque ammessa in molti disciplinari bio, ma la Coco-Betaine è più "pura" dal punto di vista vegetale). Cocamidopropyl Betaine: un classico della detergenza delicata, spesso abbinato ad altri tensioattivi per bilanciarlo. Capryl/Capramidopropyl Betaine: come abbiamo visto per l' acqua micellare , è eccellente per una pulizia dermo-affine. Sodium Lauroyl Sarcosinate: un tensioattivo "premium", molto delicato e che lascia la pelle setosa (ideale per le pelli mature). Quando leggi l'etichetta di un detergente gel bio, non spaventarti se la schiuma è meno abbondante rispetto ai prodotti tradizionali con SLES. La schiuma non è indice di pulizia: i tensioattivi vegetali come i glucosidi puliscono per affinità , catturando le impurità in modo discreto ma profondo, salvaguardando il film idrolipidico della pelle . 2. Gli attivi per ogni esigenza Un buon detergente in gel non deve solo pulire, ma anche trattare. Per pelli impure o miste Estratto di Bardana o Salice Bianco: Alternative vegetali all'acido salicilico sintetico. Aiutano a purificare i pori e a regolare la produzione di sebo in modo più dolce. Idrolato di Amamelide: Un potente astringente naturale che aiuta a minimizzare l'aspetto dei pori dilatati senza seccare. Cerca l' Acido Salicilico (BHA) o il Tea Tree Oil . Aiutano a liberare i pori durante il massaggio. Per pelli sensibili e arrossate Fondamentale la presenza di glicerina , pantenolo (Pro-vitamina B5) o urea per proteggere la barriera cutanea e mantenere l'umidità della pelle. Estratto di Malva o Calendula: Ricchi di mucillagini, creano un film protettivo invisibile che impedisce ai tensioattivi di aggredire eccessivamente la pelle durante il massaggio. Bisabololo: Derivato dalla camomilla, è uno dei migliori lenitivi naturali. Riduce istantaneamente l'infiammazione post-detersione. Per pelli disidratate e spente Gel di Aloe Vera: Spesso usato come base del prodotto (al posto dell'acqua), è un umettante eccezionale che rinfresca e calma la pelle. Estratto di Tè Verde: Un concentrato di polifenoli. Protegge la pelle dallo stress ossidativo (smog e inquinamento) già durante il primo step della routine. Gli AHA (acidi della frutta) come l'acido glicolico o l'acido mandelico aiutano un'esfoliazione chimica leggerissima quotidiana. ⚠️ Disclaimer sugli acidi esfolianti (AHA e BHA) Molti detergenti gel vantano la presenza di acidi come il glicolico, il mandelico (AHA) o il salicilico (BHA) . Prima di sceglierli, tieni a mente questi punti chiave: Tempo di contatto: a differenza di un siero, il detergente resta sul viso per 30-60 secondi. Questo tempo è spesso insufficiente per un'esfoliazione profonda. Funzionano meglio come coadiuvanti o per mantenere i pori liberi giorno dopo giorno. Il rischio "Over-cleansing": usare un detergente acido due volte al giorno, magari abbinato a tonici esfolianti, può compromettere la barriera cutanea. Se avverti bruciore o vedi rossori, limita l'uso alla sola sera o alterna con un detergente neutro. Fotosensibilizzazione: anche se vengono sciacquati, gli AHA possono rendere la pelle più sensibile al sole. La protezione solare al mattino resta obbligatoria. 3.Ingredienti texturizzanti (gelificanti/viscosizzanti) Se cerchi un prodotto eco-bio, l'INCI dovrà sostituire i polimeri sintetici (quelli che danno la consistenza gommosa al gel) con addensanti naturali come: Xanthan Gum: una gomma naturale che crea la texture gelatinosa. Aloe Barbadensis Leaf Juice (Gel di aloe): spesso usato come base al posto dell'acqua semplice per un effetto lenitivo immediato. Cloruro di sodio (sale comune da cucina) : viene spesso utilizzato in abbinata con i tensioattivi per viscosizzare la formulazione. Nel caso studio che analizzeremo tra poco non vengono infatti utilizzati dei gelificanti (come la gomma Xantana) ma solo tensioattivi e sale. Non sai se scegliere l'acqua micellare o un gel detergente? Ecco una rapida tabella che potrebbe orientarti alla scelta! Caratteristica Acqua Micellare Detergente Gel Azione principale Rimozione trucco e smog Pulizia profonda dei pori Applicazione Dischetto di cotone/panno Massaggio con le mani Risciacquo Consigliato Obbligatorio Ideale per Chi va di fretta / Primo step Chi ama l'acqua / Secondo step La doppia detersione Per una pelle perfetta, usa l' acqua micellare per sciogliere il trucco e il detergente in gel subito dopo per eliminare i residui. Questa combinazione assicura che nessun tensioattivo o trucco rimanga a occludere i pori. Caso studio: cosa c'è dentro... un detergente in gel per il viso? Prendiamo come caso studio il detergente Effaclar gel detergente schiumogeno Pelle Acneica| La Roche Posay . Effaclar gel detergente schiumogeno Pelle Acneica| La Roche Posay Di seguito puoi vedere la lista degli ingredienti (INCI) presente in etichetta. INCI: AQUA / WATER • SODIUM LAURETH SULFATE • PEG-8 • COCO-BETAINE • HEXYLENE GLYCOL • SODIUM CHLORIDE • PEG-120 METHYL GLUCOSE DIOLEATE • ZINC PCA • SODIUM HYDROXIDE • CAPRYLYL GLYCOL • CITRIC ACID • SODIUM BENZOATE • PHENOXYETHANOL • PARFUM / FRAGRANCE Gruppo Funzionale Ingrediente Funzione Concentrazione Probabile (%) Solvente principale Aqua / Water Base della formula 70% - 85% Tensioattivo Primario Sodium Laureth Sulfate Detergente schiumogeno (anionico) 8% - 15% Umettante / Solvente PEG-8 Trattiene l'umidità e texture 3% - 5% Tensioattivo Secondario Coco-Betaine Addolcente e condizionante 2% - 4% Solvente / Umettante Hexylene Glycol Agente di penetrazione e solvente 1% - 3% Elettrolita Sodium Chloride Viscosizzante (addensa il gel) 0,5% - 1,5% Emulsionante PEG-120 Methyl Glucose Dioleate Addensante ad alta efficacia 0,1% - 1% Attivo Funzionale Zinc PCA Seboregolatore e antibatterico 0,1% - 1% Regolatori di pH Sodium Hydroxide / Citric Acid Bilanciamento del pH cutaneo 0,1% - 0,5% Umettante Caprylyl Glycol Idratante e co-conservante 0,1% - 0,5% Sistema Conservante Sodium Benzoate / Phenoxyethanol Antimicrobico e antifungino 0,1% - 0,8% Additivo Sensoriale Parfum / Fragrance Fragranza < 0,5% Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi su un ingrediente specifico che hai letto sulla tua confezione, scrivimelo nei commenti e lo analizzeremo insieme!
- Cosa c'è dentro... l'acqua micellare?
L’ acqua micellare è diventata un pilastro della skincare moderna, amata per la sua capacità di struccare e detergere in un unico gesto. Ma sono tutte uguali? La risposta breve è no. La differenza risiede nella chimica dei suoi componenti. Per aiutarti a scegliere il prodotto perfetto, ho analizzato cosa si nasconde dietro l'etichetta (qui sotto troverai un caso studio di un'acqua micellare che mi ha suggerito una di voi su Instagram ). Cos'è l'acqua micellare e come funziona? Il cuore di questo prodotto sono le micelle , piccole sfere di molecole tensioattive sospese in acqua altamente purificata. Queste molecole hanno una doppia natura: Una coda lipofila (che attira il grasso): cattura trucco, sebo e smog. Una testa idrofila (che attira l'acqua): permette di trascinare via le impurità durante il risciacquo o con il dischetto di cotone. Gli ingredienti chiave: cosa cercare nell'INCI (etichetta) Per scegliere l’acqua micellare più corretta, bisogna saper leggere la lista degli ingredienti (INCI). Ecco i tre pilastri da osservare: 1. I tensioattivi (i detergenti) Sono i responsabili della pulizia. I più comuni e delicati sono: Poloxamer 184 & 188: estremamente delicati, spesso usati nei prodotti per pelli sensibili o portatori di lenti a contatto. Disodium Cocoamphodiacetate: derivato dal cocco, molto tollerato. Decyl Glucoside (consentito in Bio) : un tensioattivo non ionico di origine vegetale, ottimo per chi cerca un approccio più "green". Capryl/Capramidopropyl Betaine (consentito in Bio): derivato solitamente dal cocco o da fonti vegetali. A differenza dei tensioattivi più aggressivi, questo ha una struttura che riduce l'aggressività degli altri componenti. È estremamente delicato, ha un buon potere detergente ma non irrita gli occhi (fondamentale nell' acqua micellare ). È perfetto per chi cerca una pulizia profonda ma ha la pelle che "tira" facilmente. Tra i tensioattivi consentiti in Bio troverai : Coco-Glucoside, Lauryl Glucoside, Decyl Glucoside, Sodium Cocoyl Glutamate, Disodium Cocoyl Glutamate, Polyglyceryl-4 Laurate/Sebacate e Polyglyceryl-6 Caprylate/Caprate (questi non sono propriamente tensioattivi classici, ma agiscono come eccellenti solubilizzanti micellari di origine naturale. Sono il segreto delle acque micellari bio più performanti che non lasciano residui appiccicosi). 2. Gli attivi funzionali (il valore aggiunto) A seconda del tipo di pelle, l'acqua micellare può contenere: Glicerina o Acido Ialuronico: per trattenere l'idratazione (ideali per pelli secche). Zinco o rame: per un'azione purificante e seboregolatrice (pelli grasse/acneiche). Acqua termale, bisabololo o allantoina: per un effetto lenitivo immediato (pelli reattive). 3. Conservanti e profumi Se hai la pelle sensibile, evita i prodotti con profumo (Parfum) in alto nella lista o conservanti aggressivi che potrebbero causare rossori. Consigli d'uso: usa l'acqua micellare come primo step della "doppia detersione" la sera , seguita da un detergente schiumogeno delicato per una pelle davvero impeccabile! Sebbene molti brand indichino "senza risciacquo", la scelta migliore è sciacquare sempre il viso dopo l'uso. Perché? I tensioattivi, se lasciati sulla pelle, possono causare micro-irritazioni a lungo termine. Un rapido risciacquo con acqua tiepida elimina ogni residuo chimico. Caso studio: cosa c'è dentro... l'acqua micellare? Prendiamo come caso studio l'acqua micellare "Viso, occhi, labbra - lampone e mirtillo" di Bottega Verde: Acqua micellare - viso occhi labbra - Lampone e Mirtillo - strucca deterge addolcisce - pelli secche o delicate | Bottega Verde . Acqua micellare - viso occhi labbra - Lampone e Mirtillo - strucca deterge addolcisce - pelli secche o delicate | Bottega Verde Nell'immagine seguente puoi vedere la lista degli ingredienti (INCI) presente in etichetta. Ora analizziamo i vari ingredienti. Nella tabella qui sotto troverai più indicazioni sulla composizione di questo prodotto. Gruppo Funzionale Ingrediente Funzione Concentrazione probabile % Base e Solvente AQUA Solvente principale. > 80% Umettanti e Solventi PENTYLENE GLYCOL Umettante idratante, condizionante cutaneo e potenziatore del sistema conservante. 2% - 5% Tensioattivo (Detergente) CAPRYL/CAPRAMIDOPROPYL BETAINE Tensioattivo anfotero derivato dal cocco. Estremamente delicato, pulisce per affinità. 1% - 3% Attivi Botanici RUBUS IDAEUS JUICE Succo di Lampone. Antiossidante, lenitivo e rinfrescante. 0.5% - 1% Attivi Botanici VACCINIUM MYRTILLUS LEAF EXTRACT Estratto di foglie di Mirtillo Nero. Protettivo dei vasi e antiossidante. 0.5% - 1% Sistema Conservante HYDROXYACETOPHENONE Antiossidante e potenziatore della conservazione (booster). < 1% Sistema Conservante SODIUM BENZOATE Conservante antimicrobico (ammesso nei disciplinari bio). < 0.5% Sistema Conservante POTASSIUM SORBATE Conservante antifungino (ammesso nei disciplinari bio). < 0.5% Sequestranti e Regolatori DISODIUM EDTA Agente chelante. "Cattura" i metalli dell'acqua per evitare che il prodotto si rovini. < 0.2% Sequestranti e Regolatori SODIUM CHLORIDE Comune sale. Usato per regolare la viscosità della formula. < 0.2% Regolatori di pH SODIUM HYDROXIDE Soda caustica (in tracce). Serve ad alzare il pH se troppo acido. q.b. a pH 5.5 Regolatori di pH CITRIC ACID Acido citrico. Serve ad abbassare il pH per renderlo dermo-compatibile. q.b. a pH 5.5 Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi su un ingrediente specifico che hai letto sulla tua confezione, scrivimelo nei commenti e lo analizzeremo insieme!
