Bakuchiol: l’alternativa naturale al retinolo che sta rivoluzionando la bio-cosmesi
- 5 giorni fa
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Se bazzichi nel mondo della skincare, avrai sicuramente sentito nominare il bakuchiol. È diventato la "star" indiscussa dei sieri anti-age, spesso presentato come l'alternativa vegetale e delicata al retinolo. Ma è solo marketing o c’è della vera scienza dietro?
Oggi scopriamo insieme cos’è questa molecola, perché la tua pelle la adorerà e come puoi utilizzarla anche nelle tue creazioni di bellezza fatte in casa!

Cos’è il Bakuchiol? Scienza e origine
Il bakuchiol è un composto fenolico naturale. Chimicamente parlando, è un meroterpene (una classe di composti che hanno una struttura parzialmente terpenica).
Si estrae principalmente dai semi e dalle foglie della pianta Psoralea corylifolia, nota nella medicina ayurvedica e cinese come Babchi.
Retinolo vs Bakuchiol: quali differenze?
Il retinolo non è altro che la Vitamina A1 nella sua forma alcolica (C20H30O). Si trova preformato in alimenti come fegato, uova e burro. Gli animali lo sintetizzano a partire dai carotenoidi (i pigmenti arancioni delle piante). Poiché estrarlo dagli animali sarebbe costoso e poco etico, il retinolo cosmetico è quasi sempre sintetico. Si ottiene attraverso complessi processi chimici partendo spesso dal citrale (un composto che si trova nell'olio essenziale di lemongrass) o dal β-ionone sintetizzato in laboratorio.
Nei prodotti cosmetici non lo troviamo puro, ma in formulazioni tipo sieri notte, creme "rigenerative", contorno occhi, trattamenti per l'acne, lozioni corpo.
Se vuoi scovarlo nell'elenco ingredienti, cerca questi nomi:
Retinol: Il retinolo puro (efficace ma instabile).
Retinyl Palmitate / Retinyl Acetate: Sono gli "esteri del retinolo". Più stabili e delicati, ma molto meno potenti (devono fare troppi passaggi chimici sulla pelle per attivarsi).
Retinal (Retinaldeide): Più vicino alla forma attiva, molto potente ma raro perché difficilissimo da formulare senza che "scada" nel flacone.
Non andiamo oltre con l'aspetto chimico, diciamo solo che il retinolo non è "cattivo" in sè ovviamente ma è un ingrediente con cui bisogna scendere a patti. Vediamo un po' perché.
Il retinolo accelera drasticamente il turnover cellulare. Questo è un bene per le rughe, ma spesso causa quella che i dermatologi chiamano retinizzazione:
desquamazione: la pelle si spella letteralmente.
rossore e bruciore: la barriera cutanea viene temporaneamente compromessa.
secchezza estrema: molte persone non riescono a superare questa fase iniziale di adattamento.
Tra gli altri limiti del retinolo troviamo:
instabilità: il retinolo si degrada rapidamente se esposto alla luce e all'aria. Per questo i prodotti che lo contengono devono avere packaging opachi e airless;
sensibilizza: poiché assottiglia lo strato corneo (quello più superficiale fatto di cellule morte), la pelle diventa molto più vulnerabile ai danni dei raggi UV. Se usi il retinolo di sera e dimentichi la protezione solare (SPF 50) il mattino dopo, rischi macchie e scottature serie. Chi soffre di rosacea, psoriasi o eczema spesso non può nemmeno avvicinarsi al retinolo senza scatenare una crisi. Inoltre è caldamente sconsigliato (spesso vietato per precauzione) l'uso di derivati della Vitamina A durante la gravidanza;
Quando inizi a usare il retinolo, la pelle può peggiorare prima di migliorare. Poiché accelera il ricambio cellulare, porta in superficie tutte le impurità sottocutanee contemporaneamente, causando sfoghi di acne temporanei che possono durare settimane.
E qui entra in gioco il nostro bakuchiol. È stato dimostrato che sia un analogo funzionale: agisce cioè sugli stessi recettori cutanei, stimolando la produzione di collagene e il turnover cellulare senza però causare le classiche irritazioni dei retinoidi. Pur avendo una struttura chimica totalmente diversa (è un terpene fenolico, non una vitamina), riesce a "mimare" lo stesso comportamento biologico dell'acido retinoico senza avere quella catena così fragile e irritante.
A differenza del retinolo, il bakuchiol è fotostabile (non si degrada al sole) e non è fotosensibilizzante. Questo lo rende perfetto anche per la skincare routine del mattino.
Caratteristica | Retinolo | Bakuchiol |
Effetto Anti-age | Eccellente | Molto buono / Comparabile |
Irritazione | Comune (rossore, spellature) | Quasi assente |
Uso diurno | Sconsigliato (fotosensibile) | Sicuro (fotostabile) |
Gravidanza | Vietato / sconsigliato | Sicuro |
Origine | Sintetica o animale | Vegetale (Psoralea corylifolia) |

