top of page

Risultati della tua ricerca

58 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Cosmesi etica e sostenibile: i miei brands preferiti

    Non sempre abbiamo il tempo, la voglia o le competenze per autoprodurre in casa i nostri prodotti di cura della persona. Per fortuna esistono tanti brands di cosmesi etica e sostenibile che si prendono cura di noi al meglio! In questo articolo ho deciso di riportare alcuni dei miei marchi preferiti, tanto per la qualità dei loro prodotti quanto per i valori di cosmesi slow che perseguono e che mi stanno tanto a cuore. Buona scoperta! POTENTILLA - Puglia Potentilla produce cosmetici con estratti di foglie, fiori, frutti, bacche e radici di piante selvatiche della Murgia pugliese. Si occupano personalmente della raccolta che viene eseguita a mano, rispettando i tempi balsamici e la capacità riproduttiva delle piante. Ho acquistato da loro una crema mani-corpo strepitosa e il loro meraviglioso spray igienizzante ricaricabile. Questa azienda mi piace davvero moltissimo per l'attenzione alla riuso dei contenitori (opzioni ricaricabili e flaconi/barattoli in alluminio) e l'ultilizzo di piante selvatiche autoctone. Approvatissimo! ETHICAL GRACE - Torino Ethical Grace è composta da un giovane team di artigiani specializzati nella creazione di cosmetici naturali fatti a mano nel Torinese. I loro prodotti nascono dalla necessità di cambiare le nostre abitudini e trasformarle in sostenibilità. Non ho ancora avuto il piacere di provare i loro prodotti ma ho diverse amiche che usano i loro shampoo solidi e si trovano benissimo! Negozio leggero - Torino Negozio leggero è un'azienda di prodotti sfusi (alimentari e non) che mi piace molto per il suo impegno nel mondo zero waste. Nel tempo hanno creato una linea di cosmetici solidi davvero fatta bene. Mi sono innamorata del loro shampoo solido Frangipane, quindi non posso che consigliarlo! Inoltre da Negozio Leggero trovo diverse materie prime (oli e altro) per l'autoproduzione cosmetica e di igiene per la casa. Officina Naturae - Rimini Officina Naturae è un brand ormai ben consolidato nel mondo della cosmesi sostenibile, una realtà sicuramente ben più grande delle altre citate ma che vale comunque la pena citare. Ho provato il loro deodorante solido CO.SO. Vanitoso e devo dire che mi sono trovata davvero molto bene. Vendono prodotti per la cura della persona e di igiene della casa. Sicuramente da provare! La Saponaria - Pesaro Anche La Saponaria è ormai un brand affermato nel mondo cosmetico sostenibile. Da loro acquisto la maggior parte degli ingredienti per i miei corsi di autoproduzione ed ho provato anche diversi prodotti finiti. Mi piace molto la loro audacia ed innovazione in questo campo, facendo sempre più sforzi per certificare Bio e Vegan la maggior parte dei loro prodotti e sviluppare ulteriormente l'approccio zero rifiuti. Questi sono solo alcuni dei marchi che preferisco, aggiornerò la lista mano a mano che scoprirò altre realtà! Hai altri brands da consigliare? Non esitare a lasciare un commento raccontando la tua esperienza! Un abbraccio, Francesca

  • Dentifricio in polvere: vantaggi, come usarlo e ricetta per autoprodurlo!