- Bakuchiol: l’alternativa naturale al retinolo che sta rivoluzionando la bio-cosmesi
Se bazzichi nel mondo della skincare, avrai sicuramente sentito nominare il bakuchiol . È diventato la "star" indiscussa dei sieri anti-age , spesso presentato come l' alternativa vegetale e delicata al retinolo . Ma è solo marketing o c’è della vera scienza dietro? Oggi scopriamo insieme cos’è questa molecola, perché la tua pelle la adorerà e come puoi utilizzarla anche nelle tue creazioni di bellezza fatte in casa! Cos’è il Bakuchiol? Scienza e origine Il bakuchiol è un composto fenolico naturale . Chimicamente parlando, è un meroterpene (una classe di composti che hanno una struttura parzialmente terpenica). Si estrae principalmente dai semi e dalle foglie della pianta Psoralea corylifolia , nota nella medicina ayurvedica e cinese come Babchi . Retinolo vs Bakuchiol: quali differenze? Il retinolo non è altro che la Vitamina A1 nella sua forma alcolica (C20H30O). Si trova preformato in alimenti come fegato, uova e burro. Gli animali lo sintetizzano a partire dai carotenoidi (i pigmenti arancioni delle piante). Poiché estrarlo dagli animali sarebbe costoso e poco etico, il retinolo cosmetico è quasi sempre sintetico . Si ottiene attraverso complessi processi chimici partendo spesso dal citrale (un composto che si trova nell'olio essenziale di lemongrass) o dal β -ionone sintetizzato in laboratorio. Nei prodotti cosmetici non lo troviamo puro, ma in formulazioni tipo sieri notte, creme "rigenerative", contorno occhi, trattamenti per l'acne, lozioni corpo . Se vuoi scovarlo nell' elenco ingredienti , cerca questi nomi: Retinol: Il retinolo puro (efficace ma instabile). Retinyl Palmitate / Retinyl Acetate: Sono gli "esteri del retinolo". Più stabili e delicati, ma molto meno potenti (devono fare troppi passaggi chimici sulla pelle per attivarsi). Retinal (Retinaldeide): Più vicino alla forma attiva, molto potente ma raro perché difficilissimo da formulare senza che "scada" nel flacone. Non andiamo oltre con l'aspetto chimico, diciamo solo che il retinolo non è "cattivo" in sè ovviamente ma è un ingrediente con cui bisogna scendere a patti. Vediamo un po' perché. Il retinolo accelera drasticamente il turnover cellulare . Questo è un bene per le rughe, ma spesso causa quella che i dermatologi chiamano retinizzazione : desquamazione: la pelle si spella letteralmente. rossore e bruciore: la barriera cutanea viene temporaneamente compromessa. secchezza estrema: molte persone non riescono a superare questa fase iniziale di adattamento. Tra gli altri limiti del retinolo troviamo: instabilità: il retinolo si degrada rapidamente se esposto alla luce e all'aria. Per questo i prodotti che lo contengono devono avere packaging opachi e airless; sensibilizza: poiché assottiglia lo strato corneo (quello più superficiale fatto di cellule morte), la pelle diventa molto più vulnerabile ai danni dei raggi UV. Se usi il retinolo di sera e dimentichi la protezione solare (SPF 50) il mattino dopo, rischi macchie e scottature serie. Chi soffre di rosacea, psoriasi o eczema spesso non può nemmeno avvicinarsi al retinolo senza scatenare una crisi. Inoltre è caldamente sconsigliato (spesso vietato per precauzione) l'uso di derivati della Vitamina A durante la gravidanza; Quando inizi a usare il retinolo, la pelle può peggiorare prima di migliorare . Poiché accelera il ricambio cellulare, porta in superficie tutte le impurità sottocutanee contemporaneamente, causando sfoghi di acne temporanei che possono durare settimane. E qui entra in gioco il nostro bakuchiol . È stato dimostrato che sia un analogo funzionale : agisce cioè sugli stessi recettori cutanei, stimolando la produzione di collagene e il turnover cellulare senza però causare le classiche irritazioni dei retinoidi. Pur avendo una struttura chimica totalmente diversa (è un terpene fenolico, non una vitamina), riesce a "mimare" lo stesso comportamento biologico dell'acido retinoico senza avere quella catena così fragile e irritante. A differenza del retinolo, il bakuchiol è fotostabile (non si degrada al sole) e non è fotosensibilizzante. Questo lo rende perfetto anche per la skincare routine del mattino . Caratteristica Retinolo Bakuchiol Effetto Anti-age Eccellente Molto buono / Comparabile Irritazione Comune (rossore, spellature) Quasi assente Uso diurno Sconsigliato (fotosensibile) Sicuro (fotostabile) Gravidanza Vietato / sconsigliato Sicuro Origine Sintetica o animale Vegetale (Psoralea corylifolia) Pianta di Psoralea corylifolia (Fonte: NIUM herbal garden) Proprietà e funzionalità del bakuchiol nei cosmetici Il bakuchiol è un ingrediente multitasking. Ecco cosa fa concretamente per la tua pelle: Anti-aging potente: stimola i fibroblasti a produrre collagene di tipo I, III e IV, riducendo la profondità delle rughe. Antiossidante: protegge la pelle dai danni dei radicali liberi e dall'inquinamento. Anti-acne e seboregolatore: grazie alle sue proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, è eccellente per trattare le pelli impure senza seccarle. Schiarente: aiuta a contrastare le macchie post-infiammatorie e da iperpigmentazione. Lo trovi principalmente in sieri oleosi , booster e creme notte . Essendo una molecola lipofila (che ama i grassi), dà il meglio di sé in formulazioni oleose (anidre) o in emulsioni ricche . Come scegliere un cosmetico al Bakuchiol in commercio Se decidi di acquistarlo pronto, non farti ingannare solo dal nome sulla confezione. Ecco a cosa prestare attenzione: la concentrazione: per essere efficace, il bakuchiol deve avere una concentrazione compresa tra lo 0,5% e l'1% . Purezza: cerca prodotti che specifichino l'uso di bakuchiol purificato (spesso indicato con il marchio brevettato Sytenol® A ). L'olio di Babchi grezzo, infatti, contiene psoraleni , sostanze che possono essere fototossiche. Il bakuchiol puro, invece, ne è privo. Packaging: anche se è più stabile del retinolo, preferisci flaconi in vetro scuro o ambrato per preservare l'integrità del prodotto. Bakuchiol nello spignatto: guida al fai-da-te Se ami creare i tuoi cosmetici, il bakuchiol è un ingrediente meraviglioso da manipolare, ma richiede alcune accortezze. Acquista sempre Bakuchiol puro al 99% da fornitori certificati per materie prime cosmetiche . Evita l'olio di Babchi puro se non sei certa della rimozione degli psoraleni. Solubilità: è liposolubile. Va aggiunto alla fase grassa (Fase B) o, meglio ancora, a freddo (Fase C) per preservarne le proprietà. Percentuale d'uso: mantieniti tra lo 0,5% e l'1% del peso totale della tua preparazione (es. In 100g di siero viso, aggiungerai 1g di bakuchiol alla fine della preparazione, mescolando bene). pH: è stabile in un range di pH piuttosto ampio, solitamente tra 4.0 e 6.5 , il che lo rende compatibile con quasi tutte le ricette per il viso. Se non riesci ad acquistarlo puro, puoi acquistare dei sieri pronti come questo de La Saponaria (che puoi usare già così) ed inglobarlo nelle tue ricette. Purtroppo è già diluito, quindi ricordati che la concentrazione nel tuo prodotto sarà molto inferiore. Spero che questo articolo ti possa essere d'aiuto per capire come utilizzare questo incredibile ingrediente. Se hai qualsiasi domanda non esitare a lasciare un commento a questo articolo. Sarò felicissima di leggerti e di risponderti! Vuoi creare il tuo siero perfetto con me? Se la teoria ti affascina ma hai paura di fare pasticci con pesi molecolari, attivi cosmetici e conservanti, ho la soluzione per te! Organizzo periodicamente degli eventi e workshop dal vivo dove ti insegnerò a formulare e realizzare il tuo siero viso personalizzato all'acido ialuronico . Porterai a casa un prodotto professionale, creato con le tue mani e su misura per le esigenze della tua pelle. 👉 Clicca qui per vedere le prossime date e prenotare il tuo posto! Fonti per approfondire: British Journal of Dermatology: "Prospective, randomized, double-blind assessment of topical bakuchiol and retinol for facial photoageing." International Journal of Cosmetic Science: "Bakuchiol: a retinol-like functional compound revealed by gene expression profiling."
