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Fare il sapone in gravidanza: è sicuro? Tutto quello che devi sapere

18 ott
Tempo di lettura: 7 min

Una domanda che mi viene posta abbastanza spesso da chi vorrebbe partecipare ai miei laboratori di saponificazione è: si può fare il sapone in gravidanza oppure è meglio evitare?

Il dubbio è comprensibile: la saponificazione a freddo prevede l'utilizzo della soda caustica, una sostanza che richiede particolari precauzioni, e spesso vengono impiegati anche oli essenziali e fragranze.

La buona notizia è che la presenza di una sostanza pericolosa in un processo non significa automaticamente che quel processo comporti un rischio per la gravidanza. È però importante conoscere le sostanze utilizzate, le modalità di esposizione e le precauzioni necessarie.

Vediamo cosa sappiamo dalla letteratura scientifica e dalle indicazioni delle autorità sanitarie per capire se fare il sapone in gravidanza: è sicuro?


Fare il sapone in gravidanza: è sicuro?


Come funziona la saponificazione a freddo?

Per capire quali possano essere i rischi durante la gravidanza, dobbiamo innanzitutto comprendere cosa succede quando realizziamo un sapone.


La saponificazione a freddo è una reazione chimica tra grassi (oli e burri vegetali) e una base forte, generalmente l'idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica.

Durante la reazione, i trigliceridi presenti negli oli reagiscono con l'idrossido di sodio, formando glicerolo e sali sodici degli acidi grassi: il sapone.

La soda caustica, quindi, non è un ingrediente che rimane semplicemente mescolato agli oli, ma viene consumata dalla reazione chimica.

Questo non significa, tuttavia, che sia innocua durante la lavorazione: prima che la saponificazione sia completata, la massa contiene ancora alcali e deve essere maneggiata con attenzione.


Soda caustica in gravidanza: dobbiamo preoccuparci?

L'idrossido di sodio (NaOH) è una sostanza classificata come corrosiva. Il contatto diretto con la pelle può provocare ustioni chimiche anche gravi, mentre il contatto con gli occhi può causare lesioni importanti.

Durante la preparazione della soluzione alcalina è necessario prestare particolare attenzione anche alla dispersione di polveri e goccioline, che possono irritare le vie respiratorie.


Ma cosa sappiamo degli effetti sulla gravidanza?

La UK Health Security Agency (UKHSA), l'agenzia britannica per la sicurezza sanitaria, ha pubblicato una scheda specifica sull'idrossido di sodio, nella quale affronta anche il tema della gravidanza.

Secondo questa autorità sanitaria, una bassa esposizione derivante dal corretto utilizzo di prodotti contenenti idrossido di sodio non dovrebbe comportare danni per il nascituro.

L'ente precisa inoltre che l'assorbimento sistemico degli alcali attraverso l'organismo è generalmente basso e che è improbabile un effetto diretto sul feto.


Le informazioni disponibili sulle esposizioni eccessive durante la gravidanza sono invece limitate. Un'esposizione importante che provochi un malessere nella madre potrebbe avere conseguenze indirette anche sulla gravidanza.

È quindi fondamentale distinguere tra una corretta gestione della sostanza e un'esposizione accidentale o non controllata.


Un aspetto importante: la soda caustica non è volatile. Non evapora nell'aria come farebbe un solvente o una fragranza. Il rischio di esposizione per inalazione è legato soprattutto a polveri, aerosol e goccioline disperse durante la manipolazione, non a veri e propri vapori di soda.


Fare il sapone in gravidanza: è sicuro?


Cosa succede alla soda caustica durante la stagionatura?

Una delle caratteristiche della saponificazione è proprio la trasformazione chimica degli ingredienti di partenza.

Una volta terminata correttamente la reazione, il sapone non dovrebbe contenere soda caustica libera in eccesso.

La stagionatura, che nel metodo a freddo dura generalmente alcune settimane, permette principalmente l'evaporazione dell'acqua e il progressivo indurimento della saponetta.

È importante precisare che la stagionatura, da sola, non corregge una formula sbagliata o un eccesso di alcali: per questo motivo è fondamentale formulare correttamente il sapone e verificare che il processo sia avvenuto in modo adeguato.