    E se il dentifricio in polvere fosse la soluzione migliore per la tua igiene orale? Come molti dei prodotti cosmetici e per la cura della pelle di cui parliamo in questo blog, è possibile sostituire il dentifricio tradizionale con un'alternativa sana, economica ed ecologica. Cos'è questo dentifricio in polvere? Quali sono le sue virtù? Come usarlo? In questo articolo ti racconto come sceglierlo e come autoprodurlo in casa! Qual è il ruolo del dentifricio e dello spazzolamento? Prima di esaminare la composizione del dentifricio, è importante capire il suo ruolo (oltre a quello di regalarci un buon alito, che è sicuramente importante): quando si mangia, i batteri naturalmente presenti nella bocca trasformano gli alimenti ed in particolare lo zucchero in acidi che attaccano lo smalto. Si tratta della cosiddetta placca, che deve essere rimossa con uno spazzolamento meticoloso e regolare. Se non viene pulita, si accumula, si mineralizza e può formare tartaro. Sarà quindi la causa di carie, problemi alle gengive... e altre malattie poco simpatiche. Così, il ruolo dello spazzolino (il più importante) è quello di pulire la bocca dai depositi di cibo e quello del dentifricio è grossomodo quello di sbarazzarsi di batteri e acidi, rispettando l'ecosistema orale. A queste funzioni di base, si può aggiungere quella di sbiancare i denti grazie ad agenti lucidanti, di proteggere le gengive sensibili, ecc. L'antenato del dentifricio, che consisteva in cenere e polvere di argilla, è cambiato molto nel tempo: a strisce, glitterato, rosa o blu, il dentifricio "convenzionale" dei grandi marchi industriali gioca sempre di più su sensazioni piacevoli in bocca e sempre meno sui principi attivi. A quale costo per la nostra salute? Quali sono gli ingredienti utilizzati per ottenere un tale risultato e, soprattutto, sono pericolosi? Quali sono le sostanze da evitare nel dentifricio? Tra le principali sostanze controverse, o di comprovata pericolosità, presenti spesso nel nostro dentifricio in tubetto, troviamo: Biossido di titanio (INCI: TITANIUM DIOXIDE): il biossido di titanio è sospettato di essere pericoloso se ingerito, inalato o sotto forma di particelle NANO. Ciò significa che queste particelle sono così fini da poter raggiungere il cervello attraverso il flusso sanguigno. È classificato come "possibile cancerogeno" dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Per quanto riguarda i dentifrici, un recente studio dell'associazione "Agir pour l'environnement" (Agire per l'ambiente) mostra che è presente in un terzo dei dentifrici testati, anche nei prodotti biologici (il biossido di titanio è autorizzato da Ecocert, quindi spetta al produttore decidere se aggiungerlo o meno). Il suo ruolo? Per dare alla pasta un aspetto bianco e opaco. Un vantaggio di prodotto molto ridotto se paragonato ai potenziali pericoli che rappresenta! Triclosan: è un disinfettante spesso usato nei gel doccia, nei deodoranti, ecc. Nei dentifrici ha un ruolo antimicrobico, ma può anche essere usato come conservante. È sospettato di essere cancerogeno (per essere un po' originali) e di essere un interferente endocrino. Infatti, secondo uno studio dell'INSERM, può essere pericoloso per le donne in gravidanza e può causare disturbi comportamentali nei bambini piccoli. Può anche causare resistenza agli antibiotici. Solfati: sono utilizzati nei gel doccia e nei dentifrici per rendere il prodotto schiumoso o per addensare la pasta. Il problema è che può causare irritazioni, afte, secchezza e probabilmente ulcere se ingerito. È anche un ingrediente spesso con un impatto ambientale molto alto, soprattutto per gli ambienti acquatici. Tra le varie, si trova anche nei pesticidi e nei fungicidi... (Il tuo dentifricio non fa schiuma? Non prendertela, è un buon segno!). Microplastiche, polimeri di sintesi, glicole propilenico...: ad alto impatto ecologico (molto difficili da filtrare, molto lunghi da decomporre), non sono in alcun modo essenziali per lo sviluppo di un dentifricio. Per esempio, la microplastica si trova nelle piccole perle "lucidanti" dei dentifrici sbiancanti. Il glicole propilenico è un olio minerale (ricavato dal petrolio), utilizzato come solvente e considerato altamente tossico dall'EPA. Se vuoi approfondire questo tema, ti consiglio questo articolo di Officina Naturae. Dentifricio in polvere: che cos'è e come sceglierlo? Siamo sempre stati abituati al sapone in pasta (tubetto da spremere), ma in realtà esistono altri due formati di dentifricio: solido (cubo da strofinare o pastiglie da masticare) e in polvere. Queste versioni "alternative" sono molto interessanti perché contengono ingredienti di origine naturale, sono (tendenzialmente) prive di sostanze chimiche e a zero rifiuti. In questo articolo approfondisco il dentifricio in polvere, non solo perché lo utilizzo da anni e mi trovo davvero bene, ma anche perché è estremamente facile da autoprodurre! Composizione del dentifricio in polvere A differenza dei dentifrici in pasta, il dentifricio in polvere non contiene detergenti, soda, triclosan, parabeni, coloranti, biossido di titanio o altri ingredienti impronunciabili. Realizzata con pochi ingredienti sani, facilmente reperibili anche di origine biologica, la polvere scivola tra i denti per una pulizia efficace e delicata sia per lo smalto che per le gengive. Quali sono i vantaggi rispetto ad un dentifricio convenzionale? Il dentifricio in polvere è composto esclusivamente da principi attivi. In altre parole, la ricetta si limita alla parte utile del prodotto, tralasciando gli ingredienti controversi, alcuni dei quali sono notoriamente pericolosi per la nostra salute. Va inoltre sottolineato che questo prodotto è una formula secca; al di là dell'aspetto ecologico, l'assenza di acqua limita lo sviluppo