- Guida pratica alla beauty routine consapevole: di cosa ha davvero bisogno la nostra pelle?
Passare alla skincare naturale non significa solo mescolare oli tra di loro. Significa capire come interagiscono le molecole degli ingredienti che scegliamo di applicare sul viso con la nostra naturale barriera cutanea. In questa guida pratica, esploreremo la fisiologia della pelle e i pilastri fondamentali per costruire una beauty routine che funzioni davvero, unendo scienza e natura. La fisiologia: comprendere il film idrolipidico La nostra pelle è protetta da un mantello acido, il film idrolipidico , composto da sebo e sudore . Il suo pH oscilla generalmente tra 4.7 e 5.75 . Per capire come mantenere una pelle perfetta, dobbiamo immaginare il film idrolipidico come una "armatura liquida" invisibile. È la prima linea di difesa del nostro corpo ed è ciò che determina se la tua pelle appare radiosa o spenta e irritata. Cos'è esattamente il film idrolipidico? Il film idrolipidico è un'emulsione naturale composta da due fasi che convivono sulla superficie dello strato corneo della pelle: Fase lipidica (grassa): composta da sebo, colesterolo e acidi grassi. Serve a "cementare" le cellule cornee e a impedire l'evaporazione dell'acqua. Fase idrofila (acquosa): composta da sudore e dal cosiddetto NMF ( Natural Moisturizing Factor ), un mix di sostanze come urea e aminoacidi che catturano l'umidità. Le 3 funzioni vitali del film idrolipidico: Barriera antimicrobica: grazie al suo pH acido (in media 5.5) , inibisce la crescita di batteri patogeni e funghi. Idratazione statica: Impedisce la TEWL (Trans-Epidermal Water Loss), ovvero l'evaporazione dell'acqua dal derma verso l'esterno. Elasticità: mantiene lo strato superficiale della pelle morbido, evitando fessurazioni e screpolature. Come la beauty routine influenza l'equilibrio del film idrolipidico Una beauty routine sbagliata è la causa principale della distruzione di questa barriera. Se usi detergenti troppo aggressivi (tensioattivi forti o pH alcalino), rimuovi non solo lo sporco, ma anche i lipidi essenziali, lasciando la "pelle nuda" e vulnerabile causando: disidratazione transepidermica (TEWL): l'acqua evapora più velocemente; proliferazione batterica: un pH alterato favorisce imperfezioni e acne. Ok ma come faccio a sapere se la mia barriera cutanea è compromessa? Se noti questi sintomi, la tua attuale routine va rivista: Pelle che "tira" subito dopo il lavaggio. Arrossamenti improvvisi o sensibilità eccessiva. Lucidità eccessiva (la pelle produce sebo extra per compensare la secchezza interna, il cosiddetto "effetto rebound"). Ora che abbiamo capito come funziona la nostra pelle, vediamo insieme come mantenerla in salute seguendo tre passaggi per una beauty routine efficace ma soprattutto rispettosa della tua pelle. Beauty routine in 3 passi: ecco di cosa ha davvero bisogno la nostra pelle Pulizia della pelle Sulla superficie della pelle si trovano una moltitudine di micro-organismi non pericolosi per la nostra salute. La pelle possiede infatti la sua propria flora batterica, chiamata "flora cutanea". Nel momento in cui si crea un disequilibrio nell'equilibrio biologico tra batteri e pelle/mucose ed in particolare quando le nostre difese sono alterate, questi batteri possono diventare patogeni (capaci di generare malattie). In sostanza, la nostra pelle non deve essere priva di batteri, deve semplicemente rimanere nel giusto equilibrio con essi. La pulizia della pelle aiuta innanzi tutto a regolare questa bella armonia che esiste tra i batteri e il nostro corpo. La pelle è inoltre sottomessa ad aggressioni esterne e all'inquinamento. è sufficiente passare un pezzetto di cotone sul viso dopo un'intera giornata passata al lavoro o in giro per la città per notare che il grigetto del cotone non è dovuto solo al naturale sebo prodotto dalla nostra pelle! La pulizia della pelle è una tappa fondamentale per liberare la pelle di un'insieme di depositi : polvere, microparticelle di sporcizia e altri germi. Questa affermazione è valida a maggior ragione se si applica del makeup sul viso , che deve essere quotidianamente rimosso per permettere alla pelle di riequilibrarsi e mantenersi sana ed elastica. La pulizia della pelle deve quindi essere la prima tappa fondamentale della tua "beauty routine". Ad intervalli più o meno regolari (ma non troppo frequenti), può inoltre essere utile esfoliare la pelle . Il segreto per mantenere l'equilibrio quotidiano è la detersione per affinità . Invece di usare prodotti che fanno molta schiuma (segno spesso di tensioattivi aggressivi), è meglio usare detergenti delicati in schiuma o gel , latti detergenti o oli lavanti . Cosa succede? L'olio del detergente scioglie il sebo sporco senza intaccare i lipidi strutturali della barriera. Se ti trucchi molto , avrai sicuramente bisogno di scegliere dei detergenti più forti (avrai molto più materiale da togliere a fine giornata!). Ricordati di struccarti sempre prima di andare a dormire e di mantenere la pelle ben idratata e nutrita dopo la detersione. Idratazione della pelle Come ho già raccontato in questo articolo sull'acido ialuronico , l'acqua è fondamentale per la salute e la bellezza della pelle . Il derma è una fonte inesauribile di acqua, purché ci nutriamo ed idratiamo correttamente. Dobbiamo avere ben chiaro in mente che non possiamo idratare la pelle applicandoci semplicemente dell'acqua o degli elementi acquosi sulla pelle . La pelle è una barriera: non lascia passare né l'acqua né i corpi idrofili. Solamente i corpi grassi di piccolissima dimensione possono realmente penetrare la pelle infilandosi tra il cemento intercellulare dell'epidermide. Inoltre l'acqua evapora continuamente e rapidamente dalla pelle . Salendo dal derma, evapora verso la superficie, rimanendo in parte intrappolata nell'epidermide grazie alle molecole lipidiche. Questa naturale perdita d'acqua deve essere regolata affiché non causi disidratazione (e quindi pelle secca) . ⚠️L'idratazione viene solo dall'interno! Se hai seguito uno dei miei corsi (penso in particolare a quello sulla crema), mi avrai sicuramente sentito dire questa frase “l’idratazione può venire SOLO dall’interno” . E questo possiamo darlo per vero (lo dice anche il Journal of Investigative Dermatology ). Allora perché si dice che l'acido ialuronico "idrata" dall'esterno? Eh, qui c'è l'inghippo terminologico. In cosmetica, quando diciamo che un prodotto "idrata", in realtà intendiamo due cose diverse: Idratazione umettante: l'acido ialuronico applicato sulla pelle attira l'umidità dall'ambiente (se l'aria è umida) o, più comunemente, blocca l'acqua che sta già evaporando dal nostro corpo . Riduzione della TEWL (Transepidermal Water Loss): questo è il concetto chiave. La nostra pelle perde costantemente acqua verso l'esterno (evaporazione). L'acido ialuronico ad alto peso molecolare crea un film idrofilico che trattiene quell'acqua sulla superficie, impedendole di disperdersi. In sintesi: l’acido ialuronico (così come tutti gli ingredienti “idratanti”) non "inietta" acqua dall'esterno nel sangue, ma impedisce che l'acqua che abbiamo già dentro (e che abbiamo bevuto!) se ne vada via. È un guardiano dell'idratazione, non una sorgente, ecco. Fatta questa premessa, risulta dunque chiaro che quello che idrata veramente la pelle viene dell'interno: la qualità della nostra alimentazione gioca allora un ruolo chiave . Bisogna bere tanta acqua minerale, consumare acidi grassi complessi che troviamo nei pesci grassi, oli vegetali, frutta e cereali. Un buon regime alimentare potrebbe bastare per dare alla nostra pelle tutto ciò di cui ha bisogno, ma dobbiamo tenere conto dell'ambiente esterno in cui viviamo e che impatta anch'esso sull'idratazione della pelle . Le numerose interazioni della nostra pelle con l'ambiente fisico e climatico esterno ci portano a sentire spesso la necessità di "idratare" la pelle, bisogno che viene (parzialmente) risposto applicando unguenti e prodotti cosmetici sul corpo. Un prodotto cosmetico viene definito "idratante" se permette di trattenere l'acqua nei tessuti cutanei e se è in grado di captare un po' di umidità sulla superficie della pelle . Esattamente quello che fa un siero ricco di attivi o una crema , che crea una pellicola superficiale in grado di proteggere la pelle dagli agenti esterni, la mantiene morbida e limita la perdita d'acqua. La vera efficacia di una crema la troviamo quindi nella sua componente oleosa e umettante (e non in quella puramente acquosa). Cerca quindi sempre creme ricche di oli vegetali vergini per garantirti il miglior risultato! L'efficacia degli attivi: il siero Mentre la crema ha una funzione principalmente protettiva (grazie alla parte cerosa/grassa), il siero è il veicolo degli attivi . Essendo una formulazione a base acquosa o oleosa leggera, ha una viscosità bassa che permette una penetrazione maggiore. Qui sotto trovi gli ingredienti chiave da conoscere: Ingrediente Funzione Tipo di pelle Idrolati Sostituiscono l'acqua semplice, apportando proprietà lenitive (es. Camomilla). Tutte Acido ialuronico Umettante che trattiene fino a 1000 volte il suo peso in acqua. Secca / Matura Niacinamide (Vit. B3) Riequilibrante e illuminante. Mista / Impura Antiossidanti (es. Vitamina C, Vitamina E) Contrastano i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento. Tutte Protezione In tutti i momenti della vita, la nostra pelle è sottomessa ad aggressioni esterne, talvolta fisiche, chimiche o ambientali. Aggressioni fisiche Colpi e sfregamenti possono danneggiare la pelle. Un graffio o una vescica compromettono la normale struttura cutanea e la funzione di barriera viene quindi compromessa. In maniera preventiva, l'utilizzo dei guanti (per attività come il giardinaggio o la pulizia della casa), per esempio, aiutano a proteggere la pelle da stress eccessivi dovuti a determinati movimenti. Tra le aggressioni fisiche ritroviamo anche i famosi raggi UV , utili