Proprietà e funzionalità del bakuchiol nei cosmetici
Il bakuchiol è un ingrediente multitasking. Ecco cosa fa concretamente per la tua pelle:
Anti-aging potente: stimola i fibroblasti a produrre collagene di tipo I, III e IV, riducendo la profondità delle rughe.
Antiossidante: protegge la pelle dai danni dei radicali liberi e dall'inquinamento.
Anti-acne e seboregolatore: grazie alle sue proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, è eccellente per trattare le pelli impure senza seccarle.
Schiarente: aiuta a contrastare le macchie post-infiammatorie e da iperpigmentazione.
Lo trovi principalmente in sieri oleosi, booster e creme notte. Essendo una molecola lipofila (che ama i grassi), dà il meglio di sé in formulazioni oleose (anidre) o in emulsioni ricche.
Come scegliere un cosmetico al Bakuchiol in commercio
Se decidi di acquistarlo pronto, non farti ingannare solo dal nome sulla confezione. Ecco a cosa prestare attenzione:
la concentrazione: per essere efficace, il bakuchiol deve avere una concentrazione compresa tra lo 0,5% e l'1%.
Purezza: cerca prodotti che specifichino l'uso di bakuchiol purificato (spesso indicato con il marchio brevettato Sytenol® A). L'olio di Babchi grezzo, infatti, contiene psoraleni, sostanze che possono essere fototossiche. Il bakuchiol puro, invece, ne è privo.
Packaging: anche se è più stabile del retinolo, preferisci flaconi in vetro scuro o ambrato per preservare l'integrità del prodotto.
Bakuchiol nello spignatto: guida al fai-da-te
Se ami creare i tuoi cosmetici, il bakuchiol è un ingrediente meraviglioso da manipolare, ma richiede alcune accortezze.
Acquista sempre Bakuchiol puro al 99% da fornitori certificati per materie prime cosmetiche. Evita l'olio di Babchi puro se non sei certa della rimozione degli psoraleni.
Solubilità: è liposolubile. Va aggiunto alla fase grassa (Fase B) o, meglio ancora, a freddo (Fase C) per preservarne le proprietà.
Percentuale d'uso: mantieniti tra lo 0,5% e l'1% del peso totale della tua preparazione (es. In 100g di siero viso, aggiungerai 1g di bakuchiol alla fine della preparazione, mescolando bene).
pH: è stabile in un range di pH piuttosto ampio, solitamente tra 4.0 e 6.5, il che lo rende compatibile con quasi tutte le ricette per il viso.
Se non riesci ad acquistarlo puro, puoi acquistare dei sieri pronti come questo de La Saponaria (che puoi usare già così) ed inglobarlo nelle tue ricette. Purtroppo è già diluito, quindi ricordati che la concentrazione nel tuo prodotto sarà molto inferiore.
Spero che questo articolo ti possa essere d'aiuto per capire come utilizzare questo incredibile ingrediente. Se hai qualsiasi domanda non esitare a lasciare un commento a questo articolo. Sarò felicissima di leggerti e di risponderti!

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Fonti per approfondire:
British Journal of Dermatology: "Prospective, randomized, double-blind assessment of topical bakuchiol and retinol for facial photoageing."
International Journal of Cosmetic Science: "Bakuchiol: a retinol-like functional compound revealed by gene expression profiling."





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