di corpi estranei come microbi o batteri. Da un punto di vista più sociale, acquistare un dentifricio in polvere significa incoraggiare le piccole marche indipendenti (che non sono particolarmente più costose delle grandi marche). Questi marchi più piccoli sono spesso gestiti da persone appassionate, preparate ed attente ai temi della salute e dell'etica. Infine, la maggior parte dei dentifrici in polvere presenti sul mercato ha una confezione biodegradabile o riutilizzabile. E poi c'è sempre la possibilità di preparare in casa il tuo dentifricio in polvere, e anche questo è zero rifiuti! Siwak, carbone vegetale, argilla bianca... Quale scegliere? Siwak, argilla bianca, carbonato di calcio, menta... gli ingredienti variano a seconda della ricetta ma si contano sempre sulle dita di una mano: Polvere di Siwak: è originaria del Medio Oriente e veniva utilizzata già secoli prima di Cristo. Rafforza lo smalto e le gengive, combatte la placca, la carie e l'alito cattivo, ha un'azione antinfiammatoria e antibatterica e agisce anche sul bianco dei denti grazie alle sue riconosciute proprietà disincrostanti. Argilla bianca: è un abrasivo delicato che pulisce la bocca e garantisce una pulizia profonda senza danneggiare lo smalto. Carbonato di calcio o blanc de meulon: un altro abrasivo delicato, il carbonato di calcio, noto anche come blanc de meudon, rimineralizza i denti e stimola le gengive, con conseguente alito fresco e bianco. Menta: è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, ma anche per la sua capacità di stimolare la produzione di saliva. Buono a sapersi: l'olio essenziale di menta è anche un rimedio affidabile ed efficace per il mal di denti. Le sue proprietà disinfettanti e analgesiche leniscono i denti doloranti e i tessuti gengivali infiammati! Carbone vegetale: il carbone vegetale deve essere affrontato con un po' più di cautela. Anche se la sua azione sbiancante è indiscutibile, questa è la sua unica proprietà dimostrata. Le sue presunte azioni antisettiche e antibatteriche, al limite del marketing ingannevole, non sono oggetto di alcun consenso scientifico. Peggio ancora, se usato a lungo, il carbone danneggia lo smalto ed aumenta il rischio di carie. È perfettamente possibile utilizzarlo con moderazione per "cure sbiancanti" occasionali. Come usare il dentifricio in polvere? Veniamo al dunque: come si usa il dentifricio in polvere? Questo prodotto è talvolta contenuto in barattoli rotondi e piatti, come alcuni prodotti cosmetici come la crema o il gel per capelli. Potrai quindi versare la polvere direttamente sullo spazzolino da denti. Un'opzione più intelligente è quella di tenere un piccolo contenitore sul lavandino e versarvi una piccola quantità di polvere ogni volta che lo si usa, immergendovi lo spazzolino. Per ovvie ragioni di igiene, si consiglia di non immergere il pennello direttamente nel contenitore. Personalmente autoproduco spesso piccole quantità di dentifricio, non mi faccio quindi troppi problemi ad immergere il mio spazzolino direttamente nel contenitore (non dura abbastanza per una proliferazione dei batteri problematica). Buono a sapersi: alcuni marchi offrono un formato di flacone in cui il tappo può essere utilizzato per raccogliere la giusta quantità di prodotto. Questo tipo di contenitore ti eviterà di dover rapire una tazza da caffè o un bicchiere da shot dalla tua cucina per utilizzarlo. Il dentifricio in polvere è destinato allo spazzolamento a secco, tranne che per il risciacquo (a proposito, anche quando si usa un dentifricio convenzionale, non è consigliabile bagnare lo spazzolino o il dentifricio). Un'altra caratteristica particolare è l'assenza di schiuma. All'inizio potrebbe disturbarti, ma vedrai che ti ci abituerai rapidamente. È un vantaggio significativo anche per le persone maldestre che tendono a far gocciolare il dentifricio sul mento o sui vestiti. Ora che hai tutte le carte in mano, tocca a te! Ricetta del dentifricio in polvere: autoproducilo in casa in 60 secondi! Sono ormai 5 anni che utilizzo questa ricetta di dentifricio in polvere autoprodotto. Mi sono sempre trovata molto bene con questa ricetta, ma attenzione: se hai denti o gengive sensibili, assicurati che questo tipo di dentifricio sia adatto a te. Provalo per un periodo di tempo limitato (un paio di settimane) e cerca di capire se ti da problemi. La cosa più importante è ascoltare sempre i segnali del proprio corpo: quello che va bene per me non va per forza bene anche a te. Di seguito trovi un video esplicativo che ho realizzato per l'associazione Impatto, di cui faccio parte e che ti invito a seguire, e tutte le informazioni utili per la realizzazione. Buon divertimento! Questa ricetta è tratta dal libro "La famiglia zero rifiuti (o quasi)" di Jérémie Pichon e Bénédicte Moret, che é stato per me una manna dal cielo quando mi sono messa allo "zero rifiuti" e all'autoproduzione. Lo consiglio caldamente anche per i più giovani (molto illustrato)! INGREDIENTI: 🌿 3 cucchiai da zuppa di argilla bianca (la trovi in erboristeria o in negozi specializzati come La Saponaria) 🌿 1 cucchiaio da zuppa di carbonato di calcio (in alternativa puoi usare il bicarbonato alimentare finissimo, che però è meno delicato) 🌿 5 gocce di olio essenziale (limone e/o menta) ATTENZIONE: gli oli essenziali, se mal utilizzati, possono avere delle controindicazioni. Informati sempre prima di utilizzarli, in modo da evitare situazioni spiacevoli. Sono sconsigliati per le donne in gravidanza. PROCEDIMENTO: Mescolare i 3 ingredienti in una ciotola e versarli poi delicatamente in un vasetto di vetro dal diametro largo. Fammi sapere se deciderai di lanciarti nella realizzazione del tuo dentifricio! Sono a tua disposizione se hai bisogno di consigli o suggerimenti. A prestissimo, Francesca 🫧