per sintetizzare la vitamina D ma nefasti per la pelle se non tenuti sotto controllo. I raggi UVB sono dei raggi ultravioletti capaci di bruciare la pelle e di provocare infiammazioni. I raggi UVA sono ancora più pericolosi poiché il loro irradiamento altera in modo impercettibile la qualità delle cellule della pelle, che possono nel peggiore dei casi sviluppare forme tumorali. Oltre alla naturale produzione di melanina (che funge da lieve filtro solare naturale), l'applicazione di specifici filtri sulla pelle permette di proteggere la pelle nei momenti di esposizione intensa al sole . Aggressioni chimiche Quando facciamo le pulizie di casa o manipoliamo alcuni prodotti attivi, la pelle può essere aggredita o irritata dagli agenti chimici esterni che identifica come patogeni. Ne sono degli esempi gli eczemi o le allergie da contatto . Per questi prodotti i guanti (per le mani) e balsami/unguenti sono molto utili per la protezione della pelle . Aggressioni ambientali Come un termostato, la pelle reagisce nell'ambiente esterno al fine di mantenere in equilibrio la temperatura del corpo. In caso di grande freddo, i vasi sanguigni presenti nella pelle si ritraggono e questo porta ad un indebolimento della pelle e perdita di luminosità. Risulta particolarmente utile per proteggere la pelle l'utilizzo di un burro cacao sulle labbra in inverno . Al contrario, in caso di forte calore, i vasi sanguigni si dilatano per raffreddare il corpo. Se la pelle viene esposta a bruschi cambi di temperatura, i soggetti più sensibili rischiano di veder apparire rossori sul viso o addirittura una forte couperose. Anche in questo caso i cosmetici aiutano ad attenuare gli effetti nefasti dovuti ai cambi di temperatura . Ed infine l'inquinamento deposita sulla nostra pelle un'insieme di particelle e di rifiuti che la ostruiscono e le impediscono di rigenerarsi correttamente. Beauty routine consapevole: in pratica Ecco uno schema chiaro e sintetico per una beauty routine consapevole. ⚠️ Nota importante: Questa guida rappresenta una linea generale basata sulla fisiologia cutanea. Ricorda che ogni pelle è un ecosistema unico : fattori come genetica, stile di vita, ormoni e clima influenzano le tue necessità. La beauty routine ideale deve essere valutata e personalizzata caso per caso per garantire risultati reali e duraturi. 🌅 Mattina: protezione e risveglio L'obiettivo principale è preparare la pelle ad affrontare le aggressioni esterne (inquinamento, UV, sbalzi termici). Obiettivo: Rafforzare la barriera e idratare. Passaggi: Detersione delicata: rimuovere il sebo prodotto durante la notte senza aggredire. Tonificazione: idrolato per ripristinare il pH. Siero attivo: antiossidante (es. Vitamina C o Niacinamide). Crema idratante + SPF: fondamentale per bloccare i raggi UV e mantenere la pelle in equilibrio. 🌙 Sera: rigenerazione e pulizia profonda Durante il sonno, la pelle lavora naturalmente per riparare i danni cellulari. La routine serale dovrebbe facilitare questo processo. Obiettivo: Rimuovere le impurità della giornata e nutrire profondamente. Passaggi: Doppia detersione: olio detergente (per il trucco/smog) seguito da un detergente d'acqua delicato (gel o schiuma). Trattamento mirato: siero rigenerante o esfoliante enzimatico (2-3 volte a settimana). Nutrizione: crema notte o olio vegetale per sigillare l'umidità. Prodotti consigliati per tipo di pelle Tipo di Pelle Detergente Attivo chiave (siero) Crema/Olio Secca / Matura Latte detergente o burro Acido Ialuronico Olio di Argan o Rosa Mosqueta Mista / Grassa Gel ai glucosidi Niacinamide o Acido Salicilico Emulsione leggera (Oil-free) Sensibile Olio di mandorle Idrolato di Camomilla / Fiordaliso Crema alle ceramidi Spenta / Impura Detergente all'argilla Vitamina C o Zinco Idrolato di Lavanda + Gel Aloe Spero che questa guida ti possa aiutare a fare chiarezza su come prenderti cura al meglio della tua pelle. Se hai voglia di condividere la tua esperienza o se hai dubbi non esitare a lasciare un commento a questo articolo: ti leggo super volentieri! Fonti e approfondimenti scientifici Per chi desidera approfondire le basi biochimiche della skincare, ecco alcune fonti autorevoli: Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology : Studi sulla barriera cutanea e pH superficiale. International Journal of Cosmetic Science : Ricerche sull'efficacia degli antiossidanti vegetali. Tisserand & Young : "Essential Oil Safety" per l'uso sicuro degli oli essenziali nella formulazione. DermNet NZ : Risorsa accademica sulla fisiologia della pelle e patologie comuni.
- Domande frequenti sulla fabbricazione del sapone (a freddo)
Il sapone scade? Posso usarlo subito appena fatto? Che oli posso usare per fare il sapone? Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono chieste più frequentemente durante i miei corsi di saponificazione a freddo . Ho deciso di raccogliere tutte le domande (e relative risposte) in questo articolo, che aggiornerò nel tempo . Se hai altre domande sulla fabbricazione del sapone con il metodo a freddo, non esitare a scriverle nei commenti! Ecodalia - Saponi DIY Formulazione & composizione Posso fare il sapone con qualsiasi olio/burro? Certo! L'importante è riuscire a rendere la ricetta quanto più equilibrata possibile. Controlla sempre la composizione in acidi grassi di ogni olio/burro ed utilizza un calcolatore online (come Soap Calc o Mendrulandia ) per calcolare al meglio la tua ricetta. Se sei agli inizi della tua esperienza di autoproduzione di saponi, affidati a ricette già formulate! Posso usare l'olio esausto per fare il sapone? Sì e no . Ne ho parlato nel dettaglio in questo articolo . Posso fare il sapone con qualsiasi liquido? Anche qui la risposta è sì . Ho citato alcuni possibili liquidi in questo articolo . Devo per forza usare la soda caustica per fare il sapone? Sì e no . Il punto è che per realizzare un sapone solido artigianalmente è necessario un liquido basico, che puoi realizzare con la cenere o con la soda caustica (idrossido di sodio). Entrambe hanno la stessa pericolosità. Se non te la senti di usare la soda, prova i composti di sapone melt & pour , una versione semplificata e personalizzabile del sapone a base di glicerina. Se uso la soda caustica allora il mio sapone non è naturale? La saponificazione è una reazione chimica tra una componente grassa ed una soluzione basica (fatta con la cenere o con la soda caustica). Una volta avvenuta questa reazione chimica, non rimane nulla della soda/cenere ! Il fatto di usare la soda caustica quindi non toglie in alcun modo la "naturalità" del tuo sapone. Il mio sapone non fa la schiuma: perché? Dipende dai grassi che hai usato nella tua ricetta . Ogni olio e ogni burro ha proprietà e caratteristiche diverse. L'olio di oliva non fa la schiuma, ma l'olio di cocco e di ricino si. Se il tuo sapone non fa la schiuma probabilmente significa che la tua ricetta non prevede grassi che hanno questa proprietà. Questo non significa che il tuo sapone non lavi eh! Non confondere mai la schiuma con il potere lavante. Vorrei fare il sapone con il latte Come posso colorare il mio sapone? Ci sono tanti modi per colorare il sapone. Ti consiglio di iniziare con quello che hai casa: inserisci delle spezie (curcuma, ortica) o altre polveri (caffé, cacao...) una volta ottenuto il nastro . Mescola bene e goditi i colori naturali di questi ingredienti! Per colorare puoi usare anche argille e coloranti minerali come la mica. Esistono anche coloranti liquidi per sapone. Produzione, tempo di cura/stagionatura e stoccaggio del sapone Il mio sapone ha raggiunto il nastro molto rapidamente e faccio fatica a lavorarlo per metterlo il formina. Cosa può aver contribuito ad accelerare la solidificazione? Oltre alla fragranza scelta (vedi punto sotto sulla profumazione), anche altri fattori possono creare questo problema: 1) Temperature troppo alte: se oli e soluzione caustica erano > 40–45°C, accelerano il nastro. 2) Ricetta molto “dura”: tanto olio di cocco, burro di cacao, burro di karité, cera, sono ingredienti che solidificano più rapidamente. 3) Hai frullato troppo: anche qualche secondo di troppo col minipimer può anticipare il nastro. 4) Fragranza aggiunta troppo tardi: se l’hai aggiunta ad un nastro medio o forte, può solidificare all’istante. Quanto tempo devo aspettare prima di poter togliere il mio sapone dalla formina? Una volta versato il sapone negli stampini in silicone dovrai aspettare almeno 24/48 ore prima di sformarlo . Tieni le formine avvolte in una coperta di pile o lana in questa prima fase di solidificazione, il calore prodotto dalla reazione chimica di saponificazione durerà più a lungo e l'umidità contenuta nel sapone se ne andrà più in fretta. Perché non posso usare subito il sapone, appena fatto? Se usi il sapone immediatamente dopo le 24/48 ore dalla preparazione non succede niente . Vi è comunque il rischio che, se il sapone non ha ancora attraversato la fase di gel, vi siano ancora delle tracce di alcali liberi. Oltre ad evitare questo rischio, è consigliato un periodo di stagionatura del sapone di almeno 4 settimane per permettere al sapone di solidificarsi ulteriormente (consistenza più solida), migliorare la schiuma ed evitare di vedere il sapone squagliarsi sul piattino del lavandino troppo velocemente. Quanto tempo deve rimanere in cura (stagionatura) il mio sapone autoprodotto (a freddo)? Il tempo consigliato di stagionatura è di almeno 4 settimane . Più acqua o grassi insaturi sono presenti nella ricetta del sapone, più sarebbe meglio aspettare. Il tempo di stagionatura quindi varia in media tra le 4 e le 12 settimane . È normale che il mio sapone si sia ridotto in volume dopo le prime 24/48 ore? Sì . Con il tempo l'umidità contenuta nel sapone evapora e questo determina una perdita di volume del sapone. Il mio sapone rimane un po' appiccicoso dopo averlo tolto dalla formina: é normale? Questo piccolo problema (puramente estetico) dipende sia