Il sapone finito è quindi un prodotto chimicamente diverso dalle materie prime utilizzate per realizzarlo.


Oli essenziali in gravidanza: meglio evitarli?

Un altro aspetto da considerare riguarda la profumazione.

Nella saponificazione possiamo utilizzare oli essenziali, fragranze cosmetiche oppure realizzare saponi senza profumazione.


Gli oli essenziali sono miscele concentrate di sostanze aromatiche volatili estratte dalle piante. La loro origine naturale non significa automaticamente che siano innocui: alcuni componenti possono avere attività biologiche, provocare sensibilizzazioni o risultare problematici a determinate concentrazioni.


L'ISS (Istituto Superiore di Sanità), attraverso il portale ISSalute, sconsiglia l'utilizzo degli oli essenziali in gravidanza senza aver prima consultato il proprio medico.

Anche il servizio britannico UKTIS (UK Teratology Information Service), nella sua monografia aggiornata a dicembre 2023, evidenzia che mancano studi epidemiologici sufficienti per stabilire con certezza la sicurezza degli oli essenziali durante la gravidanza.

Questo non significa che ogni esposizione sia pericolosa, ma che non disponiamo di dati sufficienti per dare una garanzia generale.


Per un laboratorio di saponificazione (come quelli che propongo come ecodalia), la scelta più prudente è quindi evitare gli oli essenziali durante la gravidanza.


E le fragranze cosmetiche?

Le fragranze cosmetiche possono rappresentare un'alternativa agli oli essenziali, ma è importante non considerarle automaticamente prive di rischi.

Anche le fragranze sono miscele di sostanze chimiche, alcune delle quali possono essere volatili, irritanti o sensibilizzanti.


Per scegliere una fragranza da utilizzare in laboratorio è opportuno verificare la documentazione del fornitore, in particolare la scheda di sicurezza (SDS), le indicazioni di utilizzo e le eventuali classificazioni di pericolo.

La valutazione deve riguardare la specifica fragranza e le modalità di utilizzo: non basta che sia definita cosmetica o che sia conforme alle indicazioni IFRA per poterla considerare automaticamente sicura in gravidanza.


In alternativa, è sempre possibile realizzare un sapone senza aggiungere alcuna profumazione.


Si può quindi partecipare a un corso di saponificazione durante la gravidanza?

Non esiste una risposta universale valida per tutte le situazioni.

Per valutare la partecipazione a un laboratorio bisogna considerare diversi elementi:

  • Le quantità di soda caustica utilizzate (solitamente ridotta per un workshop durante il quale produciamo 2/3 saponette a persona).

  • Le modalità di preparazione della soluzione alcalina.

  • La ventilazione dell'ambiente.

  • La durata dell'esposizione.

  • Le procedure di sicurezza adottate.

  • La possibilità di evitare il contatto diretto con la soda e con la pasta fresca.

  • Le eventuali fragranze o altre sostanze utilizzate.


Un laboratorio didattico di poche ore non equivale a un'attività lavorativa con esposizione quotidiana e prolungata agli agenti chimici. Tuttavia, anche in un contesto occasionale è necessario valutare i rischi reali e non basarsi esclusivamente sulla durata limitata dell'attività.


Se si desidera partecipare, può essere opportuno parlarne preventivamente con il proprio ginecologo, fornendo informazioni precise sulle sostanze utilizzate e sulle modalità di svolgimento del laboratorio.


Come organizzo la sicurezza nei laboratori di saponificazione Ecodalia?

Nei miei laboratori di saponificazione la sicurezza è parte integrante dell'esperienza: prima ancora di iniziare a realizzare il sapone, preparo e organizzo la postazione di lavoro affinché ogni fase possa essere svolta con attenzione e senza fretta.

In particolare:

  • Postazione di lavoro organizzata: il piano di lavoro viene preparato e pulito prima di iniziare. Gli ingredienti vengono pesati e gli strumenti necessari sono già pronti e a disposizione.

  • Attrezzatura dedicata: utilizziamo strumenti e contenitori destinati esclusivamente alla produzione cosmetica, che non vengono successivamente riutilizzati per preparazioni alimentari.