  • Ricetta: sapone di marsiglia fatto in casa

    In questo articolo ti spiego come realizzare in casa il sapone di marsiglia (100% olio di oliva) profumato alla lavanda. Una ricetta perfetta se non ha mai realizzato il sapone! Semplicissima e rapida da produrre. Sapone di marsiglia: ingredienti (per 1kg di sapone circa) 1kg di Olio - di oliva (vergine, extravergine, come preferisci). Se scegli un altro olio, bisognerà ricalcolare il coefficiente di saponificazione (rapporto olio-soda) 134 gr di soda caustica (idrossido di sodio) 300gr di acqua demineralizzata – l’acqua è il nostro solvente che permetterà la reazione chimica di saponificazione. Non è necessario che sia pura, puoi recuperare l’acqua del condizionatore o deumidificatore. Anche l’acqua del rubinetto va bene, purché non sia troppo dura, altrimenti rischierà di creare dei difetti nel sapone. 10ml di olio essenziale (opzionale). In questo caso ho scelto l'olio essenziale di lavanda. 1 cucchiaio di amido di mais (opzionale - per fissare la profumazione dell’olio essenziale) Elementi decorativi (arance essiccate, petali di rosa o lavanda, semi di papavero, coloranti naturali… dai sfogo alla tua creatività!) Sapone di marsiglia: strumenti di lavoro Per quel che riguarda gli strumenti di cui abbiamo bisogno, assicurati di avere tutto il necessario prima di iniziare. Per la nostra sicurezza (durante il procedimento, soprattutto durante la manipolazione della soda e del sapone grezzo), è necessario dotarci di: Guanti di gomma; Mascherina per gli occhi (ideali da lavoro, che proteggano bene gli occhi) Mascherina per naso e bocca. Questi sono necessari per proteggerci perché la soda reagisce molto in fretta con i liquidi e l'umidità stessa dell’aria. Cerca di svolgere il procedimento in una stanza dotata di finestre, in modo da far circolare l’aria. Ti consiglio inoltre di vestirti con abiti coprenti: maniche lunghe, pantaloni lunghi, ciabatte/scarpe. Per evitare di bruciarsi in caso di schizzi imprevisti! Per il procedimento avremo invece bisogno di: 1 caraffa in Pyrex (o pentola di acciaio Inox); 1 pentola in acciaio Inox (con i bordi alti) - deve essere resistente al calore (no alluminio o ghisa); 1 cucchiaio di legno (che poi adibirai esclusivamente alla produzione del sapone); 1 tazza 1 bilancia elettronica; 1 frullatore ad immersione; 1 Stampo in silicone; Carta da forno; Coperta in pile/lana; Carta da giornale (se hai bisogno di proteggere il piano da lavoro) Grembiule da cucina (per non sporcarci i vestiti). Sapone di marsiglia: procedimento. Per il procedimento completo, ti lascio guardare il video che ho realizzato per Impatto APS in collaborazione con “Il laboratorio dell’Autoproduzione”. La ricetta che ti proporrò oggi infatti è tratta dal loro sito www.autoproduco.it (l’autrice è Arianna Avenali) e dal libro di Elisa Nicoli “Bolle in libertà” (ora disponibile come "Pulizie Creative"). Una volta versato il sapone nello stampo, copri il tutto con della carta da forno (che potrai riutilizzare per i prossimi saponi), e avvolgi nelle coperte. Lascia riposare almeno 24 ore prima di togliere dallo stampo (in modo che si solidifichi bene). Passate le 24 ore, si può tagliare la forma. IMPORTANTE: È necessario lasciar stagionare (in "cura") il nostro sapone almeno 1 mese prima di poterlo usare. Mantenerlo avvolto nella carta da forno, lasciar riposare in un logo secco, arieggiato e non colpito dalla luce diretta. Come hai potuto vedere, fare il sapone è molto più semplice di quel che si pensi. Ancora una volta, ringrazio Elisa Nicoli e il Laboratorio di autoproduzione per aver condiviso con noi questa fantastica ricetta 🙏 Spero che questa ricetta ti sia piaciuta! Non esitare a provarla a casa e fammi sapere nei commenti come ti viene! Per qualsiasi dubbio o curiosità sono a disposizione 🫧

  • Detersivo piatti solido: vantaggi e ricetta per farlo in casa!

    Se in casa ti capita di lavare i piatti a mano, hai probabilmente l'abitudine di usare un detersivo piatti liquido: dal colore brillante, ti assicura tantissima schiuma. E se ti dicessi che esiste un'alternativa altrettanto efficace, zero rifiuti, rispettosa dell'ambiente e che puoi farla tu, in casa? Sto parlando del detersivo piatti solido! Oggi ti racconto le sue virtù e condivido con te una ricetta super efficace che uso ormai da tanti anni. Perché usare il detersivo solido per piatti? Le ragioni che mi hanno spinta a passare al detersivo solido per i piatti sono fondamentalmente ecologiche. Cercavo una soluzione zero rifiuti per lavare i piatti ed ecco che, leggendo il blog di autoproduco.it, ho scoperto il detersivo solido. Avevo appena iniziato a realizzare i miei primi saponi (con il metodo della saponificazione a freddo) e così mi sono detta: perché non provare a realizzare anche il detersivo? Ecco le ragioni per le quali io ti consiglio di utilizzare un detersivo solido per i piatti (acquistato o fatto in casa): La riduzione dei rifiuti: meno flaconi in giro = meno rifiuti futuri! La giusta quantità di schiuma: i detersivi liquidi (soprattutto quelli della grande distribuzione) producono un'enorme (esagerata) quantità di schiuma. Il detersivo solido produce la giusta quantità di schiuma, così da risparmiare acqua al momento del risciacquo. La durata: una sapone solido dura molto di più di un detersivo liquido (e questo vale per tutti i detergenti e cosmetici!). La genuinità e trasparenza: quello che amo nei detergenti solidi è che nella loro composizione c'è solo l'indispensabile. Niente additivi tossici ed inquinanti. Se poi sei proprio tu a realizzare il tuo detersivo piatti, allora avrai il controllo totale degli ingredienti che utilizzi. Detersivo piatti solido: la ricetta La ricetta che ti propongo oggi è molto semplice e rapida da fare! Come per il sapone di Marsiglia autoprodotto, anche in questo caso avremo bisogno di utilizzare la soda caustica per realizzare il processo di saponificazione a freddo. Prima di guardare questo video, vi consiglio di dare un’occhiata a quello del Sapone di Marsiglia, nel quale spiego in modo più approfondito il processo si saponificazione. Questa ricetta è tratta dal blog autoproduco.it e dal libro di Elisa Nicoli "Pulizie creative". INGREDIENTI (800g di detersivo circa) 350gr di Olio di oliva (vergine, extravergine, come preferite) 150gr di Olio di Cocco (sceglilo biologico e da commercio equo e solidale, riducendo in questo modo la responsabilità ambientale e sociale dovuta alla produzione di quest’olio) 10gr acido citrico 6g + 78gr soda caustica (eccesso di soda del 5%) – pesali separatamente (nel video mostro come creare il "sequestrante" con l'acido citrico e i 6g di soda) 150gr di acqua demineralizzata 1 cucchiaio di caffè in polvere 15ml di olio essenziale di limone (opzionale) + 1 cucchiaio di amido di mais (opzionale - per fissare la profumazione dell’olio essenziale) STRUMENTI Per la nostra sicurezza (durante il procedimento, soprattutto durante la manipolazione della soda), è necessario dotarci di: Guanti di gomma Mascherina per gli occhi (ideali da lavoro, che proteggano bene gli occhi) Mascherina per naso e bocca. Questi sono necessari per proteggerci perché la soda reagisce molto in fretta con i liquidi e la stessa umidità dell’aria. Cerca di svolgere il procedimento in una stanza dotata di finestre, in modo da far circolare l’aria. Ti consiglio inoltre di vestirti con abiti coprenti: maniche lunghe, pantaloni lunghi, ciabatte/scarpe. Per evitare di bruciarsi in caso di schizzi imprevisti! 1 caraffa in Pyrex 1 pentola in acciaio Inox (con i bordi alti) 1 cucchiaio di legno (che poi adibirai esclusivamente alla produzione del sapone) 1 tazza 1 bilancia elettronica 1 frullatore ad immersione 1 Stampo in silicone Carta da forno Coperta in pile/lana Carta da giornale (se hai bisogno di proteggere il piano da lavoro) Grembiule Per il procedimento completo, ti lascio guardare il video. Una volta versato nello stampo, copri il tutto con della carta da forno (che potrai riutilizzare per i prossimi saponi), e avvolgere nelle coperte. Lasciar riposare almeno 24 ore prima di togliere dallo stampo (in modo che si solidifichi bene). Passate le 24 ore, si può tagliare la forma. È necessario lasciar stagionare il nostro sapone almeno 1 mese prima di poterlo usare. Mantenerlo avvolto nella carta da forno, lasciar riposare in un logo secco, arieggiato e non colpito dalla luce diretta. Come usare il detersivo piatti solido? L'uso cambia un po': siamo abituati a lavare i piatti con un detersivo liquido, quindi inevitabilmente il passaggio ad un sapone solido sconvolge un po' le nostre abitudini. Ma presto ci prenderai la mano, promesso ;) Per utilizzarlo, niente di più facile: Bagna la spugna o il sapone con acqua calda, Strofina la spugna sul sapone, Lava i piatti come al solito! Una volta terminato il lavaggio dei piatti, metti il sapone sul portasapone e fai in modo che si asciughi completamente (per evitare che si squagli). Spero che questa ricetta ti sia piaciuta! Non esitare a provarla a casa e fammi sapere nei commenti come ti viene! Ancora una volta, ringrazio Elisa Nicoli e il Laboratorio di autoproduzione per aver condiviso con noi questa fantastica ricetta 🙏