dalla composizione della ricetta (oli/burri scelti) che dalla quantità di acqua presente nella ricetta. Se fai fatica ad estrarre il sapone dalla formina, lascia riposare il sapone altre 24/48 ore, il tempo che si asciughi ed indurisca ulteriormente. Questo problema si presenta spesso in estate, quando l'aria è costantemente ricca di umidità e quindi il nostro sapone fatica ad asciugarsi correttamente. Una volta pronto, come p osso conservare al meglio il mio sapone? La stagionatura deve avvenire in un luogo areato, fresco e asciutto . Per comodità puoi tenere le saponette in una scatola di legno o di cartone (non ermetiche) , separate ad un paio di centimetri l'una dall'altra. Anche dopo la stagionatura, è meglio evitare stanze umide come bagno, cucina o cantina. Io di solito conservo le saponette in scatole da scarpe. Non dimenticarti di annotare la data di fabbricazione delle saponette! Profumazione, colorazione e decorazione del sapone Perché il mio sapone ha fatto grumi ed è diventato solido subito? Una delle cause potrebbe essere la fragranza che hai scelto per profumare il tuo sapone. Alcune fragranze (soprattutto quelle fruttate, gourmand, floreali e vanigliate) contengono alcuni componenti chimici (ad es. aldeidi, composti vanillinici, esteri) che interagiscono con la soda ed aumentano all’istante la saponificazione. Risultato: l’impasto si “blocca”, si indurisce, compaiono grumi e si lavora malissimo. Non è un errore della ricetta: è la fragranza a comportarsi così . A me è successo, ad esempio, con la fragranza Strawberry di Mystic Moments e Cioccolato di Flower Tales. Altre domande Posso realizzare il sapone all'aperto? Certo, perché no. Attenzione solo agli sbalzi di temperatura! Posso realizzare il sapone in inverno? È sconsigliato realizzare il sapone quando le condizioni metereologiche sono estreme. Freddo o caldo estremi non aiutano il processo di saponificazione, influenzando la temperatura del composto che potrà difficilmente essere controllata. Posso realizzare il sapone in estate? Stessa risposta dell'inverno. Hai altre domande che vorresti farmi? Lascia un commento a questo articolo! Vuoi imparare a fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca
- Anti-age: scienza, falsi miti e i veri alleati della tua pelle
Sentiamo parlare di anti-age ovunque: dalle pubblicità in TV ai post sui social, sembra che fermare il tempo sia l'unico obiettivo della nostra routine di skincare. Ma cosa significa davvero "invecchiamento cutaneo" a livello biologico? E soprattutto, i cosmetici possono davvero fare qualcosa? In questo articolo esploreremo insieme la chimica della pelle, gli ingredienti che funzionano e come costruire una routine che non sia solo "marketing", ma vera scienza. La scienza dietro l'anti-age: cosa succede alla nostra pelle? Invecchiare è un processo biologico affascinante e complesso. Quando parliamo di pelle, l'invecchiamento si divide in due grandi categorie: Invecchiamento intrinseco (cronologico): è il ticchettio del nostro orologio biologico . Con il passare degli anni, il turnover cellulare rallenta e i fibroblasti (le "fabbriche" della pelle) producono meno proteine strutturali. Invecchiamento estrinseco (photoaging): è causato da fattori esterni . Il sole è (con mio grande rammarico) il colpevole numero uno (responsabile dell’80% dei segni visibili!), seguito da inquinamento, fumo e stress ossidativo. I tre pilastri del cedimento cutaneo A livello chimico-fisico, l'invecchiamento colpisce tre componenti chiave: Collagene: la proteina che dà struttura alla nostra pelle. Immaginala come l'impalcatura di una casa. Con il tempo, gli enzimi chiamati metallo-proteinasi degradano un po' alla volta questa impalcatura. Elastina: la proteina che permette alla pelle di "tornare indietro" dopo un movimento. Se si rompe, compaiono le rughe d'espressione permanenti. Acido ialuronico : un glicosaminoglicano (catena di zuccheri) che trattiene l'acqua. Meno acido ialuronico in corpo significa pelle meno rimpolpata e più "svuotata". Come si può combattere l'invecchiamento cutaneo? Viaggiare nel tempo (magari!). Andare a "combattere" l'invecchiamento cutaneo in cosmetica significa agire su tre fronti biologici precisi . Non si tratta quindi di un'unica azione, ma di una strategia combinata di protezione, stimolazione e riparazione . Ecco cosa succede concretamente quando applichi un prodotto anti-age efficace. 1. Prevenire la "ruggine" (protezione) Combattere l'invecchiamento significa prima di tutto bloccare i danni prima che avvengano . Cosa fa il cosmetico: gli antiossidanti (Vitamina C, Vitamina E, Acido Ferulico) si "sacrificano" ovvero offrono i propri elettroni ai radicali liberi (che degradano le strutture sane della pelle), neutralizzandoli prima che questi possano attaccare il collagene. Il risultato: si evita l'irrigidimento delle fibre e la comparsa di macchie solari. 2. Riattivare i "cantieri" (stimolazione) Con l'età, le cellule della pelle diventano "pigre". I fibroblasti producono meno proteine e il turnover cellulare (il ricambio della pelle in superficie) rallenta, passando dai 28 giorni della giovinezza a 40-50 giorni. Cosa fa il cosmetico: ingredienti come il Retinolo o i Peptidi inviano segnali chimici alle cellule, "svegliandole". Dicono ai fibroblasti: "Ehi, c'è bisogno di più collagene!" e ai cheratinociti: "Accelerate il ricambio!" . Il risultato: la pelle appare più spessa, compatta e luminosa perché le cellule nuove arrivano in superficie più velocemente. 3. Gestire l'idratazione strutturale (riparazione e riempimento) Quando la pelle invecchia, la sua barriera si indebolisce e perde acqua (TEWL - Transepidermal Water Loss ). Una pelle disidratata mostra le rughe molto più facilmente, come una pianta appassita. Cosa fa il cosmetico: l' acido ialuronico e le ceramidi non cambiano il DNA, ma creano un ambiente idratato che permette alla pelle di ripararsi meglio. L'acido ialuronico a basso peso molecolare, in particolare, riesce a penetrare leggermente più a fondo, richiamando acqua e "gonfiando" meccanicamente i solchi delle rughe dall'interno. Il risultato: un effetto rimpolpante immediato e una barriera più resiliente contro le aggressioni esterne. Attivi funzionali: cosa cercare nell'INCI (etichetta)? Ovviamente in commercio si trova qualsiasi cosa ma non tutti i prodotti anti-age sono uguali. Per capire se un cosmetico è efficace, dobbiamo guardare l'etichetta (INCI). Ecco gli attivi più utili a della chimica cosmetica: I retinoidi : derivati della Vitamina A (come il Retinolo o il Retinale), sono gli unici ingredienti con decenni di studi che provano la loro capacità di accelerare il turnover cellulare e stimolare il collagene. Cosa fanno: levigano le rughe e schiariscono le macchie. La Vitamina C (l'antiossidante) : l'acido L-ascorbico è un potente scudo contro i radicali liberi prodotti dai raggi UV. Cosa fa: Illumina l'incarnato e previene i danni cellulari prima che avvengano. I Peptidi (i messaggeri) : piccole catene di amminoacidi che "inviano segnali" alle cellule. Alcuni dicono alla pelle di produrre più collagene, altri hanno un effetto simile al botox (es. l'Argireline) rilassando le micro-contrazioni muscolari. Idratanti e umettanti : acido ialuronico a diversi pesi molecolari e ceramidi. Non "curano" le rughe profonde, ma ripristinano la barriera cutanea rendendo la pelle immediatamente più soda e compatta. Se hai difficoltà nella lettura delle etichette dei tuoi prodotti (lo capisco, sembrano incomprensibili!) ti consiglio di dare un'occhiata a questo articolo che ho scritto sul tema: INCI: come leggere l'etichetta di un cosmetico? La routine essenziale: costruisci la tua consapevolezza anti-age Spesso acquistiamo prodotti spinti dall'emozione del momento o da un packaging accattivante. Tuttavia, la vera strategia anti-age non si basa sul numero di passaggi, ma sulla comprensione delle necessità biologiche della tua pelle. Essere consapevoli significa passare dal "devo usare questa crema" al "capisco cosa sta chiedendo la mia barriera cutanea". Per gestire l'invecchiamento in modo intelligente e precoce, dovremmo: Proteggere la pelle ogni giorno dagli UVA : non si tratta solo di "mettere la crema solare al mare". La consapevolezza qui sta nel capire che i raggi UVA (quelli che invecchiano, a differenza degli UVB che scottano) sono presenti tutto l'anno, attraversano i vetri e le nuvole, e degradano il collagene in silenzio. Stimolare la rigenerazione : con il tempo, il segnale di "rinnovamento" inviato dalle cellule si affievolisce. Introdurre attivi che accelerano il turnover significa aiutare la pelle a sbarazzarsi delle cellule vecchie e danneggiate, che altrimenti renderebbero l'incarnato spento e la trama irregolare. Rispettare la barriera cutanea : detergere con delicatezza e ripristinare i grassi naturali (ceramidi e acidi grassi) non è un "di più", ma la condizione necessaria perché gli altri attivi funzionino senza creare danni da stress infiammatorio. Ricorda che la costanza batte la potenza . Un prodotto economico usato ogni giorno è meglio di un siero di lusso usato una volta al mese! Se il tuo obiettivo è... La logica biologica è... Gli alleati da cercare sono... Preservare Bloccare i radicali liberi e i raggi UV SPF 30+, Vitamina C, Vitamina E Rinnovare Accelerare il ciclo di vita delle cellule Retinolo, Bakuchiol, Acido Glicolico Sostenere Mimare i segnali di produzione di collagene Peptidi, Fattori di crescita vegetali Dissetare Ridurre la perdita d'acqua transepidermica Acido Ialuronico, Ceramidi, Glicerina Fonti per approfondire: Journal of Investigative Dermatology – Per studi clinici sui retinoidi. British Journal of Dermatology – Ricerche sull'impatto dei raggi UV e dell'inquinamento. The Molecular Biology of the Skin (testo accademico) – Per la biochimica del collagene. Sito ufficiale AIIC (Associazione Italiana Informatori Cosmetici) – Per aggiornamenti normativi sugli attivi.