  • Dispositivi di protezione individuale: durante la lavorazione della soda caustica utilizziamo guanti, occhialini protettivi e mascherina.

  • Manipolazione consapevole della soda: dedichiamo particolare attenzione alla preparazione della soluzione alcalina e alle modalità corrette di manipolazione. Ogni passaggio viene spiegato e seguito con attenzione.

  • Niente distrazioni: durante la lavorazione non devono esserci bambini o animali nella zona di lavoro. Evitiamo interruzioni, fretta e improvvisazioni.


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E se una partecipante è in gravidanza?

Quando una persona in gravidanza desidera partecipare a un mio laboratorio, il primo passo è valutare insieme le modalità di svolgimento e le indicazioni del suo medico.

È possibile organizzare la partecipazione evitando che debba occuparsi direttamente della pesata e della dissoluzione della soda caustica e della manipolazione della pasta di sapone fresca, che contiene ancora alcali.


Possiamo inoltre evitare l'utilizzo di oli essenziali e valutare una formulazione senza profumazione oppure l'eventuale impiego di una fragranza cosmetica, dopo averne verificato le caratteristiche di sicurezza.


Il mio obiettivo è permettere a chi partecipa di comprendere il processo di saponificazione e vivere l'esperienza formativa, senza sottovalutare le precauzioni necessarie.

Ogni situazione deve comunque essere valutata individualmente: non esiste una procedura che possa garantire indistintamente l'assenza di rischi per tutte le gravidanze. Se è il tuo caso, contattami che ne parliamo bene insieme! francesca@ecodalia.it


In conclusione... Fare il sapone in gravidanza: è sicuro?

La letteratura disponibile non indica che una bassa esposizione controllata all'idrossido di sodio comporti necessariamente un rischio per il nascituro. Allo stesso tempo, non esistono studi specifici sufficienti per dichiarare sicura qualsiasi modalità di partecipazione a un laboratorio di saponificazione durante la gravidanza.

Il mio approccio è quello della prudenza informata: conoscere le sostanze, comprendere le reazioni chimiche e adottare tutte le precauzioni necessarie.

Molte corsiste hanno partecipato in momenti diversi della gravidanza, ma... Ogni gravidanza è diversa e la valutazione deve essere individuale!

La chimica non va demonizzata, ma conosciuta. È proprio da qui che parte una buona formulazione e, soprattutto, un'autoproduzione consapevole.


Fare il sapone in gravidanza: è sicuro?


Domande frequenti (FAQ)

La soda caustica è pericolosa per il feto?

La UKHSA indica che una bassa esposizione derivante dal corretto utilizzo di prodotti contenenti idrossido di sodio non dovrebbe danneggiare il nascituro. Le esposizioni importanti, soprattutto se provocano effetti sulla salute materna, richiedono invece una valutazione medica.


La soda caustica evapora durante la preparazione del sapone?

No. L'idrossido di sodio non è una sostanza volatile. Durante la manipolazione possono però disperdersi polveri e goccioline che possono irritare le vie respiratorie.


Nel sapone finito rimane la soda caustica?

In una formulazione corretta, dopo il completamento della saponificazione non dovrebbe esserci soda caustica libera in eccesso. La stagionatura non corregge eventuali errori di formulazione.


Posso utilizzare oli essenziali per profumare il sapone in gravidanza?

È preferibile evitarli senza un parere del proprio medico. Le informazioni scientifiche sulla sicurezza degli oli essenziali in gravidanza sono ancora limitate.


Posso utilizzare una fragranza cosmetica al posto degli oli essenziali?

Non tutte le fragranze sono uguali. Occorre valutare la composizione, la documentazione di sicurezza e le modalità di esposizione. La dicitura cosmetica o la conformità IFRA non costituiscono da sole una garanzia di sicurezza in gravidanza.


Posso partecipare a un corso di saponificazione se sono incinta?

La partecipazione non va automaticamente esclusa (anzi!), ma deve essere valutata individualmente con il proprio medico e con l'organizzatore del laboratorio (ecodalia in questo caso!), considerando le sostanze utilizzate, le modalità di esposizione e le misure di sicurezza adottate.


Fonti e approfondimenti

Commenti


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