  • Ricetta balsamo labbra colorato all'Alcanna

    Tra le ricette di cosmesi DIY non possono mancare i balsami e burri labbra. Questa ricetta di balsamo labbra molto semplice ed efficace è arricchita da un po' di colore: grazie all'alcanna questo balsamo dona alle labbra un delicato colorito rosso/rosato. Da provare per nutrire ed abbellire le nostre labbra quest'inverno! Si ritiene che il nome "alcanna" (Alkanna tinctoria) derivi dall'arabo al-hinna, letteralmente "l'henné", a testimonianza della sua comparsa e del suo uso storico. In Egitto, Medio Oriente e India, l'alcanna veniva utilizzata come colorante rosso, al posto o in combinazione con l'henné (Lawsonia inermis). Mentre la pianta dell'henné non poteva essere coltivata in Europa, l'alcanna sì, e divenne un colorante popolare oltre che un colorante cosmetico (Miczak, 2001). L'alcanna ha anche qualità antimicrobiche, emollienti e rigeneranti, per cui è un'ottima aggiunta ad un balsamo per le labbra. Questo balsamo è idratante per le labbra ed ha anche un bel colore rosso! In base alla profondità del colore che si desidera ottenere, regola la quantità di polvere di radice di alcanna per un risultato personalizzato! ⚠️ Non ha la resa di un rossetto, lascia solo le labbra leggermente più colorite. Elenco degli ingredienti (per 1 stick labbra da 10g) 1,9g radice di alcanna in polvere (9,7%) 5,1g olio di cocco (25,6%) 5,9g olio di oliva (29,7%) 2,4g burro di karité (11,8%) 4,1g cera d'api (20,5%) 0,3g vitamina E liquida (1,3%) 3 gocce di olio essenziale a scelta (facoltativo,1,3%) contenitore stick o vasetto Come realizzare il tuo balsamo labbra colorato Unire l'alcanna in polvere, l'olio di cocco, l'olio d'oliva e il burro di karité a bagnomaria a fuoco basso (o una ciotola di vetro o ceramica su una piccola casseruola di acqua bollente), mescolando di tanto in tanto fino a completo scioglimento. La colorazione rossa della radice inizierà a saturare immediatamente l'olio. Utilizzare un termometro da cucina per monitorare la temperatura, mantenendola al di sotto dei 48/49°C. Una volta che il burro si è sciolto, mantieni la miscela di olio calda per consentire ai pigmenti dell'alcanna di saturare l'olio. Cuocere a fuoco lento a bagnomaria per circa 30 minuti: tieni d'occhio il livello dell'acqua in modo che non evapori completamente. Togliere dal fuoco e filtrare attraverso diversi strati di garza fine o un filtro da caffè naturale per separare l'olio dalla polvere di alcali. Rimettere l'olio filtrato a bagnomaria e aggiungere la cera d'api, riscaldando fino a quando non si scioglie. Togli dal fuoco e lascia raffreddare un po', quindi aggiungi l'olio di vitamina E e l'olio essenziale (se lo utilizzi). Versare in barattoli o tubetti e lasciar raffreddare. Una volta raffreddati, etichettare e datare i balsami labbra. Questa preparazione va conservata per circa 6 mesi in un luogo fresco e asciutto (dura più a lungo, se conservata in frigorifero). Questa ricetta ti è piaciuta? Non esitare a condividerla e a realizzarla con amici, colleghi, parenti e persone a te care! Se provi a farla a casa non esitare a farmi sapere come ti trovi e per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi qui: Francesca 🫧 Corsi di sapone & cosmesi artigianale (@ecodalia) Un abbraccio forte, Francesca

  • Ricetta bombe da bagno nutrienti con burro di cacao

    Il freddo e gli sbalzi di temperatura mettono a dura prova la tua pelle? Questa ricetta di bombe da bagno renderà l'acqua della vasca nutriente e addolcente grazie all'avena, alla camomilla e al burro di cacao che contiene. Un vero toccasana per la pelle! Elenco degli ingredienti 60ml di farina di avena 250ml di bicarbonato di sodio 125ml di acido citrico 125ml di sale di Epsom 30ml di fecola (di qualsiasi tipo) 10ml di burro di cacao (bio e da commercio equo e solidale se possibile) a scaglie 40ml di olio di girasole bio o di oleolito di camomilla in olio di girasole acqua o idrolato (es. idrolato ai fiori d'arancio)* olio essenziale a scelta (facoltativo, massimo 0,5% del totale degli ingredienti)** fiori di camomilla tedesca bio per decorare stampo per mombe da bagno o portaghiaccio o formine in silicone Questi ingredienti sono super alleati per la pelle secca, sensibile e persino problematica (eczema, orticaria, ecc.)! * Alcuni usano anche l'alcol (come la vodka) per inumidire. Il vantaggio è che riduce la reazione di effervescenza, ma a differenza dell'idrolato, l'alcol non aggiunge alcuna proprietà o odore alla miscela. ** L'odore del burro di cacao è delizioso. Per questo di solito preferisco non aggiungere oli essenziali. Come realizzare la tua bomba da bagno nutriente Sciogliere il burro di cacao nell'olio a bagnomaria. Mettere da parte. In una ciotola, mescolare tutti gli ingredienti secchi. Aggiungere la miscela di olio e burro di cacao agli ingredienti secchi e mescolare con una forchetta fino a ottenere un impasto granuloso e omogeneo. Aggiungere molto lentamente l'acqua o l'idrolato con un flacone spray. L'obiettivo è quello di ridurre il più possibile la reazione di effervescenza (conservala per il bagno!) aggiungendo l'acqua gradualmente e mescolando ogni volta. Aggiungi l'acqua o l'idrolato fino a quando la miscela non si compatta quando viene strizzata nella mano (un po' come la sabbia bagnata, ma non troppo). Se si sbriciola molto, significa che non c'è abbastanza acqua o idrolato. Premi con cura il composto negli stampi. Puoi usare uno stampo per bombe da bagno o uno stampo per muffin in silicone. Qualsiasi cosa tu abbia a portata di mano! Se utilizzi uno stampo per bombe da bagno: una volta che il composto è ben compattato, toglilo con cura dallo stampo e mettilo su un piatto. Se si utilizza uno stampo per muffin in silicone: lascia asciugare le bombe in formina. Lasciare asciugare per almeno 4 ore prima di maneggiare e utilizzare le bombe. Bombe da bagno: come si usano? Getta una bomba nell'acqua fumante del bagno (ma non troppo, mi fido di te!). Scivola nell'acqua lussureggiante e divertiti! Nota: le bombe da bagno contengono sostanze grasse, che potrebbero rendere scivoloso il fondo della vasca. Buon bagno! Questa ricetta ti è piaciuta? Non esitare a condividerla e a realizzarla con amici, colleghi, parenti e persone a te care! Se provi a farla a casa non esitare a farmi sapere come ti trovi e per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi qui: Francesca 🫧 Corsi di sapone & cosmesi artigianale (@ecodalia) Un abbraccio forte, Francesca

  • Ricetta sale esfoliante festivo per il corpo

    Tutti abbiamo sperimentato la pelle secca in inverno! Per massimizzare l'equilibrio della pelle, è importante esfoliare per liberare l'epidermide dalle cellule morte. E non c'è modo migliore di farlo che con un sale esfoliante per il corpo fatto in casa! Una ricetta semplice e facile da realizzare, ottima da regalare durante le feste natalizie. Elenco degli ingredienti 125ml di sale rosa 30ml di petali secchi di rosa di Damasco bio 15ml di piantaggine bio essiccata 45ml di olio di girasole o di oleolito di pino (o di camomilla o di camomilla) 24 gocce di olio essenziale di spinetta nera bio (Picea mariana) 28 gocce di olio essenziale di arancio dolce bio (Citrus sinensis) 10 gocce di olio essenziale di pino (Abies balsamea) Vasetto di vetro da 250ml Come realizzare il tuo esfoliante festivo per il corpo In una ciotola, unire gli oli vegetali e gli oli essenziali. Aggiungere gli altri ingredienti. Mescolare bene. Versare nel barattolo in cui verrà conservato il sale esfoliante. Esfoliante per il corpo: come si usa? Prendi da 2 a 4 cucchiai di miscela quando fai il bagno. Strofina delicatamente la miscela sul corpo. Filtrare i petali attraverso un colino prima di scolare l'acqua. Enjoy! Questa ricetta ti è piaciuta? Non esitare a condividerla e a realizzarla con amici, colleghi, parenti e persone a te care! Se provi a farla a casa non esitare a farmi sapere come ti trovi e per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi qui: Francesca 🫧 Corsi di sapone & cosmesi artigianale (@ecodalia) Un abbraccio forte, Francesca

  • A cosa serve la pelle? Ecco svelate le 4 funzioni principali della pelle.