- Acido ialuronico: guida alla scelta e all'uso nella cosmesi naturale
Se segui il mondo della skincare, avrai sentito parlare dell’ acido ialuronico almeno un milione di volte. È spesso il re dei prodotti cosmetici come sieri, creme e maschere, ma ti sei mai chiesta/o cosa sia esattamente? È davvero così magico come dicono o è solo marketing? Oggi entriamo ci mettiamo il camice ed entriamo in un laboratorio cosmetico per scoprire la chimica dietro questa molecola e capire come scegliere i prodotti più adatti alla tua pelle ( o come spignattare il tuo siero personalizzato! ). Cos’è l’acido ialuronico? Partiamo dalla chimica Nonostante il nome "acido" possa spaventare, non ha nulla a che vedere con gli acidi esfolianti che conosciamo (es. acido salicilico, acido glicolico). Chimicamente, l'acido ialuronico è un glicosaminoglicano , ovvero una lunga catena di zuccheri (disaccaridi) che il nostro corpo produce naturalmente . Spesso pensiamo infatti all'acido ialuronico solo come a un gel dentro un flacone di vetro, ma la verità è che siamo letteralmente "fatti" di questa molecola . In un uomo di circa 70 kg, ci sono circa 15 grammi di acido ialuronico, e la cosa incredibile è che un terzo di questa quantità viene ricambiato (distrutto e rifatto) ogni singolo giorno. Nel nostro corpo, l'acido ialuronico si trova principalmente: nella pelle (circa il 50% di tutto l'acido ialuronico del corpo si trova qui), ovvero nel derma (strato profondo) e nell' epidermide (strato superficiale). Curiosità: con l'avanzare dell'età (e con l'esposizione ai raggi UV), la produzione cala drasticamente. Ecco perché la pelle perde turgore e compaiono le rughe. nelle articolazioni ( componente fondamentale del liquido sinoviale). Immaginalo come l'olio del motore: serve a lubrificare le articolazioni, permettendo alle cartilagini di scivolare l'una sull'altra senza attrito e assorbendo gli urti meccanici durante il movimento. negli occhi (nel corpo vitreo ovvero quella sostanza gelatinosa che riempie l'interno del bulbo oculare). Serve a mantenere la forma dell'occhio e a proteggere i delicati tessuti interni. Non a caso, molti colliri per la secchezza oculare sono a base di acido ialuronico! nei tessuti connettivi del corpo, nei vasi sanguigni e persino nelle gengive; nel cordone ombelicale . Immaginalo come una lunghissima collana di perle (esagoni colorati nell'immagine qui sopra). La sua caratteristica principale è l' igroscopicità : è in grado di legare a sé una quantità d'acqua impressionante, fino a 1.000 volte il suo peso . È la "spugna" biologica che mantiene i nostri tessuti idratati, elastici e lubrificati . Da dove arriva l'acido ialuronico? In passato, l'acido ialuronico per uso cosmetico veniva estratto principalmente dalla cresta di gallo. Oggi, fortunatamente, la scienza ha fatto passi da gigante: la quasi totalità dell'acido ialuronico che trovi nei tuoi prodotti è di origine biotecnologica , ottenuto tramite la fermentazione di particolari batteri (come lo Streptococcus zooepidemicus ) su substrati vegetali. È quindi un ingrediente vegan-friendly e purissimo. Capire che è l'acido ialuronico è di base una sostanza endogena (prodotta da noi, dal nostro corpo) spiega perché sia così ben tollerato nei cosmetici : la nostra pelle lo riconosce come "di famiglia", riducendo a zero il rischio di reazioni avverse. A cosa serve l'acido ialuronico nei cosmetici? La sua funzione principale è l'idratazione, ma il "come" lo fa dipende tutto dal suo peso molecolare : Alto peso molecolare = le molecole sono grandi e non penetrano. Restano in superficie creando un film protettivo che impedisce all'acqua di evaporare (effetto barriera). Medio peso molecolare: trattiene l’acqua negli strati intermedi dell’epidermide. Basso peso molecolare: grazie alle dimensioni ridotte , riesce a scendere più in profondità, stimolando la produzione naturale di collagene e rimpolpando le piccole rughe dall'interno. Lo puoi trovare davvero ovunque: dai detergenti alle creme idratanti, ma il suo "habitat" naturale è il siero viso , dove la concentrazione è più alta e la texture leggera ne favorisce l'azione. Come scegliere un cosmetico a base di acido ialuronico Mi raccomando: non farti ingannare solo dalla scritta sulla confezione! Ecco tre consigli che posso darti per scegliere il prodotto migliore per te: Controlla l'INCI : cerca termini come Sodium Hyaluronate (il sale dell'acido, più stabile e comune), Hyaluronic Acid o Hydrolyzed Hyaluronic Acid (quello a basso peso molecolare). Punta sul "multi-peso": i prodotti migliori (e spesso più costosi) combinano diversi pesi molecolari per lavorare contemporaneamente su superficie e profondità. Attenzione alla posizione: se il Sodium Hyaluronate è l'ultimo ingrediente della lista, la sua concentrazione sarà minima. Cerca prodotti dove compare nella prima metà dell'elenco degli ingredienti. L'acido ialuronico nella cosmesi naturale fai-da-te Se ami creare i tuoi prodotti in casa, l'acido ialuronico è uno degli attivi più gratificanti da usare, ma richiede un po' di attenzione. Come sceglierlo per lo spignatto In commercio (nei siti specializzati di materie prime) troverai solitamente il Sodio Ialuronato in polvere . Prendi il formato da 1g a 5g massimo. Ti consiglio di acquistare sia quello ad alto che a basso peso molecolare per creare un siero completo. Su Flowertales trovi quello ad alto peso molecolare. Dovrai partire dalla polvere per poi idratarlo (con dell'acqua distillata o dell'idrolato) per creare il tuo gel all'1% o 2%. Avrai poi sicuramente bisogno di aggiungere un conservante antibatterico. In alternativa, soprattutto se sei alle prime armi, ti consiglio di comprare direttamente un gel di acido ialuronico già pronto all'uso (che potrai poi eventualmente arricchire con altri attivi) . Ti consiglio questo di Flowertales oppure questo de La Saponaria . Come usarlo correttamente L'errore più comune? Usarne troppo. In un siero fatto in casa, la concentrazione standard della soluzione all'1% o 2% è l'ideale. Si prepara prima il gel (idratando la polvere in acqua distillata per alcune ore) oppure acquista un gel già pronto (vedi sopra). Si aggiunge il gel alla fase acquosa della tua preparazione (siero, crema, maschera). Il trucco ecodalia: applica sempre il siero sulla pelle leggermente umida e sigillalo subito dopo con una crema o un olio. Se l'ambiente è molto secco e non metti una protezione sopra, l'acido ialuronico potrebbe "rubare" acqua alla tua pelle invece di darla! Spero di averti dato delle informazioni utili per i tuoi prodotti a base di acido ialuronico! Se hai qualsiasi domanda non esitare a lasciare un commento a questo articolo. Sarò felicissima di leggerti e di risponderti! Vuoi creare il tuo siero perfetto con me? Se la teoria ti affascina ma hai paura di fare pasticci con pesi molecolari, attivi cosmetici e conservanti, ho la soluzione per te! Organizzo periodicamente degli eventi e workshop dal vivo dove ti insegnerò a formulare e realizzare il tuo siero viso personalizzato all'acido ialuronico . Porterai a casa un prodotto professionale, creato con le tue mani e su misura per le esigenze della tua pelle. 👉 Clicca qui per vedere le prossime date e prenotare il tuo posto! Fonti ed approfondimenti S.I.C.C. (Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche) PubChem - Hyaluronic Acid Compound Summary Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology: "Hyaluronic Acid: A Key Molecule in Skin Aging"
- Come pulire gli occhiali: ricetta di spray fatto in casa e consigli di manutenzione
Se ti sei mai chiesto/a come pulire gli occhiali in modo efficace senza rovinarli... Sei nel posto giusto! Occhiali sporchi riducono la nitidezza della vista e possono danneggiare i trattamenti delle lenti (che rendono i nostri occhiali tanto costosi e preziosi). Se porti gli occhiali ti sarà sicuramente capitato di ricevere in omaggio delle boccette spray con del liquido per la pulizia delle lenti (o forse ne acquisti periodicamente). In questo articolo ti spiegherò come creare un detergente per le lenti fatto in casa efficace e sicuro e ti darò qualche consiglio pratico per la cura quotidiana delle lenti (da occhialuta perenne quale sono!). Perché è importante e come pulire gli occhiali (nel modo giusto) Polvere, sebo della pelle, residui di trucco e smog possono accumularsi sulle lenti, riducendo la nitidezza e causando fastidio agli occhi. Pulire gli occhiali nel modo giusto: Ci fa vedere bene (migliora la visibilità e il comfort visivo). Protegge le lenti dai graffi e mantiene intatti i trattamenti antiriflesso o antigraffio Riduce i rischi di irritazioni agli occhi (mantiene gli occhiali igienizzati, riducendo il contatto con batteri e sporco). Per quanto io stessa sia davvero pigra (porto gli occhiali tutto il giorno tutti i giorni eppure dimentico sempre la pezzetta per pulirli da qualche parte), mi rendo conto di quanto sia importante prenderci cura correttamente di questo accessorio preziosissimo per la nostra vita (per la mia sopravvivenza quotidiana di sicuro). Visto che ormai faccio autoproduzione cosmetica da anni... Perché non realizzare in casa quel liquidino salva lenti che tutti noi occhialuti ci meritiamo? Vediamo insieme cosa ci serve per realizzarlo! Ingredienti del detergente fai-da-te (e a cosa servono) Per realizzare il nostro detergente lenti fatto in casa ci serviranno solamente 3 ingredienti: acqua distillata, alcol isopropilico e sapone neutro. Scopriamo le caratteristiche di questi ingredienti indispensabili. 1. Acqua distillata L’acqua del rubinetto può contenere minerali che lasciano aloni o macchie sulle lenti. L’acqua distillata, invece, è pura e aiuta a portare via lo sporco senza lasciare residui. 2. Alcol isopropilico L’alcol agisce da disinfettante e aiuta a rimuovere grasso e impronte digitali. Usato in concentrazione moderata (70%) non rovina le lenti né i trattamenti antiriflesso. Lo trovi nei negozi di bricolage oppure nei negozi specializzati per auto. Domanda che ti sarà sicuramente saltata in mente appena hai sentito la parola alcol : posso usare l'alcol rosa al posto dell'alcol isopropilico? Sì, puoi usare l’alcol rosa nella ricetta, ma ci sono alcune cose da sapere. L’alcol rosa è fondamentalmente alcool denaturato a cui vengono aggiunti coloranti e a volte profumi, per distinguerlo da quello destinato all’uso alimentare . La percentuale di alcool può variare, ma di solito si aggira intorno al 90–95% . 🔃 Cosa cambia nell’uso sugli occhiali Forza dell’alcool – L’alcol rosa è più concentrato (quindi più “forte”) rispetto all’alcol isopropilico al 70%. Usato puro può: Rovinare i trattamenti antiriflesso o antigraffio Seccare la montatura in plastica o gomme sul naso 🔹 Soluzione: diluiscilo con acqua distillata fino a ottenere una concentrazione intorno al 70%, così è sicuro per le lenti. Colorante – In teoria il colorante rosa non dovrebbe macchiare le lenti, ma se le lenti hanno trattamenti particolari, meglio fare un test su un angolo o diluire bene (sinceramente? Io non mi arrischierei a provare). Profumo o additivi – Evita versioni profumate o con additivi aggressivi: potrebbero lasciare aloni o danneggiare rivestimenti delicati. ✅ Come usarlo correttamente in ricetta Se vuoi sostituire l’alcol isopropilico con alcol rosa: Usa 1 parte di alcol rosa + 1 parte di acqua distillata (per arrivare circa al 70%) Aggiungi 1 goccia di sapone neutro Procedi come al solito con flacone spray e microfibra Così ottieni un detergente sicuro, efficace e un po’ più profumato! 🌸 3. Sapone neutro Una sola goccia di sapone neutro serve a sgrassare delicatamente le lenti senza danneggiare i rivestimenti. Ok ma... Cosa significa esattamente “sapone neutro”? Si chiama neutro perché ha un pH vicino a 7 , quindi non è né acido né basico . È delicato sulle superfici, sulla pelle e, nel nostro caso, sulle lenti. Non contiene coloranti, profumi forti, sgrassatori aggressivi o additivi che potrebbero danneggiare rivestimenti come antiriflesso, antigraffio o blu-light. Sugli occhiali ci è super utile per: Rimuove grasso, polvere e sebo senza intaccare i trattamenti delle lenti. Non lascia residui che potrebbero creare aloni o macchie. È più sicuro anche per montature delicate (plastica, acetato o metallo verniciato). Qualche esempio di sapone neutro che puoi trovare in commercio: Sapone di Marsiglia liquido non profumato Sapone liquido neutro per piatti senza coloranti né profumi Sapone liquido per bambini (senza parabeni o fragranze) 💡 Regola utile: se l’etichetta dice “delicato” o “neutro” e indica pH vicino a 7, va benissimo per pulire le lenti. Ricetta base per detergente delicato per occhiali Occorrente per 30g: 14g di acqua distillata 14g di alcol isopropilico 70% 0,5g di sapone neutro Procedimento: Versa acqua e alcol in un flacone spray pulito. Aggiungi il sapone e mescola delicatamente (cerca di fare meno schiuma possibile). Spruzza il detergente sulle lenti e asciuga con un panno in microfibra pulito. ⚠️Per lenti particolarmente delicate o con trattamenti antiriflesso, riduci del 50% il sapone o eliminato del tutto. Consigli utili per la manutenzione quotidiana degli occhiali Pulizia regolare (e frequente): lava gli occhiali sotto acqua tiepida e sapone neutro almeno una volta al giorno se li usi molto. Panni giusti: usa solo panni in microfibra, mai fazzoletti di carta o tessuti ruvidi. I fili della microfibra sono molto più sottili di un capello umano , questo permette di intrappolare polvere, sporco e sebo senza spingere le particelle contro la lente. Tessuti come fazzoletti di carta, cotone ruvido o asciugamani lasciano micro-graffi invisibili che col tempo rovinano i trattamenti delle lenti. Inoltre, la microfibra non lascia pelucchi, filamenti o aloni sulle lenti. Usata asciutta, o anche se leggermente umida, la microfibra asciuga bene senza creare striature. Conservazione sicura: riponi sempre gli occhiali in un astuccio rigido per evitare al massimo la probabilità di graffiarli. Evita esposizioni estreme: non lasciare gli occhiali in auto sotto il sole o vicino a fonti di calore intense. Controlli periodici: Se noti graffi profondi o allentamenti nelle montature, recati dall’ottico per una manutenzione professionale. Per farla breve... Un detergente casalingo a base di acqua distillata, alcol e sapone neutro è semplice, economico ed efficace per pulire le lenti senza danneggiarle. Abbinato a una manutenzione quotidiana attenta, può prolungare la vita dei tuoi occhiali e mantenere la vista sempre nitida. Con pochi accorgimenti, i tuoi occhiali rimarranno puliti, sicuri e pronti a offrirti sempre la migliore visione possibile !
- Regali di bellezza fatti in casa: 5 ricette di cosmesi DIY da offrire a Natale
Che sia per Natale, per un compleanno o per puro divertimento, creare in casa i propri prodotti di cosmesi da regalare può essere davvero divertente! Onestamente, ammetto che sto pensando decisamente al Natale scrivendo questo articolo 😆 ed immaginando che tu stia iniziando a pensare a che cosa regalare ai tuoi cari, ho deciso di proporti tra queste righe 5 ricette di cosmesi DIY (alcune davvero facili da realizzare, altre un po' più complesse) da offrire questo Natale ad amici e parenti. Partiamo? 1. Balsamo labbra colorato all'Alcanna Tra le ricette di cosmesi DIY non possono mancare i balsami e burri labbra. Questa ricetta molto semplice ed efficace è arricchita da un po' di colore: grazie all'alcanna questo balsamo dona alle labbra un delicato colorito rosso/rosato. Da provare per nutrire ed abbellire le nostre labbra quest'inverno! Ricetta balsamo labbra colorato all'Alcanna 2. Burro corpo nutriente* Ecco una super semplice e personalizzabile ricetta del burro corpo nutriente. Trattandosi di un prodotto solido, è sufficiente strofinarlo sulla pelle dopo il bagno o la doccia (o anche direttamente sotto la doccia!). La barretta si scioglie leggermente al contatto, rendendo l'applicazione facile e veloce. Pelle bella e nutrita all'orizzonte! Ricetta burro corpo nutriente per tutti i tipi di pelle 3. Bomba da bagno nutriente al burro di cacao* Il freddo e gli sbalzi di temperatura mettono a dura prova la tua pelle? Questa ricetta di bomba da bagno renderà l'acqua della vasca nutriente e addolcente grazie all'avena, alla camomilla e al burro di cacao che contiene. Un vero toccasana per la pelle! Ricetta bombe da bagno nutrienti con burro di cacao 4. Esfoliante festivo per il corpo* Tutti conosciamo la pelle secca in inverno! Per massimizzare l'equilibrio della pelle, è importante esfoliarla per liberarla dalla pelle morta. Niente di meglio che farlo con un sale esfoliante fatto in casa, e festoso! Una ricetta semplice e facile da realizzare, ottima come regalo per questo Natale. Ricetta sale esfoliante festivo per il corpo 5. Crema corpo "del Gladiatore" super nutriente La ricetta di questa crema fredda (oltre ad avere una storia decisamente avvincente!) è davvero fantastica, profondamente nutriente . Ideale per tutti i tipi di pelle, è un ottimo esempio di crema di base. È perfetta se sei alla prime armi con l'autoproduzione cosmetica e cerchi un'alternativa ad un'emulsione. Ricetta crema corpo super nutriente (senza emulsionante) *Fonte originale ricette: 5 produits faits main à offrir en cadeau | Les Mauvaises Herbes Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti. Buon viaggio nel mondo del sapone e cosmesi DIY 🫧 Francesca
- Risciacquo acido: il segreto naturale per capelli lucidi, morbidi e senza crespo