    Ricopre quasi il 100% del nostro corpo. Perché è così importante? A che cosa serve la pelle? Quali sono le sue funzioni principali? Dopo aver letto questo articolo capirai perché è così importante prendersi cura della propria pelle. Partiamo! A cosa serve la pelle? La pelle è un organo importantissimo del corpo umano. Senza pelle non potremmo respirare bene. Avrai sicuramente già sentito parlare di grandi bruciature che hanno causato asfissia... Oltre alla respirazione, ecco altre tre importanti funzioni della pelle: protezione trasmissione di informazioni eliminazione Vediamole insieme nel dettaglio. Funzione protettiva La pelle ci protegge dalle aggressioni esterne, fisiche (shock che possono danneggiare il corpo come colpi, graffi, ferite...) e chimiche. Funge quindi da barriera impenetrabile che si adatta all'ambiente per preservare il buon funzionamento dell'organismo. Inoltre, la pelle è costituita da un naturale filtro di protezione contro i raggi ultra violetti (UV) che potrebbero causare gravi bruciature e delle modifiche cellulari nefaste (ossidazione, cancro...). L'abbronzatura è innanzitutto un primo filtro naturale anti-UV che serve proprio a proteggerci. Ma non sempre basta! La barriera cutanea che permette agli agenti potenzialmente patogeni di restare in superficie e non penetrare la pelle viene chiamata "film idrolipidico". Si tratta di uno strato sottilissimo (film) composto di acqua (sudore) e grassi (sebo) che si deposita sulla superficie della pelle e forma una "vernice" molto impermeabile il cui pH acido rende la vita dei corpi patogeni impossibile. Bellissimo vero? Lo avrai capito, la pelle è una barriera quasi impenetrabile che ci protegge dalle aggressioni esterne. Poco o niente può realmente penetrare la pelle. La maggior parte degli ingredienti cosmetici hanno quindi un impatto molto superficiale su di essa. Questo fa riflettere sui prodotti venduti come "miracolosi" che troviamo negli scaffali dei negozi! Funzione di trasmissione delle informazioni La pelle viene descritta da alcuni dermatologi come un cervello esteso. Infatti, il legame tra la pelle ed il sistema nervoso è molto intimo, pensiamo ad alcune manifestazioni psico-somatiche dello stress (irritazioni, eczema, psoriasi...) oppure ai brividi, una reazione della pelle in seguito all'attivazione del sistema nervoso vegetativo per regolare la temperatura corporea. Altri tipi di terminazioni nervose intervengono al tatto, necessario per trasmettere informazioni di sopravvivenza al cervello (difesa dal dolore, dalle scottature...) e di piacere. La pelette di sensazioni è molto vasta :) Il massaggio, ad esempio, ha un impatto molto positivo sulla pelle e sulle emozioni: i muscoli si rilassano, la microcircolazione è stimolata, la pelle nutrita dall'interno ed il colorito più radioso. Un gesto di cura e bellezza a tutto tondo. Lo stato della nostra pelle è dunque intimamente legato al nostro stato nervoso. Di conseguenza, toccarsi e massaggiarsi, respirare e ridere, rilassarsi e dormire sono i primi gesti per una bellezza più sana e più slow. Funzione di eliminazione La pelle può essere descritta anche come un organo drenante. Da un lato, elimina i rifiuti superflui attraverso la sudorazione. Dall'altro, rilascia sostanze diverse al fine di conservare un buono stato di funzionamento della pelle. La sudorazione permette sia di regolare la temperatura corporea che di mantenere l'equilibrio della pelle. Il suo pH acido é un indicatore importante di salute, perché permette alla pelle di difendersi contro gli agenti patogeni esterni. Il sudore è inoltre ricco di detriti cellulari pronti ad essere eliminati. La pelle respira ma produce anche sebo. Si tratta di una sostanza grassa che si espande sulla superficie della pelle per mantenere la sua funzione di barriera e la sua impermeabilità. È una secrezione che protegge il nostro organismo da agenti esterni, ma anche dall'ossidazione e dunque dai raggi UV. Ora che conosciamo le principali funzioni della pelle, non ti senti un pochino più responsabile del suo benessere? Sono certa che ti starai chiedendo: ok ma... come riconosco il mio tipo di pelle e come posso prendermene cura al meglio? Ho cercato di rispondere a queste domande in questo articolo. Ci vediamo lì per approfondire insieme il meraviglioso mondo della cura del corpo e della cosmesi slow! Un abbraccio 🫧 Francesca

  • Com'é fatta la nostra pelle? Quello che devi assolutamente sapere su epidermide, derma e ipoderma.

    Per adottare i gesti della cosmesi slow, è innanzitutto importante capire la pelle in quanto organo. Com'é composta? Come evolve nel tempo e quali sono i suoi reali bisogni? Studiandone la struttura, getteremo le prime basi per imparare a riconoscere il nostro tipo di pelle e capirne facilmente le sue necessità. Iniziamo! Gli strati della pelle La pelle è una sovrapposizione di strati: epidermide, derma e ipoderma. Questi strati formano un involucro flessibile ricoperto di minuscole aperture: follicoli piliferi, dai quali fuoriesce il sebo, e pori, dai quali fuoriesce il sudore. Epidermide L'epidermide è lo strato superficiale della pelle. È uno strato abbastanza sottile, dello spessore comparabile a poco più di un foglio di carta (circa 0,1 millimetri). L'epidermide gioca il ruolo di prima barriera di protezione dall'esterno. È sempre sull'epidermide che applichiamo i nostri prodotti cosmetici. L'epidermide è considerata un tessuto epiteliale specializzato; come il tessuto epiteliale che riveste la bocca, il tratto digestivo e altre membrane mucose, il tessuto epidermico si rigenera molto rapidamente e si sostituisce continuamente con nuove cellule. Quando questi tessuti sono feriti, di solito possono guarire rapidamente. A differenza delle nostre membrane mucose, però, la maggior parte delle cellule dell'epidermide produce e immagazzina cheratina, una proteina che conferisce a pelle, unghie e capelli gran parte della loro forza e resistenza all'acqua. L'epidermide è avascolare: non contiene capillari, quindi tutto l'ossigeno e i nutrienti necessari alle cellule dell'epidermide sono forniti dai vasi sanguigni del derma. Se ci si taglia o ci si graffia e si vede del sangue, significa che si è raggiunto lo strato dermico. Nella maggior parte dei casi, l'epidermide è costituita da quattro strati distinti; sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi, tuttavia, c'è un ulteriore strato resistente all'acqua. Procedendo dall'esterno verso l'interno, questi strati sono chiamati stratum corneum, stratum lucidum (questo è lo strato aggiuntivo che si trova solo sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi), stratum granulosum, stratum spinosum e stratum basale. Tutti gli strati dell'epidermide, tranne quello più basso (lo strato basale), sono costituiti per lo più da cheratinociti, le cellule specializzate che producono e immagazzinano la cheratina. Lo strato basale contiene soprattutto cellule basali, che producono cheratinociti. Immagina l'epidermide come una sorta di scala mobile di cheratinociti: mentre le cellule basali si dividono, producendo nuovi cheratinociti, le cellule più vecchie vengono spinte verso la superficie della pelle. Solo le cellule più profonde ricevono ossigeno e sostanze nutritive dai vasi sanguigni del derma, quindi, man mano che salgono verso l'alto, le cellule iniziano a morire e a indurirsi. Quando raggiungono lo strato più esterno (lo strato corneo), le cellule sono morte, secche e alla fine si staccano. Ci vuole circa un mese per eliminare e sostituire tutte le cellule dello strato corneo (Biga et al., 2018). Quando i cheratinociti si spostano negli strati superiori dell'epidermide, si ancorano l'uno all'altro attraverso strutture extracellulari interconnesse chiamate desmosomi. Normalmente, quando le cellule dello strato corneo invecchiano, questi desmosomi si rompono e la pelle viene espulsa sotto forma di piccole particelle (polvere); tuttavia, i desmosomi possono rimanere intatti nella pelle danneggiata, motivo per cui la pelle scottata dal sole o con vesciche può staccarsi in fogli (Biga et al., 2018). Essendo il nostro primo punto di contatto con il mondo esterno, l'importanza protettiva dell'epidermide non può essere sopravvalutata. Oltre a fungere da barriera fisica, impedisce la perdita passiva di acqua, protegge dalle infezioni microbiche e impedisce o riduce l'assorbimento delle sostanze con cui veniamo a contatto nell'ambiente. Gran parte di questa protezione avviene principalmente nello strato corneo e si basa su quella che viene spesso definita "integrità della barriera". Derma e ipoderma Il derma e l'ipoderma (chiamato comunemente "derma profondo") costituiscono gli strati più profondi della pelle. È a questo livello che avviene la circolazione sanguigna della pelle. È innanzi tutto grazie ad una buona circolazione sanguigna che la pelle resta sana, giovane e bella. Per avere una bella pelle, è quindi più importante nutrirsi bene, bere ed ossigenarsi piuttosto che ricorrere ai cosmetici. Direttamente sotto l'epidermide, collegato alla parte inferiore dello strato basale, si trova il derma (il prefisso epi significa "su", quindi epidermide significa "sul derma"). Mentre l'epidermide è una membrana protettiva relativamente sottile, il derma è un letto di tessuto connettivo molto più spesso ed è fino a 40 volte più spesso dell'epidermide. Gran parte del derma è composto da una matrice di fibre di collagene ed elastina, che sono le proteine strutturali che conferiscono alla pelle mobilità, elasticità e resistenza alla trazione. Il collagene lega anche l'acqua, contribuendo a mantenere la pelle idratata. Nello strato più esterno del derma, chiamato strato papillare, il collagene e l'elastina sono organizzati in una maglia sciolta e una rete di capillari (piccoli vasi sanguigni larghi appena una cellula) fornisce ossigeno e sostanze nutritive alle cellule del livello più profondo dell'epidermide. Nello strato più profondo del derma, chiamato strato reticolare, le fibre di collagene ed elastina sono molto più fitte e i vasi sanguigni più grandi sono più numerosi. L'ipoderma è infine uno strato spesso costituito da cellule grasse: gli adipociti. Ora che abbiamo chiarito gli aspetti chiave della struttura dell'organo pelle, che cosa ne dici di approfondire le sue funzioni? Questo ci aiuterà a mettere nuove basi per imparare a prendercene cura al meglio. Ti aspetto in questo articolo! *Fonti: Boundless Anatomy and Physiology: Integumentary System, by Lumen Learning: https://courses.lumenlearning.com/boundless-ap/chapter/the-skin/ Integumentary System Introduction, a video series by Khan Academy: https://www.khanacademy.org/science/health-and-medicine/human-anatomy-and-physiology#integumentary-system-introduction Ma bible cosmétique, 2020, Julien Kaibeck

  • Ingredienti dannosi nei cosmetici: ecco come identificarli!

    Per scegliere bene i prodotti cosmetici, non c'è niente di meglio che essere consapevoli degli ingredienti indesiderati. Non basta infatti correre a cercare le confezioni "verdi" nei supermercati! Non c'è nulla che indichi chiaramente che siano buoni per la salute e per l'ambiente. Sta a noi decifrare correttamente le etichette ed evitare gli ingredienti dannosi. Scopriamoli insieme! Che cosa si intende per ingredienti cosmetici dannosi? Per dirlo in poche parole, il termine "dannoso" si riferisce alla presenza di sostanze nocive all'interno della formula del prodotto cosmetico. Le sostanze possono essere nocive per via della loro origine, se per esempio derivano dal petrolio, oppure per la concentrazione eccessiva della sostanza nella formula. La normativa europea regola la quantità massima di ogni ingrediente (soprattutto quelli formulati in laboratorio) da utilizzare nella formulazione, ma un uso molto frequente del prodotto potrebbe risultare comunque dannoso per la salute. Il danno può riferirsi quindi all'ambiente (inquinamento, minaccia agli ecosistemi naturali, ecc.) o alla salute (irritazione, soffocamento della pelle o del capello, tumori, compromissione della fertilità, ecc.). Qual è l'impatto sulla salute degli ingredienti cosmetici dannosi? Anche se i cosmetici, i prodotti per l'igiene e la bellezza dovrebbero prendersi cura del nostro corpo, a volte contengono ingredienti indesiderati che possono avere un impatto a lungo termine sulla nostra salute. Si dice che un prodotto di bellezza su quattro contenga sostanze nocive. Si tratta di un argomento molto controverso, in quanto è difficile avere il necessario riscontro di tutte le sostanze tossiche presenti nei cosmetici. Infatti, non sono stati condotti studi a lunghissimo termine, il che rende difficile stimare le conseguenze di questi ingredienti indesiderati. Tuttavia, è noto che i cosmetici che contengono ingredienti di sintesi, se usati frequentemente, favoriscono lo sviluppo di alcune malattie come il cancro e il diabete, e hanno persino un impatto sul sistema riproduttivo. Secondo alcuni scienziati, ciò che mettiamo sulla pelle è più pericoloso di ciò che mangiamo. Il motivo è che gli enzimi presenti nella saliva e nello stomaco sono in grado di neutralizzare o eliminare alcune sostanze nocive, cosa che non avviene con la pelle, che ingerisce prodotti tossici nel sangue. Non ha un filtro per questi ingredienti indesiderati, che raggiungono rapidamente gli organi vitali. Con il tempo, queste molecole nocive si accumulano nell'organismo, causando importanti squilibri nel corpo. Alcune di queste sostanze chimiche sono interferenti endocrini. Qual è l'impatto ambientale degli ingredienti cosmetici dannosi ? Anche l'ambiente non è risparmiato dall'uso di prodotti tossici, che si diffondono rapidamente nella natura e in particolare nell'acqua. Molti ingredienti dei cosmetici sono prodotti petrolchimici, soprattutto oli minerali. L'estrazione, il trasporto e la raffinazione del petrolio hanno un impatto diretto sull'ambiente. Per individuarli, basta leggere nelle etichette dei cosmetici convenzionali olio minerale, paraffinum liquidum, petrolatum, cera microcristallina... D'altra parte, sono soprattutto i prodotti che possono essere risciacquati (gel doccia, shampoo, scrub, dentifricio) a contenere molte particelle tossiche e/o plastiche che finiscono nelle acque reflue. La maggior parte di questi componenti non è biodegradabile e altri sono inquinanti per l'acqua, con un bilancio ecologico disastroso. Piccola guida agli ingredienti da evitare Oli minerali Si tratta di corpi grassi inerti di origine minerale. Si ottengono per distillazione dal carbone, dal petrolio o da alcune rocce. Si tratta di ingredienti a basso costo, che rimangono stabili nelle formule, innocui per la pelle, creano una pellicola sottile che li rendono buoni ingredienti idratanti (per via indiretta). Il loro bilancio ecologico è purtroppo disastroso. Si ritrovano nell'ambiente una volta risciacquati, sono inquinanti e non apportano alcun elemento nutriente alla pelle. Dove trovarli: creme, detergenti doccia Nomi in etichetta: paraffinum liquidum, petrolatum, cera microcristallina, mineral oil... Alcoli grassi & co. Per dare corpo alle ricette, l'industria cosmetica utilizza alcoli grassi e solventi. Emulsionano bene e stabilizzano il prodotto. Questi ingredienti chimici hanno quasi le stesse caratteristiche degli oli minerali. Alcuni di questi possono essere irritanti. Dove trovarli: creme, detergenti doccia Nomi in etichetta: methyl-, propyl- o caprylyl- alcohol, hexadecanol, alcool cetylique o alcool stearylique, polypropylene glycol (PPG) Siliconi Composti inorganici ottenuti a partire dal silicio mescolato all'ossigeno. In breve è una materia plastica. Non hanno alcun beneficio reale sulla pelle, consentono di creare un film per correggerne l'aspetto e ammorbidirla. Come per gli oli minerali, il bilancio ecologico del silicone è nefasto. Dove trovarli: creme, shampoo, balsamo, prodotti da risciacquo, fondotinta e altri trucchi Nomi in etichetta: i nomi terminano con -one o -oxane (es. dimethicone, cyclohexasiloxane...). Polimeri Si tratta di materie plastiche, non sono dei siliconi ma hanno le stesse caratteristiche a livello cosmetico. Permettono di ottenere una texture vellutata ai prodotti e talvolta fungono da emulsionanti. Non sono tossici per la pelle ma si ottengono da processi tossici per l'uomo ed il pianeta. Dove trovarli: creme, prodotti da risciacquo, trucchi Nomi in etichetta: -cellulose, polypropylene, crosspolymer, polypropylene glycol (PPG) e PEG (polyethylene glycol) Emulsionanti Chiamati anche tensioattivi, permettono di realizzare emulsioni (mescolare una sostanza acquosa ad un corpo grasso). Dove trovarli: creme, shampoo, balsamo, prodotti da risciacquo (gel doccia) Nomi in etichetta: sodium laureth sulfate (SLS), PEG (polyethylene glycol), suffisso -eth (Ceteareth, Myreth), prefisso hydroxyethyl- (hydroxyethylcellulose), suffisso -oxynol (butoxynol, octoxynol, nonoxynol). Alla lista si aggiungono i polisorbati, quatermius (quatrini) ed i polisiliconi. Conservanti Allergeni, cancerogeni, mutageni, sono presenti in tutti i prodotti di cosmesi convenzionale che contengono acqua (dove può quindi esserci rischio batteriologico). I più usati sono l'alcool (può essere di origine vegetale), i parabeni, l'EDTA ed i quatrini. Dove trovarli: creme, prodotti da risciacquo, trucchi Nomi in etichetta: l'alcool viene sempre riportato con la parola alcohol (attenzione: gli alcoli grassi non sono utilizzati come conservanti), methylparaben, ethylparaben, propylparaben, butylparaben, isopropylparaben, thiazolinone, EDTA, Disodium EDTA, Trisodium EDTA, Calcium Disodium EDTA, Quaternium-15, Quaternium-18, Polyquaternium-10 (o altre cifre), DMDM, Hydantoin, Chlorphenesin, Diazolidinyl urea, Methylisothiazolinone... Sali di alluminio Utilizzati come agenti antitraspiranti in alcuni deodoranti, sono leggermente irritanti. Studi in corso stanno dimostrando un ulteriore potenziale dannoso. Dove trovarli: deodoranti Nomi in etichetta: contengono la parola aluminium Profumi I profumi sintetici sono sempre più criticati perché sembra siano spesso causa di reazioni allergiche. Spesso sono "fissati" al prodotto grazie agli ftalati, forti perturbatori endocrini. Dove trovarli: creme, prodotti da risciacquo (shampoo, balsamo, gel doccia), trucchi, deodoranti... Nomi in etichetta: contengono fragrance o parfum Coloranti Sono per la maggior parte inoffensivi per la salute ma alcuni sono estremamente allergizzanti, cancerogeni e/o nefasti per l'apparato riproduttivo umano. La direttiva europea sui cosmetici (Regolamento Europeo 1223/2009, allegato V) ha stilato una lista di coloranti autorizzati. In questa lista si trovano quattro categorie di coloranti, classificati in colonne. Quelli della colonna 3 e 4 sono i più criticati. I coloranti sono essenziali all'interno di alcuni cosmetici, come ombretti e rossetti, mentre sono del tutto superflui per quanto riguarda altre tipologie come creme, shampoo, bagnoschiuma, etc. Dove trovarli: creme, prodotti da risciacquo (shampoo, balsamo, gel doccia), trucchi, smalto per le unghie, tinte per capelli Nomi in etichetta: quelli potenzialmente pericolosi per la salute sono molto difficili da riconoscere in etichetta. Tutti i coloranti sintetici si scrivono CI (Colour Index) seguito da un numero a cinque cifre (es. CI 12120): da 10000 a 74999 - Coloranti Organici Sintetici (da fonti vegetali e animali ma ricavati attraverso processi di sintesi); da 75000 a 75999 - Coloranti Organici Naturali (derivati direttamente da piante e ingredienti di origine animale senza che siano sottoposti a processi di sintesi); da 76000 a 76999 - Basi ad Ossidazione e Nitrocoloranti; da 77000 a 77999 - Pigmenti Inorganici (di origine minerale, come gli ossidi di ferro, pesenti in molti trucchi). Oli idrogenati Derivati vegetali, vengono trasformati chimicamente e perdono i loro principi benefici per la pelle. Dove trovarli: creme, prodotti da risciacquo (shampoo, balsamo, gel doccia), trucchi Nomi in etichetta: la denominazione più frequente è hydrogenated + nome INCI dell'olio (es. hydrogenated castor oil) Come ti raccontavo nello scorso articolo, leggere l'etichetta è fondamentale per fare scelte consapevoli. Non sempre facciamo scelte perfette, ma possiamo tentare di fare del nostro meglio. Spero davvero che questa piccola guida ti possa essere d'aiuto per i tuoi prossimi acquisti. Non esitare a contattarmi se hai qualsiasi domanda! È sempre un piacere scambiare insieme qualche parola Fonti: Libro : Ma Bible de la Slow Cosmétique Coloranti per cosmetici e per alimenti (macrolibrarsi.it)