Il risciacquo acido è una fase un po' sconosciuta ma molto efficace nella nostra routine di bellezza naturale, perfetta per ottenere capelli brillanti, sani e morbidi . Fattori come lo shampoo, la temperatura dell’acqua (calda) e il pH dei prodotti detergenti possono causare l’eccessiva apertura delle cuticole del capello, lasciandolo crespo, opaco e spento. Ecco allora che il risciacquo acido viene in nostro soccorso! Vediamo insieme in cosa consiste, come realizzarlo in casa e come utilizzarlo correttamente per un risultato efficace. Cos’è il risciacquo acido e a cosa serve La struttura esterna del capello è simile ad una spiga di grano: se le “spighe” (le cuticole) rimangono chiuse e compatte, il capello appare protetto, liscio e brillante. Durante il lavaggio, però, le cuticole si aprono a causa del calore e del pH alcalino dei detergenti, facendo apparire i capelli spenti e ruvidi. In più, il calcare dell’acqua del rubinetto si deposita sulla superficie, rendendoli più duri e crespi. Il risciacquo acido consiste quindi nell’effettuare l’ ultimo risciacquo con acqua fredda leggermente acidificata con aceto, succo di limone o acido citrico (ingredienti con pH molto acido). Il suo scopo è quello di ripristinare il pH naturale dei capelli e a rimuovere i residui di calcare , lasciandoli lucenti e setosi. Come fare un risciacquo acido Per fare un risciacquo acido bastano pochi ingredienti comuni e naturali. ⚠️ Prima di passare alle ricette, una piccola accortezza: attenzione a non esagerare con la quantità di ingrediente acido, non deve prevalere in percentuale rispetto all'acqua. La quantità di acido rimane molto ridotta proprio per evitare di seccare la fibra capillare. Ecco tre metodi semplici per realizzare il tuo risciacquo acido in casa. 1️⃣ Risciacquo acido con aceto 1 litro di acqua fredda 1 cucchiaio di aceto (di vino o di mele). L’aceto contiene acido acetico, minerali, vitamine e zuccheri che " idratano " e lucidano i capelli. Non temere per l’odore: una volta asciutti, non si sentirà più! Se sei sensibile agli odori forti, scegli l’ aceto di mele — ha un profumo più delicato e un pH più vicino a quello dei capelli. Volendo puoi anche decidere di aromatizzare il tuo aceto con erbe aromatiche, agrumi o spezie per aggiungere un tocco di profumo alla tua ricetta! 2️⃣ Risciacquo acido con succo di limone 1 litro di acqua fredda 1 cucchiaio di succo di limone (filtrato) Ideale per chi non sopporta l’odore dell’aceto. 3️⃣ Risciacquo acido con acido citrico È la soluzione più ecologica e inodore (e che personalmente preferisco). L’acido citrico, derivato dal limone, si presenta come una polvere bianca molto concentrata. ⚠️L'acido citrico puro è molto irritante a contatto con gli occhi: quando prepari la tua soluzione utilizza dei guanti! 1 litro d’acqua fredda 1/2 cucchiaino di acido citrico. Usa il risciacquo acido alla fine della tua routine , dopo shampoo e balsamo.È ideale quando i capelli appaiono opachi o stressati — dopo il mare, una tinta o un periodo intenso. È la tocco finale che regala brillantezza immediata e leggerezza. Nota sulla conservazione del risciacquo acido Conserva la tua soluzione in una bottiglia oscurata (se possibile) e ti consiglio anche di aggiungere un conservante antibatterico (come il Cosgard o simili) per conservarlo il più a lungo possibile. Se vedi apparire sul fondo dei filamenti, significa che il tuo prodotto non è più utilizzabile. Smaltiscilo versandolo nel WC. Quando e come applicare il risciacquo acido sui capelli Si può usare dopo ogni shampoo e dopo il balsamo o la maschera. Versa direttamente (o con l'aiuto di uno spruzzino) la soluzione sui capelli partendo dal cuoio capelluto e lasciala scorrere sulle lunghezze. Massaggia di modo da assicurarti che il liquido si sparga omogeneamente su tutti i capelli. Non serve risciacquare di nuovo: è proprio l’ ultimo step del lavaggio dei capelli. Se lavi i capelli molto spesso, alterna il risciacquo acido a un idrolato naturale per non seccarli troppo. Ecco alcune alternative: Idrolato di rosmarino → tonificante, rinforzante e lucidante; perfetto per capelli grassi o con forfora. Idrolato di amamelide → lenitivo e rinfrescante, ottimo per cuoio capelluto secco o irritato. Idrolato di camomilla → ravviva i riflessi dorati e calma le irritazioni; adatto anche in caso di eczema o psoriasi. Domande frequenti sul risciacquo acido 👉 Il risciacquo acido rovina i capelli? No, se ben diluito non danneggia. Tuttavia, usarlo troppo spesso (più volte a settimana) può seccare i capelli più fini o secchi. L'ideale è utilizzarlo una volta a settimana o dopo una tinta o henné . 👉 Meglio aceto o limone per il mio risciacquo acido? Non c'è una reale differenza sostanziale. Utilizza quello che hai già in casa! 👉 Devo fare il risciacquo acido prima o dopo il balsamo? Dopo, è l’ultimo passaggio che permette di sigillare le cuticole e trattenere i nutrienti. 👉 Il risciacquo acido aiuta contro il crespo? Sì, chiudendo le cuticole i capelli risultano più lisci, luminosi e meno crespi — soprattutto i ricci o mossi. 👉 Il risciacquo fa durare di più il colore o l’henné? Assolutamente sì. Chiudendo le cuticole, i pigmenti restano intrappolati nel capello più a lungo, mantenendo la tinta più viva e duratura. Spero che proverai a realizzare anche tu questa semplice ricetta naturale di cura dei capelli! Se hai qualsiasi dubbio o domanda, non esitare a chiedere! Io sono qui. A presto 🫧 Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti e qui invece troverai i videocorsi registrati che potrai seguire tranquillamente da casa e con i tuoi tempi!
- Ricetta: pulizie di casa al naturale con la polvere alle tre “sode”
Da anni autoproduco in casa quanti più detersivi possibile per tre ragioni: ridurre il mio impatto ambientale (in particolare riducendo gli imballaggi), creare qualcosa di utile con le mie mani e, in fin dei conti, risparmiare. Oggi condivido questa ricetta semplicissima e versatile che motiverà anche te a passare alle pulizie di casa al naturale ! Ricetta: pulizie di casa al naturale con la polvere alle tre “sode” Ingredienti 30 ml di bicarbonato di sodio 60 ml di cristalli di soda (carbonato di sodio) 15 ml di percarbonato di sodio 1 vasetto in vetro a bocca larga da 250 ml (meglio se ermetico). Viene chiamata “ polvere alle tre sode ” perché è composta da: bicarbonato di sodio (NaHCO₃) Sgrassa e neutralizza gli odori (perfetto per frigoriferi, scarichi, scarpe, tappeti). Pulisce senza graffiare , quindi puoi usarlo su superfici delicate (inox, vetroceramica, lavandini, stoviglie). Smacchia leggermente e aiuta a sciogliere lo sporco grasso . In combinazione con acidi (come l’aceto o il limone), sviluppa una reazione effervescente utile per disincrostare e sbloccare gli scarichi. cristalli di sodio (carbonato di sodio, Na₂CO₃) Molto più alcalino del bicarbonato, quindi più potente . Sgrassa in profondità (ottimo per forno, pentole, stoviglie unte, piani cottura). Disincrosta e rimuove lo sporco ostinato . Ammorbidisce l’acqua (potenzia l’efficacia del detersivo in lavatrice). Ottimo per togliere macchie di grasso e sudore dai tessuti. ⚠️indossa sempre guanti e non usarlo su alluminio, superfici verniciate o delicate. percarbonato di sodio (2Na₂CO₃·3H₂O₂) È una combinazione di carbonato di sodio e perossido d’idrogeno (acqua ossigenata solida).Quando si scioglie in acqua calda (sopra gli 80°C), libera ossigeno attivo producendo un'azione sbiancante, smacchiante e disinfettante naturale. Perfetto per sbiancare i tessuti , rimuovere macchie organiche (vino, sangue, caffè). Igienizza superfici, sanitari e WC. Neutralizza gli odori e previene la muffa . Un trio imbattibile : sgrassa, smacchia, disinfetta e sbianca. Procedimento Indossando una mascherina, riduci il percarbonato di sodio in polvere fine con un mortaio (è opzionale, in alternativa mantieni il percarbonato nella sua forma originale. I granuli più grossi del percarbonato necessiteranno semplicemente di più tempo per sciogliersi). Versa nel barattolo il bicarbonato , i cristalli di soda e il percarbonato . Mescola bene. Conserva il composto in un contenitore ermetico , ben etichettato e sempre asciutto . ⚠️ Attenzione! Il mix di polveri si conserva a tempo indefinito , ma solo allo STATO SECCO .Non conservare mai la miscela con acqua :quando entra in contatto con l’acqua, il percarbonato libera ossigeno , e…ossigeno + contenitore chiuso = pressione = rischio di esplosione! 💥 👉 Aggiungi l’acqua solo al momento dell’uso . Come si usa la polvere alle tre “sode” per le tue pulizie di casa al naturale Cosa puoi pulire con questa mix di polveri? Praticamente tutto 😎 la porta del forno incrostata le griglie del forno le teglie bruciate (non in alluminio) il fondo delle pentole annerite la piastra in vetroceramica il WC , il lavello , la vasca , il lavabo , le piastrelle 🔹 Superfici (vetroceramica, forno ecc.) Mescola ¼ di tazza del composto con 1–2 cucchiai di acqua calda saponata fino a ottenere una pasta omogenea.Applica sulla superficie da pulire, lascia agire qualche minuto (fino a 20 per lo sporco più ostinato), poi strofina con una spugna.Risciacqua e… brilla! ✨ 🔹 Griglie e teglie Metti le griglie o le teglie nel fondo della vasca, coprile con acqua molto calda , aggiungi ¼–½ tazza di miscela e lascia agire per un'ora (finchè l'acqua non si intiepidisce). Strofina con una spugna. Ripeti se necessario. 🔹 Pentole bruciate Versa acqua molto calda sul fondo, aggiungi ½ cucchiaio di polvere e lascia agire tutta la notte . Il giorno dopo, una passata di spugna ed è come nuova. 🔹 WC Aggiungi 1 cucchiaio della polvere nell’acqua del WC e versa 500ml di acqua bollente . Lascia agire per 1 ora , poi strofina con la spazzola.Tira l’acqua e ammira il risultato! Cosa ne dici, è stato facile no? Se questa ricetta ti è piaciuta ed il mondo dell'autoproduzione ti incuriosisce, dai un'occhiata ai miei corsi (in presenza e online) di igiene della casa e cosmesi naturale , magari trovi qualcosa che ti piace! Spero che proverai a realizzare anche tu questa semplice ricetta di detersivo naturale! Se hai bisogno di qualsiasi chiarimento, io sono qui. A presto! Francesca Vuoi fare in casa i tuoi prodotti di igiene e cosmesi? Se desideri metterti in gioco, facendoti accompagnare nelle tue prime ricette di sapone e cosmesi fatta in casa, qui trovi il calendario aggiornato dei corsi . Se invece preferisci lavorare in autonomia, qui sotto trovi le mie dispense complete che ti guideranno passo passo nella realizzazione dei tuoi prodotti e qui invece troverai i videocorsi registrati che potrai seguire tranquillamente da casa e con i tuoi tempi!