  • INCI: come leggere l'etichetta di un cosmetico?

    Per garantire ai consumatori la massima sicurezza ed informazione, sui prodotti cosmetici sono obbligatorie alcune indicazioni. Queste informazioni devono essere visibili prima dell'acquisto. Come decifrare l'etichetta di un prodotto di bellezza? Quali informazioni è importante osservare? In questo articolo ti racconto tutto! Quando si acquista un prodotto cosmetico, si possono leggere molte informazioni sull'etichetta. Per capire il significato di queste informazioni, ecco un'immagine di esempio che permette di identificarle. Vediamole insieme nel dettaglio. Nome e funzione: la prima informazione che troviamo in etichetta è il nome del prodotto (sapone, shampoo, deodorante), che ci permette di identificarlo chiaramente. Di solito viene accompagnato da altri dettagli (per tutti i tipi di capelli, per pelli sensibili,...). Modo d'uso e consigli d'uso: a seconda del tipo di prodotto cosmetico, alcune informazioni possono essere utili ai consumatori o sono obbligatorie (ad esempio evitare il contatto con gli occhi). Quantità: in etichetta deve essere riportata la quantità di prodotto, di solito viene riportata il millilitri (ml). Lista INCI: tutte le etichette dei prodotti cosmetici devono riportare in modo leggibile l'elenco degli ingredienti, riportati in linguaggio INCI (tra poco ti spiego bene che cos'è e come leggerlo). Suggerimenti per la corretta gestione del rifiuto: la grafica puó cambiare, in ogni caso vengono riportate delle indicazioni su come effettuare la raccolta differenziata del prodotto/imballaggio. Periodo di conservazione: la data di durata minima (DDM) è la data fino alla quale un prodotto cosmetico può essere utilizzato (la qualità del prodotto è ancora garantita). È obbligatoria, tranne quando è superiore a 30 mesi, il che avviene quasi sempre! In questo caso, il produttore deve indicare il periodo durante il quale è possibile utilizzare il prodotto cosmetico senza alcun rischio dopo l'apertura. Questo periodo è chiamato AOP (After Opening Period). All'interno dell'icona a forma di barattolo, viene riportato un numero e una lettera. Questi corrispondono al periodo di conservazione dopo apertura (in questo caso 12M = 12 mesi). Certificazione: in fondo all'etichetta troviamo spesso dei loghi che rappresentano le certificazioni, ISO, bio, vegan, ecc. Responsabile del prodotto: a chiudere il cerchio troviamo nome e dati del responsabile del prodotto, da contattare nel caso in cui avessimo domande o segnalazioni sul prodotto. INCI: che cos'è? "Cosmetico" è un termine che designa "qualsiasi sostanza o miscela destinata a essere posta a contatto con le varie parti superficiali del corpo umano (siano esse pelle, capelli, unghie, denti, ecc.) allo scopo di pulirle, proteggerle, profumarle o abbellirle". Tutti questi prodotti sono quindi cosmetici: bagnoschiuma, shampoo, dentifricio, profumo, trucco, struccante, creme idratanti, maschere, scrub, deodoranti, schiuma da barba, tutti i prodotti per capelli, salviette, ecc. In Europa, i produttori sono obbligati a indicare la composizione dei cosmetici secondo la nomenclatura INCI, acronimo di International Nomenclature for Cosmetic Ingredients. Se ti interessa avere più dettagli sulle direttive e regolamenti europei, puoi visitare il sito CosIng - Cosmetics - GROWTH - European Commission (europa.eu). Come leggere l'elenco INCI? Prima di tutto, procurati una buona lente d'ingrandimento, perché di solito l'elenco è riportato in caratteri molto piccoli sulla confezione. I composti sono elencati in latino (per i prodotti a base vegetale) o in inglese (per le sostanze chimiche), il che rende più facile la decifrazione in tutta Europa. RICORDA: questa lista riporta l'elenco completo dei composti contenuti in un cosmetico in ordine decrescente. Quindi, se l'elenco inizia con Aloe barbadensis Miller extract, significa che il succo o l'estratto di aloe vera è il composto più importante del prodotto. In genere, i 3 o 4 ingredienti elencati per primi costituiscono circa il 70% del prodotto totale. Tuttavia, l'elenco INCI non fornisce mai la quantità esatta contenuta in un determinato cosmetico. Inoltre, è bene tenere presente che un composto che contiene meno dell'1% può essere collocato quasi ovunque alla fine dell'elenco. Ad esempio, se c'è lo 0,4% di methylparaben e lo 0,01% di olio vegetale di argan, il produttore potrebbe citare prima l'olio vegetale di argan e poi il methylparaben (gli conviene per guadagnare fiducia da parte del potenziale acquirente!). Esistono oltre 2500 ingredienti che possono essere utilizzati nei cosmetici. È quindi impossibile impararli tutti. Perciò di solito leggo le etichette con un metodo di esclusione. Innanzitutto il numero di ingredienti. Se ci sono più di dieci ingredienti, rimetto il prodotto sullo scaffale, a meno che la maggior parte dei nomi non sia in latino (una miscela di oli vegetali, per esempio). Controllo che non compaiano le sostanze più controverse (ho scritto un articolo sugli ingredienti dannosi, lo trovi qui!). Evito anche i prodotti petrolchimici: tutti gli oli minerali (Paraffinum liquidum o olio minerale, Petrolatum, Cera Microcristallina, Ozokerite, Ceresin). Faccio attenzione alla vaselina, che è una gelatina di petrolio (petrolato), presente in alcune creme, a prodotti con propellenti come il butano (deodoranti, schiuma da barba), l'etere dimetilico (presente nella lacca per capelli). Infine, faccio attenzione al contenitore. In determinate condizioni i componenti della plastica possono migrare nel prodotto. Quando è possibile, la scelta migliore è quella di utilizzare barattoli di vetro, di alluminio o cartone. Un po' di pratica e andrà tutto bene! Come per ogni nuovo apprendimento, potrebbe essere necessario un po' di tempo prima di sentirsi a proprio agio con tutti questi nomi complicati. Per questo ti suggerisco alcuni siti per aiutarti a fare pratica. Finché non ti sentirai a tuo agio, scarica pure un'applicazione che analizza l'elenco degli ingredienti dei cosmetici. Io ti consiglio INCI beauty, che uso quotidianamente e mi trovo benissimo. Anche il sito Biodizionario - Il primo dizionario online cosmetico e alimentare ti permette di verificare i nomi in caso di dubbi. Potrai vedere rapidamente l'origine vegetale, animale, chimica o petrolchimica degli ingredienti e il sistema a semaforo ti aiuterà a capire immediatamente se fare affidamento o meno su quell'ingrediente. E soprattutto, esercitati regolarmente. Ecco alcuni esempi. Compreresti questi prodotti?

  • 10 buone ragioni di fare i propri cosmetici in casa

    Ho sempre adorato creare qualcosa da zero, lavorare con le mie mani per produrre degli oggetti o dei prodotti utili nel mio quotidiano. Nell'articolo di oggi ti elenco 10 buone ragioni per iniziare a creare i tuoi cosmetici in casa! 1. Ingredienti naturali: quando autoproduco, so esattamente che cosa ci metto dentro! Se ci fosse una sola ragione per mettersi alla cosmesi fatta in casa, sarebbe proprio questa. La composizione dei prodotti di bellezza industriali lascia spesso a desiderare. Tra gli ingredienti petrolchimici e le componenti suscettibili di agire come interferenti endocrini, di essere cancerogene, di agire sulla fertilità... possiamo sicuramente trovare di meglio. A tal proposito, la lista degli ingredienti cosmetici (lista INCI) recensisce tutte le componenti dei prodotti cosmetici sul mercato: l'applicazione INCI Beauty, ad esempio, può aiutarti a capire ed interpretare correttamente le etichette. Quando autoproduci puoi scegliere tutti gli ingredienti naturali che vuoi, riducendo molti dei rischi cui siamo costantemente (ed incosciamente) espost3! 2. Consumo responsabile Realizzare i propri prodotti di bellezza permette anche di assicurarsi un consumo etico e sostenibile, purché la materia prima sia biologica e da filiera responsabile (ne ho parlato in questo articolo sulla cosmesi lenta). 3. Ricette naturali e ludiche Autoproducendo ritroviamo il piacere di mescolare ed unire insieme degli ingredienti buoni per la cura del nostro corpo, realizzando ricette uniche e personalizzate. Un po' come succede in cucina! 4. Lottare contro il greenwashing Il greenwashing è il nuovo trend che "tinge" di verde qualsiasi cosa facendola sembrare (falsamente) naturale e sostenibile. Le marche utilizzano questa strategia di marketing per sedurre noi pover3 (e spesso ingenu3) consumator3. Come già accennato al punto 1 di questa lista, creando noi stess3 i nostri prodotti, impariamo a riconoscere e scegliere gli ingredienti naturali e benefici per il nostro corpo. Non facciamoci ingannare dalla comunicazione dei brands! 5. Dedicarsi del tempo La cosmesi fatta in casa sposa l'arte di vivere della Slow Life, che promuove un una vita più autentica, lontana dal sovraconsumo. Come molte altre attività manuali, autoprodurre saponi, cosmetici e prodotti detergenti per il corpo e per la casa, permette di ricominciare a godere delle piccole cose e di ricentrarsi. È anche un ottimo modo per lottare contro lo stress. 6. Fare le proprie scelte I messaggi pubblicitari cui siamo sottopost3, ci incitano ad acquistare prodotti di cui non abbiamo bisogno, creando in noi delle necessità indotte puramente dal mercato, dettate dal desiderio di profitto e di perfezione estetica. Autoproducendo imparerai a capire il tuo corpo e ti renderai conto di aver bisogno di poche, semplici cose per prenderti cura di te. Con l'autoproduzione la tua routine di bellezza diventa più mirata ma soprattutto efficace! 7. Risparmiare Un altro argomento non trascurabile per iniziare a fare i propri prodotti di cosmesi: il risparmio. L'investimento iniziale per acquistare la materia prima potrebbe sembrare importante, ma non raggiungerà mai la spesa, continuativa nel tempo, dei prodotti industriali pre-fatti. Un esempio? L'olio di cocco, a circa 5€ (barattolo da 250ml), puoi usarlo da solo come burro per il corpo e struccante o, combinato ad altri ingredienti, come deodorante. Ah si, e puoi anche mangiarlo! 8. Limitare lo spreco ed i rifiuti Fare i propri cosmetici, significa anche fare attenzione all'ambiente e limitare lo spreco. Ti resta un uovo non più tanto fresco e uno yogurt quasi scaduto in frigo? Ecco gli ingredienti perfetti per una maschera super nutriente per i capelli! 9. Ricette per tutti i tipi di pelle Hai la pelle grassa o troppo secca? La natura è talmente fatta bene che ci fornisce tanti ingredienti diversi di origine vegetale in grado di agire esattamente a nostro favore. Questo permette di personalizzare facilmente le nostre ricette. 10. Dei regali unici: "l'ho fatto per te!" L3 tuo3 amic3 non sono ancora passat3 alla cosmesi naturale? Incuriosiscil3 regalando i tuoi prodotti: balsamo labbra, sapone, crema... L3 renderai felici e sarà una buona occasione per divulgare il verbo! Quali sono le tue ragioni preferite per autoprodurre? Qualcuna tra queste oppure ne hai altre? Raccontamelo lasciando un commento all'articolo 🫧

bottom of page